L’omaggio a Santa Venera nella scenografia barocca di piazza Duomo

L’ “omaggio a Venera Patrona”, presentato dalla Deputazione della Reale Cappella di Santa Venera, sponsorizzato dalla Città e dalla Diocesi di Acireale, nel “salotto” di Piazza Duomo con la magnifica basilica dei santi Pietro e Paolo di sfondo – presenti il parroco della Basilica Cattedrale “Maria SS. Annunziata” don Roberto Strano, il vicario generale della diocesi don Guglielmo Giombanco, autorità civili e la cittadinanza, tutti coinvolti emotivamente -, senza dubbio è un eccezionale evento, sia per la sua valenza storica, sia per la bravura di quanti hanno contribuito alla riuscita o sono stati i protagonisti della mirabile serata. Non più la piazza adornata di stucchevoli arcate di luci multicolori, ma risplendente in modo molto più determinante, nel concerto delle Cantate, per le note musicali che si rincorrevano in un ritmo incalzante; per il canto di luce delle Corali polifoniche – “Notre Dame de Lourdes”, “Lorenzo Perosi”, “San Giovanni Nepomuceno”, rispettivamente sotto la direzione dei maestri Clotilde Fiorini, Camilla Grasso, Sebastiano Ferlito -, che hanno eseguito l’inno “O Veneranda, o inclita” di P. Branchina e la cantata “Inni di gloria” di Antonino Maugeri. Penetranti nella mente e nel cuore con sacri messaggi di amore le eccelse voci dei solisti: i soprani, Nobuko Izawa e Annamaria Pennisi; il mezzosoprano Michiko Dekita; il tenore Alfio Marletta; il baritono Salvatore Riela; il basso Emilio Strazzeri; inoltre, una trentina di cantanti della Reale Cappella, con i maestri Carmen Finocchiaro, Cristina Mammino, Nella Mazzoli, Alberto Patané, Giuseppe Rapisarda, Giuseppe Cristaudo, Alessandro Strano. Una festa autentica, in cui in modo sintomatico s’avvertiva interiormente la gioiosa testimonianza di amicizia tra i cittadini e la celeste Patrona.

L’orchestra giovanile “Vincenzo Bellini” di Catania, il complesso bandistico “Giovanni Pacini” di Santa Maria di Licodia e la Cappella musicale della Reale Cappella di santa Venera, formata da una trentina di soprani, contralti, tenori e bassi – sotto la direzione del maestro Giuseppe Romeo -, hanno creato l’incantesimo di una serata che ci ha liberato dai condizionamenti della dura realtà della crisi socio-politica, per immergerci in un clima di un’altra realtà, soprannaturale e appagante. Il dott. Alessandro Maria Trovato, direttore artistico, nel suo colto intervento, ha tracciato la storia dei musicisti, che si sono interessati alla splendida figura di santa Venera: l’adranita P. Branchina; il triestino Aurelio Doncich; il messinese Salvatore Neri, il randazzese Antonino Maugeri, magistrali artefici degli inni. Ricco di dettagli è stato il racconto di un emblematico episodio verificatosi nella seconda guerra mondiale: la stupenda statua di santa Venera, in argento, venne segretamente custodita nella parrocchia di Pennisi, su iniziativa dei canonici della Cattedrale Francesco Foti e Carmelo Gresti, per essere al sicuro da eventuali scorrerie in quei momenti così drammatici.

Da segnalare la valorizzazione della bellezza barocca del Palazzo di Città con il suo monumentale balcone centrale, evidenziato da una scenografia semplice e significativa: da lì con eccellente voce il soprano Nobuko Izawa, rivestita di una lunga tunica bianca, canta l’inno a Santa Venera di Aurelio Doncich, per otto anni direttore della Reale Cappella, vissuto nella seconda metà dell’Ottocento. L’”Inno a Santa Venera” (post 1870 – ante 1897) di Salvatore Neri – direttore della Venerabile Cappella per diversi anni -, denso di melodie, variegato nella vivacità delle tonalità, cantato da un insieme di solisti, riscuote il plauso del pubblico.

L’Omaggio a Venera Patrona si conclude meravigliosamente con “Inni di gloria” del 1999 del maestro don Antonino Maugeri, che desta in tutti molto entusiasmo e commozione. Una serata indimenticabile.

                                                                         Anna Bella

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