Quotidiano / Pubblicata l’agenda digitale Ue: siamo un Paese ancora analogico in confronto agli altri paesi. Ma siamo sulla strada buona

Il nostro paese è diversamente digitale. A vedere i dati del Desi 2016, l’agenda digitale europea pubblicatabanda_larga_ oggi, e in particolare i trenta indicatori utilizzati per realizzare il Digital Economic & Society Index, che dal 2015 mette in fila i 28 paesi europei su Internet e dintorni, non tutto è perduto. Ci sono miglioramenti ma non bastano. Siamo al 25esimo posto su 28 paesi Ue. Esattamente come un anno fa. Eppure l’Italia è stata inserita nel gruppo “catching up”, cioè quei paesi che sono sulla via di recupero.  Se sbirciamo il documento nel dettaglio ci accorgiamo presto che il recupero è impercepibile. Siamo al fanalino di cosa per la connettività e la banda ultra larga è ancora molto marginale. Un terzo degli italiani non usa Internet e le competenze di base le ha meno di un cittadino su due. Servizi digitali, transazioni online e lettura delle news, sono pratiche non ancora comuni per la maggior parte degli italiani. Sull’integrazione delle tecnologie digitali nel business, ci confermiamo al 20esimo posto, nonostante il progresso del commercio elettronico. Infine i servizi pubblici, il cosiddetto e-government: qui registriamo la posizione migliore, 17esimo, ma c’è poco da esultare perché siamo in calo di un posto rispetto al 2015. Uno dei dati migliori è l’aumento del 4 per cento, nella fascia di età 16-74 anni, degli utenti di Internet. In attesa del nuovo piano industriale della Rai dell’era Maggioni-Campo dall’Orto, incentrato sul digitale, non ci resta che continuare a risalire la china. La strada è in salita ma dal futuro non possiamo scappare.

D.S.

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