Chiesa / Da Papa Leone XIII a oggi: ad Acireale monsignor Viganò racconta le “cose nuove”

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Il racconto dell’eredità della Rerum Novarum di Papa Leone XIII a confronto con la modernità di Papa Leone XIV: l’auditorium dell’Accademia Zelantea di Acireale ha ospitato un incontro culturale di notevole spessore che ha visto come relatore monsignor Dario Edoardo Viganò.

“Leone XII e Leone XIV: i papi delle cose nuove”: la visione profetica della modernità è stata centrale nella relazione del prelato, già prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede e oggi vicecancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e delle Scienze Sociali.

Monsignor Dario Edoardo Viganò, nome di rilievo nel panorama ecclesiale e culturale italiano, ha evidenziato come Leone XIII sia stato capace di aprire la Chiesa al dialogo con la modernità, contrastando l’opposizione fino a quel momento portata avanti da Pio IX. Contrariamente al suo predecessore Papa Leone XIII fu capace di accogliere le sfide culturali, ma anche tecnologiche del suo tempo.

Papa Leone XIII, il primo Pontefice ad essere immortalato da una videocamera

Nel corso della sua relazione monsignor Viganò ha ricordato la benedizione del 1898, segno concreto di un’apertura ai nuovi media.

Nei Giardini Vaticani Papa Leone XIII, ormai 88 enne, viene ripreso in un video di appena 55 secondi nel quale si vede il Santo Padre scendere dalla carrozza, scortato da soldati in alta uniforme, e accompagnato da alcuni sacerdoti a raggiungere una panca in pietra. Il Papa, tolto il cappello e gli occhiali, si accomoda sulla panca con le spalle al muro e solennemente rivolge con un gesto lento una benedizione verso la macchina da presa.

Ha ancora precisato monsignor Viganò: “L’episodio fu travisato dal New York Times, che diffuse la falsa notizia secondo cui quella benedizione avrebbe avuto lo stesso valore spirituale di una impartita dal vivo: una delle prime fake news legate al mondo ecclesiale, ma che ha avuto un grande impatto sociale e culturale”.

Un gesto che oggi risulta scontato, ma che di fatto rende Papa Leone XIII il primo pontefice ad essere immortalato da una videocamera. A curare il momento il cineasta italiano Vittorio Calcina, che utilizzò per l’occasione il Cinématographe Lumière. 

Ha infine aggiunto che “oggi, nell’era dell’intelligenza artificiale e della disinformazione digitale, la lezione di Leone XIII resta attuale: servono formazione, spirito critico e responsabilità per comunicare la verità con strumenti nuovi”.

Papa Leone XIV, l’interpretazione del mondo contemporaneo

Sebbene il nuovo Papa si sia insidiato da pochissimo, pare già evidente la sua interpretazione del mondo contemporaneo, a cui si apre osservandone la cultura e i nuovi linguaggi.

Se Papa Leone XIII ha aperto la stagione del dialogo con i nuovi media, l’attuale Papa sa rinnovare il linguaggio e la portata nel mondo moderno.

Proprio rivolgendosi ai vescovi italiani il Santo Padre ha sottolineato l’importanza di “entrare nell’umano”, vivendo insieme alla gente e condividendone gioie e dolori, fatiche e sollievi. E’ lo sguardo cristiano che sa camminare insieme, che è sinonimo di coraggio e che sostiene l’annuncio del Vangelo.

I Papi delle nuove cose, in questa ottica, sono coloro che si dimostrano capaci di abitare il proprio tempo, senza farsi bloccare dai cambiamenti che inevitabilmente ogni tempo ha. Cogliendo le inquietudini della storia è possibile infatti tramutare il Vangelo in qualcosa di vivo e credibile.

Le parole di monsignor Dario Viganò

“Nelle cose nuove, giocando un po’ con le parole, abbiamo voluto tracciare i poli di questo arco: da un lato Leone XIII, dall’altro Leone XIV.
Quali sono queste “cose nuove”?

Per Leone XIII si trattava sicuramente di un cambiamento di atteggiamento della Chiesa cattolica rispetto al suo predecessore: un’apertura positiva nei confronti della modernità. Egli accolse questa novità chiedendo, ad esempio, di inserire nell’affresco — oggi conservato in una galleria dei Musei Vaticani — la personificazione dell’arte fotografica.
Successivamente, fu anche il primo a impartire una benedizione al mezzo cinematografico.

Si trovò quindi ad affrontare ciò che stava emergendo come nuovo nella società, così come oggi accade a Leone XIV.

Qual è oggi la rivoluzione da affrontare con tenacia, precisione e riflessione? Quella dell’intelligenza artificiale, che avrà un grande impatto antropologico.

Entrambi possono essere visti come i “papi delle cose nuove”.
Leone XIII diede avvio al corpus magisteriale della Dottrina Sociale della Chiesa con la Rerum Novarum, che verrà poi ripresa da Giovanni Paolo II, in particolare con la Centesimus Annus.

Leone XIV richiama anche una presenza attiva dei laici nei luoghi in cui operano. In qualche modo, sta nuovamente affidando ai cattolici la responsabilità di vivere da cattolici nelle situazioni quotidiane.

Per Leone XIII, la grande sfida era la rivoluzione industriale: l’esperienza della fabbrica, dei lavoratori, dei loro diritti.
Oggi, la domanda è come vivere da cattolici nel mondo digitale: qual è quello sguardo, quella testimonianza particolare che un cattolico può offrire all’interno del mondo digitale, e soprattutto nello sviluppo e nella progettazione dell’intelligenza artificiale.
Questi sono i punti principali emersi nell’incontro, che legano le figure di Leone XIII e Leone XIV”.

Chiude l’incontro monsignor Raspanti

A monsignor Antonino Raspanti il compito di tirare le fila dell’incontro. Il vescovo di Acireale ha sottolineato l’importanza di rileggere oggi, in un tempo segnato da sfide sociali e culturali inedite, il magistero e il profilo umano di pontefici che seppero affrontare il loro tempo con sguardo evangelico e spirito innovatore.

Le sue parole

“Un incontro per cercare di comprendere sempre più a fondo la figura di Leone XIV, alla luce di Leone XIII, considerando che lui stesso ha dichiarato di aver scelto questo nome in memoria del grande papa di fine Ottocento.

Ce ne ha parlato monsignor Viganò, che, con la sua cultura filmica e storica, ha messo in evidenza non solo il forte impegno sociale di Leone XIII, ma soprattutto la sua capacità di cogliere immediatamente la grande rivoluzione dell’immagine: la fotografia e il cinema, che proprio alla fine dell’Ottocento stavano muovendo i primi passi.

Papa Leone XIII accolse subito questa novità, lasciandosi riprendere da una macchina da presa statunitense. Da quella registrazione, della durata di poco più di un minuto, nacquero poi interpretazioni e strumentalizzazioni che ne alterarono il significato, piegandolo in una direzione o nell’altra.

Questo ci rimanda a Leone XIV e alle sfide odierne: dall’intelligenza artificiale alla biotecnologia. Sono tutte questioni che possono esaltare, deprimere o addirittura distruggere la dignità della persona umana.

Proprio per questo motivo, papa Leone XIV ci invita a non arretrare, ma anzi a tuffarci con coraggio nelle grandi sfide dell’umanità contemporanea. Sempre però con Cristo nel cuore e nella mente, con Cristo come chiave interpretativa per comprendere la visione autentica dell’uomo”.

Le conclusioni

“Dobbiamo, quindi, imparare a leggere e comprendere l’essere umano alla luce di Cristo, affinché l’etica che intendiamo portare avanti e l’annuncio che vogliamo trasmettere siano realmente coerenti con il mandato cristiano. Solo così possiamo davvero esaltare e difendere la dignità dell’uomo, proteggendola dalle violenze, dalle sopraffazioni e dalla distruzione.

Ecco perché Leone XIV ci invita al dialogo e a una giustizia che sia risoluzione dei conflitti, incontro autentico e partecipazione attiva, in particolare dei laici, nella cosiddetta animazione della vita sociale e della realtà terrestre”.

Con queste parole il vescovo di Acireale ha portato il proprio contributo all’evento, arricchendolo ed impreziosendolo ancora di più.

Incontro di successo

L’incontro, moderato dal presidente della Comunità Sant’Egidio di Catania, Emiliano Abramo, ha visto la partecipazione di un gran numero di interessati accorsi per seguire l’incontro.

I saluti istituzioni, portati dall’on. Nicola D’Agostino, hanno ancora una volta evidenziato la collaborazione tra Chiesa ed Istituzioni territoriali con il comune intento di promuore cultura e memoria storica.

L’incontro, infine, ha visto la partecipazione del presidente dell’Accademia Zelantea, Michelangelo Patanè.

L’incontro, dai toni accessibili e profondi, ha intrecciato storia e attualità sempre alla luce della fede.

A concludere l’appuntamento un caloroso applauso che ha evidenziato il gradimento e la qualità dell’incontro.

L’impegno del vescovo Raspanti si conferma ancora una volta fondamentale affinchè la Diocesi di Acireale sia crocevia di dialoghi maturi e necessari, che si pongano l’obiettivo di dare nutrimento alle coscienze, a volte sopite, della morale civile e cristiana odierna. A sostegno di queste iniziative è sempre importante il patrocinio dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici.

Ricordiamo infine che l’evento ha avuto luogo anche grazie al contributo della Comunità Sant’Egidio e dell’Associazione Mai più soli.

Chiara Costanzo