Vangelo della Domenica (Dialogos) / La luce che vince sulle tenebre. Il cristiano è chiamato a essere “faro” per i suoi fratelli

Canto al Vangelo ( 1 Tm 3,16 ) Alleluia, alleluia.Gloria a te, o Cristo, annunciato a tutte le genti; gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo. Alleluia.

Vangelo ( Gv 1,1-5. 9-14 ) Forma breve.

 In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: Nativita_Giottotutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Parola del Signore.

Riflessione

Il brano del Vangelo di Giovanni che la liturgia di questa seconda Domenica dopo Natale ci presenta, è stato definito un inno alla Parola, luce e vita di tutto ciò che esiste. Le origini di tale brano, chiamato Prologo, possono essere riportate nei testi dell’ AT, in quei brani in cui si scrive della Parola e della Sapienza come personificazioni di Dio. Tema principale del prologo è la Parola, origine di ogni cosa creata. Tutte le cose infatti, trovano il loro principio nella Parola, cioè in Dio creatore dell’ Universo. Il termine “Parola”, dal greco “Lògos”, nel significato della tradizione biblica, diventa l’ azione creatrice di Dio “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui. Egli è prima di tutte le cose, e tutte sussistono in lui”, come scrive Paolo nella prima lettera ai Colossesi. La  Parola, non è dunque un’ idea astratta, ma è Dio stesso che fa ogni cosa mediante la sua Parola. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini, la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Il termine vita, nel Vangelo di Giovanni, non indica la vita in senso biologico, la vita è Dio stesso da cui trae origine la vita dell’uomo. La vita dell’uomo è Dio, in Lui trova il suo desiderio di eternità e la sua luce. La stessa Parola che dà vita ad ogni cosa, diventa anche luce per la vita dell’uomo, dando senso all’esistenza. Questa vita e questa luce, splendono nel mondo e vincono ogni tenebra. L’uomo che si lascia raggiungere da questa vita e da questa luce, entra in dialogo con Dio, e con Dio, ogni tenebra viene vinta. Nel cuore dell’uomo spesso si presentano quei vari tentativi che cercono di  soffocare la luce; sono quelle situazioni di scoraggiamento o di apatia che appannano la gioia e fanno perdere l’obiettivo del proprio vivere. Oggi, la tentazione tra le più comuni  è quella di far perdere la speranza e la gioia di vivere una vita di senso. Si cerca di far vedere la vita come tragica, piena di problemi e di bruttezza, diffondendo timori e tenebre. Ma il cristiano deve essere quel faro che porta in sé la vita e la luce che provengono dalla relazione e dal dialogo profondo con Dio. Il cristiano deve essere l’uomo che crede che ogni tenebra è vinta dalla luce che è Dio. Questo brano s’inserisce nel contesto liturgico del Tempo di Natale, Tempo in cui la Chiesa ricorda che il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi…, ricorda cioè. che Dio si è incarnato e si è fatto uomo per essere con noi in modo visibile in Gesù di Nazareth. E noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre. Pieno di grazia e di verità. Chi si lascia raggiungere da questo amore di Dio, e lo riconosce accogliendolo nella propria esistenza, potrà contemplare la sua gloria e viverne la sua pace e la sua grazia.

Letizia Franzone