Convegno su “L’ipertensione e gli aneurismi dell’aorta”

Si è svolto, nella Casa di cura riabilitativa Villa Sofia e del Presidio ambulatoriale J.F. Kennedy di Acireale, il convegno su “L’ipertensione e gli aneurismi dell’aorta”. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di promuovere una condivisione delle conoscenze scientifiche, mettendo insieme competenze specialistiche diverse, attive sul territorio, per fare il punto su patologie che rappresentano ancora le principali cause di morte, quali quelle cardiovascolari, e sulle quali è dunque fondamentale la diagnosi precoce. Nella sua introduzione il presidente di Villa Sofia, prof. Salvatore Verzì, ha sottolineato la volontà di offrire questa occasione di approfondimento all’interno della struttura, da diversi anni specializzata nel trattamento e nell’accoglienza di pazienti già sottoposti ad intervento chirurgico riparatore, per facilitarne  il reinserimento nella vita sociale e lavorativa.

Le relazioni del convegno hanno affrontato i diversi aspetti della patologia, dalle cause alla diagnostica, dall’inquadramento clinico alla terapia, dall’intervento chirurgico alla riabilitazione. “Abbiamo considerato fondamentale trattare questo argomento – ha dichiarato il presidente del convegno, prof. Vittorio Carini – perché si tratta di una patologia che a causa dell’aumento dell’età media è sempre più frequente e sulla quale sono migliorate le conoscenze eziopatogenetiche, le capacità diagnostiche (tac, risonanza magnetica, ecografia), così come le possibilità terapeutiche sul piano medico e chirurgico”.

Negli ultimi anni è molto migliorata la conoscenza dei fattori di rischio e dei meccanismi patogenetici che portano alla compromissione della parete vascolare. Le moderne e progredite tecniche di diagnostica hanno reso più facili e tempestive sia la rilevazione dell’aneurisma che la sua misurazione, nonché la tipizzazione e l’eventuale pianificazione chirurgica. Al tempo stesso la patologia viene trattata con la terapia medica, che mira a tenere sotto controllo i fattori di rischio di danno vascolare e ad evitare la progressione della dilatazione del lume del vaso; essa si è arricchita di nuovi presidi (farmaci ipotensivi, statine, inibitori delle metalloproteinasi etc.) e di nuove evidenze. Anche le tecniche chirurgiche sono diventate più efficaci e sicure, consentendo una più rapida ripresa delle condizioni generali del paziente in fase post-operatoria.

“Al giorno d’oggi – ha spiegato il prof. Carmelo Mignosa, direttore dell’U.O.C. di Cardiochirurgia dell’A.U.O. Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania – anche sul nostro ambito territoriale è possibile trattare chirurgicamente queste patologie con ottimi risultati a medio e lungo termine, e rischi di mortalità che vanno dal 2%, se trattati elettivamente, al 15% se in emergenza. Si comprende dunque come sia opportuno migliorare i percorsi diagnostico-terapeutici, che riuscendo ad individuare le forme silenti possono ridurre i rischi di questa malattia che resta ancora una delle principali cause di morte per le patologie cardiovascolari”.

“Con questo convegno si chiude il primo ciclo di incontri a Villa Sofia” ha spiegato il responsabile scientifico del convegno, dott. Rosario Colombrita, riferendosi  ai passati meeting sulla gestione clinica del paziente con Ictus (novembre 2010) e sulle algie vertebrali (maggio 2011). “La partecipazione registrata – ha aggiunto Colombrita – ha dimostrato grande interesse da parte del personale medico, paramedico e tecnico verso gli aggiornamenti in medicina, che riguardano sia il lavoro quotidiano nelle strutture pubbliche e private, sia le novità nelle varie discipline affrontate. Per questo abbiamo in programma un nuovo ciclo di convegni scientifici, sempre su argomenti di interesse medico e riabilitativo”. 


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