Il giornale

“Informare per formare”: è questa la missione quotidiana della testata giornalistica “La Voce dell’Jonio” sin dall’anno di fondazione, il 1958, grazie all’impegno di Orazio Vecchio.
Una testata laica, libera e indipendente, nata su ispirazione cristiana e orientata al più profondo rispetto deontologico della professione giornalistica, nel rispetto della verità dei fatti e della complessità della realtà che spesso li circonda.
La sua linea editoriale è finalizzata al doveroso servizio di informazione che nasce dal  territorio della diocesi di Acireale e interessa tutta la Sicilia Orientale, ma non solo, perseguendo approfondimenti e segnalazioni riguardanti fatti di cronaca locale, cultura e società, modelli di sviluppo innovativo e sostenibilità ambientale, tradizioni religiose e folcloristiche, sport e spettacolo, secondo una chiave di lettura propositiva e mai rassegnata all’inevitabile negatività di taluni fatti da denunciare.
Fedele alla sua tradizione, nel solco tracciato dal fondatore Orazio Vecchio, porta avanti sul territorio la sua missione di “giornale della Chiesa” per essere strumento di nuova evangelizzazione, in applicazione di quella raccomandazione evangelica forte, “Predicatelo dai tetti”, rinnovata calorosamente dagli ultimi pontificati in riferimento al grande e delicato compito dei mezzi di comunicazione sociale di diffondere la speranza fondata sulla Parola.
Aperto alle sfide del nostro tempo, persegue altresì l’ambizione di essere “giornale della gente” perché ad essa è diretto e di essa vuole essere voce, nei contenuti e nel linguaggio, affinché sia per quanto riguarda i temi locali, curati dalla redazione, formata da un gruppo di collaboratori responsabili e preparati, sia per quanto riguarda contenuti di rilievo nazionale, possa costituire strumento di formazione e in-formazione per ogni libera opinione consapevole dei lettori.
Ad animarne le attività, giornalistiche, culturali, editoriali e associative, lo stesso inossidabile spirito di servizio che dal 1958 si offre alla comunità in piena libertà, “condizionata” soltanto dal proprio obiettivo. Così, talvolta, questa testata potrà anche correre il rischio di sembrare una voce fuori del coro, “clamans in deserto”: perché non imita gli aedi, non plaude, non acclama, ma cerca di leggere la realtà (dei grandi come dei piccoli avvenimenti), secondo la propria ispirazione e presentarla, spiegarla se necessario, ai suoi lettori.
Il segreto, se tale è, è proprio lo spirito di servizio. “La Voce dell’Jonio” dal 1958 (anno in cui fu fondata da Orazio Vecchio, mio padre) si offre alla Chiesa e alla gente con lo stesso spirito di servizio per la comunità, animata dalla volontà di informare e formare i suoi lettori, in piena libertà, “condizionata” soltanto dal proprio obiettivo. Così, ogni tanto, questo giornale sembra una voce fuori del coro, “clamans in deserto”: perché non imita gli aedi, non plaude, non acclama; ma cerca di leggere la realtà (dei grandi come dei piccoli avvenimenti), secondo la propria ispirazione cristiana, e presentarla, la realtà, spiegarla se necessario, ai suoi lettori. L’impresa non è semplice, anche perché “la vigna è grande” e non sono pochi gli operai, ma i mezzi.

Il direttore responsabile
Giuseppe Vecchio

 

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