Dai social network alle app: un inizio di fuga dei giovani

Da uno studio condotto su adolescenti inglesi, dall’antropologo inglese D. Miller, pubblicato sulla rivista The Conversation emergerebbe che i giovani stiano allontanandosi dalla piattaforma facebook, in particolar modo perché proverebbero una forma di “imbarazzo” legato al controllo, che i genitori potrebbero esercitare su di loro. Magari attraverso una mancata o errata limitazione sulla privacy, un post, condivisioni, potrebbe saltar fuori qualcosa, che si è omesso di dire. Pertanto risulta troppo impegnativo tenere a mente tutte queste impostazioni, meglio vagare in un emisfero più vaporoso. Quale fuga più appetibile se non quella proposta dalle applicazioni quali: Whatsapp, Instagram. La creatura di Zuckerbeg parrebbe così non ammaliare più come prima, seppur i giovani non disdegnino anzi riconoscano al social network, il primato riguardo la capacità gestionale di album fotografici, la possibilità di osservare le relazioni tra gli individui. Infatti, l’autore, considerata tale realtà, avrebbe da tempo in cantiere l’idea di trasformare fb in una utility globale per evitare la dispersione degli utenti più giovani, che rispetto gli adulti sono molto più attivi in termini di commenti, condivisioni e quant’altro.

Maria Pia Risa