Vangelo della domenica (9 settembre) / Dio risana il cuore di chi si lascia toccare dal suo amore

Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il Vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.
Alleluia

Vangelo (Mc 7,21-37)
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Parola del Signore

Riflessione
La Liturgia di questa Domenica presenta il Vangelo di Marco nel racconto di Gesù che guarisce un sordomuto. Il brano del vangelo dice che portarono a Gesù un sordomuto pregandolo di imporgli la sua mano per guarirlo e Gesù prendendolo dalla folla lo portò in disparte, gli toccò le orecchie e la lingua e lo guarì. E’ significativo notare il fatto che Gesù prima di guarire il sordomuto lo porti in disparte dalla folla. Per comprendere la profondità del messaggio di questo brano del Vangelo infatti, è necessario non fermarsi soltanto sull’aspetto della guarigione fisica, ma è rilevante spostare l’attenzione sulla guarigione spirituale di quell’uomo che non ascolta la parola di Dio. Quest’uomo non si presenta da solo davanti a Gesù ma è condotto da altri che possono rappresentare una comunità che si fa prossima ai bisogni dei più fragili. Gesù accoglie la loro richiesta portando l’infermo lontano dalla folla, in disparte, quasi a voler far comprendere che per guarire dalla sordità spirituale, dalla incapacità cioè di ascoltare la parola di Dio è necessario restare da soli con Gesù affinchè il cuore sappia comprendere ciò da cui deve essere guarito per avere la capacità di ascoltare la voce di Dio che parla nel silenzio del cuore. Gesù tocca le orecchie chiuse e quell’uomo si apre all’ascolto; tocca la lingua impedita ad annunciare la parola di Dio e subito quell’uomo viene risanato iniziando a proclamare le meraviglie che Dio ha compiuto nella sua vita: “Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti”. Dio tocca le infermità del cuore e guarisce lo zoppo e questi inizia a camminare sulla via dell’amore; guarisce il cieco dalla sua cecità spirituale e questi inizia a vedere le meraviglie che Dio compie nella propria vita; guarisce il sordo e il muto e questi si aprono all’ascolto della sua Parola. Dio risana il cuore di chi si lascia toccare dal suo amore lasciandosi condurre in disparte per stare da solo con Lui nel silenzio della preghiera, come ricorda il Salmo Responsoriale di questa Domenica: “Loda il Signore anima mia”.

Letizia Franzone

 

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