Teologia e arte 10 / “Le sue vesti divennero splendenti, bianchissime”. La Trasfigurazione di Gesù

Per parlare del Vangelo della II settimana di Quaresima vi proponiamo un’icona della Trasfigurazione copta, dipinta da Stéphane Renè. Troviamo Gesù, rappresentanto con proporzioni maggiori al centro della scena. Al suo fianco Mosè (con le tavole della Legge) ed il profeta Elia.Transfiguration
Entrambi guardano Gesù nel volto. In basso troviamo i disceppoli (Giovanni, Pietro Giacomo). Guardano anch’essi Gesù. Sembra che con le mani quasi si proteggano, abbagliati da quella Luce Bella per gli occhi umani. Ma la mano “altata per metà”- cosi come è la mano di Elia –  nel linguaggio iconografico significa disponibilità. Significa “io ci sto”. Essi rispondono all’invito del Padre. Ciò che unisce i tre personaggi del “cielo” con i tre personaggi della “terra” sono  le mani di Cristo verso tese verso i suoi discepoli, quasi come volesse “raccoglierli”.

Sul monte Tabor Gesù si trasfigura, mostra ai discepoli la Sua Divinità celata sotto la sua umanità. “I monti sono, nella Bibbia, le fondamenta della terra e la vicinanza del cielo, il luogo che Dio sceglie per parlare e rivelarsi” (E. Ronchi). Sul monte Mosè riceve le tavole (cfr. Es 19-20) , sul monte Elia incontra Dio (cfr. 1 Re 19,9 e ss). Sul monte i discepoli vedono il Suo volto ricolmo di Luce. Pietro dirà “che bello Signore! Rimaniamo qui!”. Egli rimane affascinato dal volto di Cristo. Il Padre raccomanda di Ascoltare il Figlio. Ascoltare infatti in ebraico vuol dire accogliere….ed esser disponibili ad accogliere.

Riccardo Naty