Il suo è un mestiere che non esiste più, ma che gli ha permesso di vedere il mondo: ha dieci anni quando inizia la sua formazione, quindici quando si diploma alla scuola per artigiani del Fanciullo di Acireale.
“Quando mi sono avvicinato al lavoro del fabbro, ho avuto la possibilità di avvicinarmi alla grande tradizione dei maestri acesi, come Raffaele Greco e Giuseppe Esterini”. Così racconta, il cavaliere Pippo Contarino, fabbro, mentre ricorda i grandi nomi della tradizione acese del ferro battuto. “Oggi questo mestiere non esiste più, nessuno più lo fa, con mio figlio porto avanti la nostra bottega a Pozzillo, ma nessuno più si avvicina a quest’arte”.
Eppure Contarino, nella sua lunga carriera, ha avuto modo di incontrare personalità di rilievo attive nella scena internazionale del ferro battuto. Ed è stato insignito di importanti riconoscimenti che, a livello internazionale, lo hanno consacrato come uno dei più importanti fabbri attivi al mondo.
“Tra un ucraino, un giapponese ed un francese, c’ero poi io”, dice il cavaliere Contarino, mentre ricorda il momento in cui è stato premiato tra i più bravi fabbri al mondo.
La mostra di Pippo Contarino a Palazzo di città
Mentre parlo con lui, ci troviamo nella sala Zelantea del Palazzo di città di Acireale. Qui è allestita la mostra dal titolo Sicilia. Arte e cultura, aperta al pubblico con ingresso gratuito .

“Da qualche anno ero fermo – spiega.- Ma grazie alla disponibilità dell’Accademia degli Zelanti di Acireale ho potuto allestire questa mostra insieme al cavaliere Giuseppe Frezza. E ha avuto una buona affluenza”.
L’allestimento della mostra si snoda lungo l’intero perimetro della sala, dove sono collocate le opere del maestro Contarino e del pittore Giuseppe Mario Frezza. Entrando, sulla parete a destra, c’è una cornice a giorno con dentro la stampa, ingrandita, di un francobollo.
“Quel francobollo è molto importante perché rappresenta una delle mie opere. Posso dire di essere l’unico fabbro al mondo che ha visto una sua opera raffigurata in un francobollo”. – Commenta Contarino scherzando sommessamente.

Dopo, indica un’altra sua opera, disposta lungo la parete frontale: è un violino. “Quella è l’opera a cui sono più legato – spiega –il violino è dedicato al compositore Strauss”.
Eppure, il mestiere del cavaliere Contarino non si circoscrive solo all’artigianato e alla produzione artistica. Il maestro è restauratore di belle arti e tra le sue opere di maggiore rilievo, senza dubbio, il restauro della ringhiera della Cattedrale di Palermo.
Giulia Bella
