In Italia si stima che le attività sportive rappresentino una fonte di sollievo e di equilibrio fondamentale per circa 12.000 persone private della libertà personale. La vita all’interno degli istituti penitenziari è segnata da isolamento, inattività e perdita di prospettive per il futuro. Il calcio è la disciplina più praticata, perché supera le barriere e restituisce dignità, salute e appartenenza, come grazie all’attività promossa da Enel cuore, attraverso il “Twinning project”.
Che cos’è il Twinning project
Nato nel Regno Unito nel 2018, il progetto di “Twinning”, è stato ideato con la missione di trasformare una partita di calcio ricreativa in un programma educativo e professionale strutturato. L’iniziativa connette direttamente gli istituti di pena con i club calcistici professionistici per offrire ai detenuti, come a coloro che stanno scontando gli ultimi anni di pena, dei percorsi di formazione guidati da allenatori qualificati.

I partecipanti seguono moduli di 12 settimane in cui non si lavora solo sulla tattica o sulla preparazione atletica, ma soprattutto sulle cosiddette soft skills: la comunicazione efficace e ascolto attivo nello spogliatoio e nella vita quotidiana; la gestione della leadership e del lavoro di squadra; l’autocontrollo e risoluzione dei conflitti nei momenti di alta tensione; la pianificazione e responsabilità individuale, competenze cruciali per riaffacciarsi con successo nel mercato del lavoro.
Il calcio entra nelle carceri con Enel Cuore attraverso il Twinning project
A rendere possibile questa trasformazione in Italia è l’intervento di Enel attraverso la sua Onlus Cuore, che sostiene integralmente le spese del programma in diverse strutture del Paese. Il primo grande esperimento in Italia si è avvenuto presso la Casa circondariale di Rebibbia a Roma, dove decine di persone hanno partecipato ai moduli formativi grazie alla diretta collaborazione con l’AS Roma. La presenza del club giallorosso sul campo ha dimostrato che l’impatto emotivo di indossare una divisa ufficiale e imparare dai tecnici di una squadra di Serie A rappresenta uno scopo motivazionale. Grazie al nuovo impulso fornito da Enel Cuore, la mappa del progetto si sta ampliando toccando altre città chiave della penisola, come Milano, che coinvolge l’Inter e la Comunità Educativa Kayros, punto di riferimento nell’accoglienza di minori e giovani adulti con percorsi penali pendenti.

Anche Torino, con il gemellaggio vede protagonista la Juventus in sinergia con l’Istituto Penale per Minorenni “Ferrante Aporti”. Nelle prossime fasi, si prevede che il progetto arriverà a coinvolgere oltre 200 persone nei prossimi 12 mesi. Le parole dell’ allenatore Arrigo Sacchi «Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti» si trovano dentro le strutture. Quando le identità rischiano di smarrirsi tra la routine detentiva, ripartire dal calcio permette di ricostruire punti di riferimento e senso di responsabilità. Fornire strumenti prima della scarcerazione è l’unico modo per fuggire dalla criminalità. Il percorso del twinning, supportato dal gruppo Enel tramite la propria Onlus Cuore, dimostra che offrendo fiducia e competenza si ottiene una seconda occasione.
I mini-documentari della FIFA Foundation
L’impatto dell’iniziativa ha trovato spazio anche sul piano mediatico grazie ai reportage e ai mini-documentari realizzati dalla FIFA Foundation, l’ente internazionale che sostiene l’espansione globale del programma. Attraverso immagini girate direttamente all’interno degli istituti di pena, tra cui la tappa italiana nella casa circondariale di Rebibbia, i video documentari mostrano il momento in cui il pallone supera i cancelli del carcere. Le telecamere immortalano le sessioni di allenamento guidate dai tecnici dei club professionali, i momenti di confronto teorico in aula e la cerimonia di consegna dei diplomi. Vedere i volti dei detenuti che riscoprono la fiducia in se stessi e la speranza nel futuro di vivere una vita normale, lasciandosi tutto alle spalle, dopo aver compreso i propri errori.
Alessio Piro
