Il 27 agosto 2026 è scattata l’emergenza sangue al Policlinico di Catania che invita i cittadini idonei alla donazione soprattutto per i gruppi 0 e A. Come ogni estate, la disponibilità di sangue nel territorio catanese torna a rappresentare una questione delicata. Vacanze, spostamenti, alte temperature e la riduzione delle presenze abituali nei territori possono rendere più difficile mantenere costante il numero delle donazioni. Per questo, durante il periodo estivo, le campagne di sensibilizzazione diventano particolarmente importanti. L’obiettivo è garantire una disponibilità costante di sangue, indispensabile sia per le emergenze sia per l’attività ospedaliera programmata. I servizi trasfusionali lavorano le sacche di sangue per separare globuli rossi, plasma e piastrine. In questo modo una singola donazione può contribuire alle necessità di più pazienti. La riduzione delle donazioni può, infatti, incidere sulle scorte necessarie per interventi chirurgici, terapie oncologiche, patologie ematologiche ed emergenze.
Requisiti e indicazioni per la donazione
Tra le indicazioni generali del Ministero della Salute figurano un’età compresa tra 18 e 65 anni, un peso corporeo di almeno 50 chilogrammi e un buono stato di salute. Il personale sanitario stabilisce comunque l’idoneità, anche in relazione alle condizioni individuali. Il percorso prevede la compilazione di un questionario, un colloquio con il medico e gli accertamenti necessari per verificare l’idoneità. Per il sangue intero vengono raccolti circa 450 millilitri. Le sacche vengono quindi inviate al servizio trasfusionale, dove il sangue viene separato nei suoi principali emocomponenti. Il sangue raccolto è sempre sottoposto a controlli previsti prima di essere destinato all’utilizzo clinico, così da garantirne la sicurezza e qualità. L’Associazione Donatori San Marco mette a disposizione informazioni specifiche sul percorso di donazione.
Donazione sangue a Catania / Un’emergenza che riguarda tutti
Quando le scorte diminuiscono, le conseguenze non riguardano soltanto chi necessita nell’immediato di una trasfusione. Il sangue deve essere disponibile ogni giorno per affrontare interventi programmati e urgenze imprevedibili. La disponibilità deve essere infatti mantenuta nel tempo per consentire alle strutture sanitarie di rispondere alla diverse necessità. L’autosufficienza è particolarmente importante. L’Associazione Donatori San Marco, attiva sul territorio dal 1994, spiega che il Servizio di Medicina Trasfusionale del Policlinico rappresenta il centro con la maggiore raccolta della provincia, ma segnala la necessità di importare ancora oltre 8 mila unità di sangue da altre città. Un dato che mostra quanto sia importante aumentare e soprattutto rendere costante la partecipazione dei donatori locali. La stessa associazione ha registrato una crescita significativa della propria attività: dalle 3.461 donazioni raccolte nel 2003 è arrivata a 9.126 nel 2024. Il risultato è frutto anche di iniziative di sensibilizzazione e di un lavoro continuativo sul territorio.
Ragusa, il modello delle 143 donazioni ogni mille abitanti
Se Catania affronta una nuova emergenza, Ragusa rappresenta uno degli esempi più interessanti di partecipazione alla donazione in Sicilia. Nel 2019 la provincia iblea era già stata indicata come una realtà particolarmente virtuosa, con il 7,9% degli abitanti coinvolti nella donazione, contro una media italiana del 3% e una media europea del 4%. I dati del 2025 confermano questa tendenza: nella provincia di Ragusa sono state effettuate 45.794 donazioni complessive, 27 in più rispetto al 2024. Ancora più significativo l’incremento del plasma raccolto attraverso aferesi: 13.883 donazioni, 319 in più rispetto all’anno precedente, pari a una crescita del 2,4%. Il rapporto con la popolazione rende il risultato ancora più evidente: nel 2025 Ragusa ha raggiunto 143 donazioni ogni mille abitanti.
Dalla donazione occasionale alla continuità
Il caso di Ragusa dimostra quanto sia importante trasformare la donazione da gesto occasionale a comportamento periodico. È la continuità a permettere al sistema sanitario di mantenere adeguate le scorte e affrontare anche i periodi più difficili. La donazione periodica consente inoltre di programmare meglio la disponibilità degli emocomponenti. Non esiste infatti un’unica necessità: globuli rossi, plasma e piastrine hanno caratteristiche e impieghi differenti e devono essere raccolti e gestiti secondo le esigenze del sistema trasfusionale. Per questo la partecipazione regolare dei donatori contribuisce alla stabilità dell’intera rete, non soltanto alla risposta a una singola emergenza. Cosa può fare il singolo cittadino? La risposta è semplice, quando ci sono le condizioni per farlo: informarsi e donare. Non serve essere protagonisti di un gesto straordinario. È sufficiente mettere a disposizione una parte del proprio tempo per contribuire a una risorsa che può essere decisiva per un’altra persona.
Giulia Trovato
