Descrizione
Un cappello non è mai un semplice accessorio, perché può diventare il simbolo di un’imposizione a cui sottomettersi o il segno di una scelta libera e coraggiosa, ed è a partire da questo oggetto quotidiano che l’albo illustrato “Coppole e cappelli”, pubblicato per le Edizioni La Voce dell’Jonio, apre una riflessione sul valore dell’autonomia e sul rifiuto di ogni forma di oppressione. Scritto da Pippo Scudero e illustrato da Tiziana Musmeci, questo testo affronta l’argomento cruciale della mafia senza mai citarla esplicitamente, con l’auspicio che possa entrare nelle scuole come strumento di formazione civile. Si possono proporre argomenti complessi utilizzando un linguaggio concreto e adeguato: l’allegoria del copricapo pensato da Scuderi e Musmeci permette infatti di trasmettere l’importanza del pensiero critico, il diritto alla diversità e la necessità di opporsi al conformismo imposto con la sopraffazione.
Coppole e Cappelli, nell’intento dell’autore Pippo Scudero e dell’illustratrice Tiziana Musmeci
La trama del racconto è ambientata in un paese battuto dai venti dove un re impone a tutti l’obbligo di indossare un identico copricapo nero – ribattezzato “copricapo popolare”, da cui la contrazione “coppola” – e di salutarsi con la formula “baciamo le mani”. L’arrivo di uno strano cappellaio con un carretto di coppole colorate risveglia nei cittadini il desiderio di cambiamento e di libertà. Fino al definitivo allontanamento del sovrano e all’approvazione di un’unica legge basata su onestà e felicità. Attraverso la chiarezza dei disegni e il potere dell’immaginazione, l’iniziativa consegna al pubblico un messaggio chiaro sull’opera “Coppole e cappelli” di Scudero. Cioè insegnare a riconoscere la prepotenza e a coltivare il coraggio fin da piccoli, sono la via maestra per formare cittadini liberi.
Coppole e cappelli di Scudero / Agostino: un modello per la didattica
“Il lavoro realizzato da Scudero e Musmeci è un modello a mio avviso per la didattica e la pedagogia che attraversa le generazioni. Un esempio di profonda cultura resa facilmente comprensibile ad esempio per i nostri più piccoli concittadini grazie alle immagini, ma che non scade nella semplificazione sterile”, ha dichiarato a proposito della pubblicazione Mario Agostino, giornalista direttore dell’Ufficio per la pastorale della cultura della Diocesi di Acireale.
