Teologia e arte 12 / I colori della Resurrezione: il Cristo Risorto del Beato Angelico

Quest’affresco risale al 1440 ed si conserva a Firenze nel Convento San Marco. Fu realizzato dal domenicano Beato Angelico (nome d’arte), al secolo Giovanni da Fiesole, che cercò con le sue opere di unire i nuovi principi rinascimentali (come la costruzione prospettica e l’attenzione alla figura umana) con i vecchi valori medievali (quali la funzione didattica dell’arte e il valore mistico della luce). Nelle sue opere la luce dorata che investe le sue figure ha un significato mistico e metafisico: è espressione della Grazia divina che salva l’uomo e per questo rasserena l’animo.CristoRisorto-BeatoAngelicoSanMarcoFirenze.preview

Ad un’ossevazione attenta, notiamo i seguenti particolari:

1.L’angelo, dalle bianche vesti, spiega l’avvenimento. Indica con una mano il sepolcro vuoto mentre con l’altra indica il cielo, luogo dove i discepoli potranno rivedere Gesù.

2.Maria Maddalena scruta il sepolcro vuoto. La mano sulla fronte suggerisce disperazione. Le tre Marie raffigurate sulla destra sono: la Madonna, Maria di Cleofa e Maria di Salome.

3.Gesù regge uno stendardo e un ramo di palma, simboli del martirio e della gloria. Egli si trova in una posizione centrale ed elevata, sulla stessa linea della Madalena: non aveva forse detto di esser venuto per i peccatori?

4. Nell’angolo sulla sinistra un domenicano contempla in ginocchio l’evento della Risurrezione.

Riccardo Naty

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