Pillola di storia / Nel 1946 nasce la Repubblica grazie a una forma alta di politica. Ritornare al dialogo costruttivo, per i nostri giovani

Il 2 giugno 1946 si tiene il referendum istituzionale sulla scelta fra monarchia e repubblica. Con scheda-elettorale12.718.641 voti (54,3%) i repubblicani prevalgono sui monarchici ( 10.719.284 ; 45,7%): l’Italia diventa una Repubblica. Contemporaneamente si svolgono le prime elezioni a suffragio universale ( per la prima volta votano anche le donne ) per la formazione dell’Assemblea costituente che deve redigere la nuova Costituzione repubblicana, entrata in vigore il 1° gennaio del 1948. Il partito maggiormente votato è la Democrazia Cristiana (35,2% dei voti ), seguono il Partito Socialista (20,7%) e il Partito Comunista (19%). Per qualche tempo i conflitti ideologici fra cattolici e marxisti lasciarono il posto al dialogo e questo fu uno dei momenti più alti della nostra storia.

La collaborazione e il dialogo costruttivo tra i vari partiti diedero la possibilità di porre le basi per il miracolo economico e di risollevare il Paese dal periodo post bellico. A distanza di settant’anni è ancora urgente questo esempio di lungimiranza politica: oggi, bisognerebbe che la classe politica attuale superasse i propri interessi personali per far prevalere quelli della collettività e ripetere così quel miracolo con la stessa abnegazione per la società civile. Tutto ciò avvicinando i giovani alla politica, per poter un giorno festeggiare gli 80anni, i 90anni, il Centenario, e così via.

Giuseppe Russo

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