Spagna / Il caso virtuoso del modello energetico del governo Sanchez

0
210
modello energetico spagna

La resilienza dimostrata dal modello energetico della Spagna guidata dal governo Sanchez ha segnato l’andamento dell’ultimo Consiglio Europeo. I membri hanno discusso della potenziale crisi energetica dovuta alla Guerra in Iran. L’Europa sta cercando di fare fronte comune per una strategia unitaria alla potenziale carenza di energia derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dalla scarsità di materia prima gas e petrolio.

Il modello energetico della Spagna guidata dal governo Sanchez

Nell’incontro, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez , peraltro segretario del Partito Socialista Operaio Spagnolo dal 18 giugno 2017, è stato l’unico premier che ha criticato la politica di gestione della crisi. Ha sottolineato come non si possa prendere come scusa la crisi energetica per rallentare il programma verso la transazione energetica green.

In particolare, ha dichiarato: ”alcuni Governi stanno usando questa crisi e l’aumento dei prezzi dell’elettricità par minare le politiche sul clima. In Spagna le rinnovabili rappresentano poco meno del 60% della generazione di energia elettrica. I prezzi si attestavano, a metà marzo, a circa 14 euro a megawattora contro i prezzi superiori ai 100€ per megawattora di Italia, Germania e Francia”. Ha proseguito il suo intervento dicendo come: ”la Spagna possa fornire buoni esempi di come la transazione energetica e la scommessa sulle rinnovabili stia permettendo ai nostri cittadini, alle nostre industrie e alle nostre imprese di subire meno l’impatto dei prezzo del gas”.

Queste affermazioni sono la risposta alle proposte di alcuni Governi, fra i quali quello italiano, che avevano chiesto la sospensione dell’ ETS (Sistema di Tassazione del Carbonio). Questo era con lo scopo di rendere più competitive le aziende produttrici abbassando il prezzo dell’acquisto dell’approvvigionamento energetico. La proposta della sospensione dei crediti non ha trovato consenso negli altri paesi ed è stata accantonata. Prendiamo spunto dalle parole di Sanchez, per verificare innanzitutto la veridicità e come sia possibile che la Spagna abbiamo un costo di approvvigionamento energetico così basso rispetto agli altri Paesi Europei.

Il costo del gas

Bisogna partire innanzitutto dalla tipologia di approvvigionamento energetico dei vari paesi Europei. La maggior parte dei paesi che fanno affidamento sulla materia prima gas per la produzione di energia elettrica sono quelli che stanno risentendo più degli altri della congiuntura internazionale. Fra questi i più colpiti sono Germania, Italia, Olanda e Norvegia. Qui, 10 giorni dopo l’escalation del conflitto in medio oriente il prezzo €/ megawattora dell’approvvigionamento del gas è aumentato del 58% in Italia, del 59% in Spagna, del 52% in Germania e del 56% in Olanda.

Ponderando questi dati di incremento con la percentuale di consumo di gas per singolo paese si ottiene l’influenza che la materia prima gas ha avuto sull’aumento dei prezzi per singolo paese. Misurata in percentuale di ore, rispettivamente in Italia l’aumento del prezzo dell’elettricità ha influenzato l’89% delle ore consumate. Mentre in Olanda il 42% e in Germania il 40%. In Spagna riguarda solo il 15%, grazie al raggiungimento del disaccoppiamento strutturale fra la produzione di energia elettrica e il gas. Ne consegue quindi che l’effetto del conflitto in Medio Oriente è più forte nei paesi che hanno una forte dipendenza dalla materia prima gas.

La Spagna negli ultimi anni ha investito pesantemente delle energie rinnovabili specialmente nel settore eolico e solare. Questi investimenti gli hanno permesso di ridurre del 75% l’influenza dei generatori di energia fossile sul prezzo dell’elettricità rispetto al periodo pre-covid. In Spagna nel primo semestre del 2025, i prezzi dell’elettricità sul mercato all’ingrosso sono stati più bassi verso la media europea del 32%. E’ un dato molto interessante se si pensa che nel 2019 la Spagna aveva il costo dell’energia elettrica più alto d’Europa.

Le conseguenze del modello energetico della Spagna a guida Sanchez sui mercati

Il modello energetico in Spagna, quindi il basso costo di approvvigionamento dell’energia elettrica, ha reso felici le famiglie e le utenze private. Ma ha soprattutto avuto un enorme effetto volano sulla produzione industriale. Infatti ha reso più competitive le aziende spagnole sui mercati esteri. Questo si è visto specialmente nei settori ad alta produzione energivora (settori ad alta intensità di consumo energetico). Fra i quali sottolineiamo il settore alimentare, automobilistico, materiali da costruzione, siderurgico e chimico.

Sempre più spesso assistiamo ad una forte concorrenza di prezzo delle aziende spagnole sul mercato italiano. E’ un vantaggio competitivo, derivato dal sistema incentivante governativo che ha investito con lungimiranza sulle energie rinnovabili.

Gianfranco Castro