Itinerari turistici / Il fascino della monumentale “Cisternazza” che un tempo dava acqua a Pisano e a Fleri

Nel monumentale complesso della “Cisternazza” di Pisano le origini della cisterna risalgono circa al 1600. Essa ha una forma ottagonale ed il collo formato da pietre laviche lavorate che mancano però di qualunque segno distintivo per poterla identificare sia come opera che come manifattura.
E’ profonda 10 metri ed attualmente è piena, per metà, d’acqua. Per tutto il ‘700, l’800 e la prima metà del ‘900, gli abitanti di Pisano ed anche quelli di Fleri, durante le frequenti siccità usufruirono soprattutto dell’acqua della cisterna.

Il complesso della Cisternazza a Pisano
Il complesso della Cisternazza a Pisano

Nella seconda metà dell’800, la struttura idrica divenne proprietà comunale, per cui furono gli amministratori di Zafferana a regolamentare la distribuzione dell’acqua. Dobbiamo sottolineare che la suddetta struttura continuò a dare la sua acqua fino al 1954 quando i centri di Fleri e di Pisano, furono dotati di fontanelle di acqua potabile, mediante conduttori di piombo.
Nell’ottobre 2003 furono affidati dei lavori per la riqualificazione ambientale dell’area circostante la “ Cisternazza” di Pisano. Gli interventi di restauro consistettero essenzialmente nel recupero formale e funzionale di alcuni elementi preesistenti nell’area di progetto, nella sistemazione a verde del terreno intorno e nella realizzazione di un sistema di percorsi e di sedute poste ai margini del perimetro del progetto.
L’importo complessivo dei lavori è stato di € 516.456,90 euro suddiviso in due finanziamenti: il primo rientrava nell’ambito del Pit-Etna, per un importo di € 258.228 euro; il secondo di € 258.228 euro finanziato attraverso un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti.

 

                                                            Giuseppe Russo

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