Tempo di Natale / Valorizzata la tradizione siciliana della “cona” nella parrocchia di Aci S.Filippo

Esescuzione di musiche tradizionali

Un’antica tradizione del Natale siciliano, quella della “cona”, è stata quest’anno riproposta e valorizzata nella Basilica “San Filippo d’Agira” di Aci San Filippo.

Di elevato tenore religioso, storico e tradizionale, questa operazione di recupero della memoria, nata da un’idea di Nello Florio e concretizzata dalla commissione dei festeggiamenti del Santo patrono, ha attratto e coinvolto non solo la comunità parrocchiale sanfilippota ma anche numerosi visitatori, provenienti da varie parti della diocesi di Acireale. Nei giorni del 4, 5 e 6 gennaio, al termine delle funzioni religiose, si sono svolti momenti di festa con musiche e canti tipici della tradizione popolare siciliana e la distribuzione delle primizie e dei frutti che ornano la “cona”, di cui sono state illustrate le origini, il significato e i proverbi popolari.

La “cona” nella cappella di S.Filippo

La “cona” è un tipico apparato natalizio, sia domestico che pubblico, un tempo molto diffuso nelle nostre zone. “Il termine – spiega Nello Florio – deriva dal greco eikóna e può essere tradotto con “immagine “: con esso si indicano appunto le immagini sacre dipinte negli altarini lungo le strade, nei cortili o nelle chiese. Nel periodo natalizio, in quasi tutte le case, era consuetudine collocare in un posto d’onore un quadro della Sacra Famiglia o della Madonna col Bambino o San Giuseppe, attorniarli da una cornice che fungeva da capanna realizzata con la  sparacogna (ovvero i rami dell’asparago selvatico) e adagiarvi fiocchi di cotone a simboleggiare la neve. Attorno ad essa veniva disposto un trionfo di agrumi, frutta secca, dolci, caramelle e altre prelibatezze”.

Un tempo davanti a questi apparati devozionali gli zampognari e i “nuviddara” eseguivano antiche nenie e novene di Natale. La sera del 24, in attesa di recarsi in chiesa per la messa di mezzanotte, tutta la famiglia si riuniva per consumare quei cibi, frutto della terra e del loro lavoro. “Non erano però rari i casi – aggiunge Florio – in cui certe cone venissero saccheggiate prima del tempo, specialmente dai bambini attratti da dolci e caramelle, o che qualcuno più ingordo mangiasse più degli altri commensali. Da questo nasce il famoso detto “ti mangiasti na Cona”.

La cona è stata realizzata quest’anno con un’antica stampa ottocentesca raffigurante la “Santa famiglia della Pace” (messa a disposizione dal prevosto-parroco don Roberto Strano) all’interno della cappella di San Filippo d’Agira, dove si potevano ammirare anche altri piccoli presepi oltre al gruppo della natività con l’immagine bruciacchiata del Gesù bambino, realizzata dalla parrocchia e fatta di recente oggetto di un grave atto vandalico.

Guido Leonardi

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