Descrizione
Il libro “Compagno Covid, un Killer invisibile” è un romanzo scritto nella classe della Scuola don Bosco di Villa Ranchibile, nel palermitano, a cura di suor Maria Trigila, per le Edizioni VdJ. Narra il periodo complesso segnato dalla pandemia, visto con gli occhi e la sensibilità di giovani studenti delle scuole superiori nel capoluogo di Sicilia, per tornare a riflettere su un virus che ha ucciso è segnato indelebilmente la storia. I giovani scrittori usano fantasia e abilità letteraria per raccontare un male assassino che ha purtroppo ucciso molti ma ha anche cambiato le abitudini di tutti, spingendoci sempre di più all’isolazionismo nelle nostre abitazioni, accorciando lo sguardo sulle nostre paure e abbandonando spesso i più deboli, come gli anziani nelle Rsa o i senzatetto.
Le pagine tratteggiano gli aspetti di questo tristemente memorabile virus che ci ha separati, ci ha distanziato, ci ha impedito la piena visione del volto degli altri, il contatto, l’abbraccio. Ha rivelato la tragedia che è per l’uomo ogni distanza, ogni barriera, soprattutto in un’era della globalizzazione in cui è paradossale essere soli. Tutte le terre hanno bisogno del seme dell’incontro, da cui crescano gli alberi che proteggono i deboli, sfamano i poveri, curano i malati, formano i bambini, si occupano degli anziani. La mano di tante comunità si tende ad aiutare i bisognosi in tante realtà marginali, in tante “periferie esistenziali”, come amava dire papa Francesco.
COMPAGNO COVID, un killer invisibile (a cura di Maria Trigila)
Con semplicità e calore del romanzo, con suspense tipica del genere “giallo”, mettendo a volte gli abiti del vicino, il camice del medico, la tuta del pompiere o la stola del sacerdote, i giovani autori spingono a vivere insieme, a praticare l’arte dell’incontro, a sbilanciarci nella solidarietà, a cercare di realizzare quel che è stato chiamato “il miracolo sociale”. Creando – in una parola – una rete, una rete che sappia tenerci più uniti e più fraterni. Questo romanzo tratteggia un killer invisibile che ha comportato una frammentazione all’estremo delle comunità, l’assottigliamento dei mille fili sociali di una volta, l’atomizzazione di troppe relazioni.
Scrive in proposito nella prefazione Emiliano Abramo: “Il modo di vivere di tutti cambia: scuole chiuse e lezioni on-line, ristoranti, palestre, bar e luoghi di riunione chiusi. Tutti a casa, il mondo si è fermato in cerca di questo assassino senza volto e silente. È una rapida descrizione di un mondo che ci spinge alla solitudine, ma che cerca di suscitare il coraggio del lettore per continuare ad amare, a gioire e a vivere nelle difficoltà, in attesa che questo assassino venga arrestato e allontanato dalla collettività cha ha ancora la capacità di abbracciarsi e accarezzarsi con tenerezza”.
