Vangelo domenica 8 novembre / Vegliare con saggezza sull’oggi della nostra vita

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parabola dieci vergini

Canto al Vangelo domenica 8 novembre  (Mt 24,42.44)

Alleluia, alleluia. Vegliate e tenetevi pronti, perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo. Alleluia

Vangelo domenica 8 novembre (Mt 25,1 – 13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Parola del Signore

Riflessione sul vangelo di domenica 8 novembreparabola dieci vergini

La Liturgia di questa Domenica, presenta il brano del vangelo di Matteo, nel racconto della parabola delle dieci vergini.
Ai discepoli Gesù racconta questa parabola che parla di dieci vergini invitate ad una festa di nozze, simbolo del Regno dei cieli, della vita eterna.

Di quelle dieci ragazze, cinque entrano alla festa, perché sagge e all’arrivo dello sposo hanno l’olio per accendere le loro lampade; mentre le altre cinque rimangono fuori, perché stolte, non hanno portato l’olio.

Quest’olio, così indispensabile per essere ammessi al banchetto nuziale è l’amore che si riceve da Dio e si conserva nell’intimo e si pratica nelle opere.

Vera saggezza è approfittare della vita mortale per compiere opere di bene perché dopo la morte non sarà più possibile. Quando si comparirà davanti a Dio per l’ultimo giudizio, si verrà giudicati in base all’amore  praticato nella vita terrena. E questo amore è dono di Cristo, effuso in noi dallo Spirito Santo. Chi crede in Dio – Amore porta in sé una speranza invincibile, come una lampada capace di attraversare la notte oltre la morte e giungere alla grande festa della vera vita.

La vita cristiana è questo cammino verso la vera vita, accompagnati e sorretti dalla lampada della Parola di Dio e dall’olio del suo amore.

Il cristiano è chiamato a cercare e desiderare l’amore di Dio. Come prega il Salmista biblico nel Salmo Responsoriale di questa Domenica: “ Ha sete di te, Signore, l’anima mia. O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco, ha sete di te l’anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz’acqua. Così nel santuario ti ho contemplato, guardando la tua potenza e la tua gloria. Poiché il tuo amore vale più della vita, le mie labbra canteranno la tua lode. Ha sete di te, Signore, l’anima mia”.

Letizia Franzone