“Quella volta che Wojtyla mi raccolse il cappello”

La parrocchia San Damaso a Roma

Non è casuale la coincidenza della cerimonia di beatificazione del Papa, avvenuta lo scorso primo maggio, con la festa della ‘Divina Misericordia’, che egli stesso istituì il 30 aprile 2000, in occasione della canonizzazione della Beata suor Maria Faustina Kowalska. A sei anni dalla scomparsa del Papa (sabato 2 aprile 2005), l’insigne professore e scrittore acese Biagio Fichera ci svela un segreto che lo lega indissolubilmente al compianto pontefice. Nel 1988, il Santo Padre effettuava la visita pastorale alle parrocchie dell’Urbe e quando, il 6 marzo, visitava la comunità di San Damaso, il professore, per ben ventotto anni residente a Roma nel quartiere ‘Monteverde Nuovo’, racconta che, accogliendo il Papa, con numerosi fedeli e con le autorità parrocchiali, in una giornata caratterizzata da avverse condizioni climatiche e da un forte vento, vide volare per terra il proprio cappello, mentre l’illustre ospite saliva l’ampia scalinata antistante il sacro tempio; chinandosi per raccogliere il copricapo, si accorse, con sua grande sorpresa, che il Pontefice, precedendolo a raccogliere il cappello, lo abbracciò poi affettuosamente rivolgendogli un tenero ‘Figlio mio, figlio mio!’.

Profondamente commosso, ma felicemente stupito dall’inattesa esperienza, oltre che con immensa gratitudine per il simpatico gesto, lo scrittore acese ha voluto rendere imperituro, affidandolo a sentiti versi, il proprio ricordo del venerato Pontefice.

                                                                                                             Nando Costarelli

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