Libri / “La seminatrice di coraggio”, affresco della società siciliana nella Grande Guerra

0
254
seminatrice di coraggio

La seminatrice di coraggio di Antonella Desirée Giuffrè (tre60 editore).
Dichiarata guerra all’Austria, il conflitto della Grande Guerra acuisce le disuguaglianze sociali e provoca un forte spopolamento delle campagne.
Le pagine del libro raccontano le vicende di donna Maria, signora del borgo Bonaventura nei monti Iblei, rimasta a gestire gli affari mentre gli uomini sono al fronte.

Profondamente diversa dalla gente del borgo, è arrivata dalla città per raggiungere il marito Pietro Bonaventura.  Maria Roccaforte nota sin da subito i pregiudizi e la diffidenza che la gente le riserva, ma riesce, lottando, a conquistare il rispetto e la fiducia delle braccianti. Affronta le difficoltà con determinazione, aiutando le altre donne nel lavoro e nella sopravvivenza durante un periodo durissimo.
È una guerra di privazioni e ingiustizie sociali. Maria non lotta solo per sopravvivere alla crisi, ma deve anche fronteggiare ricatti e soprusi da parte della mafia, che tenta con la forza e la violenza di toglierle la terra e la dignità.copertina la seminatrice di coraggio

La ribellione ad un sistema fondato sulla prepotenza

Inizia inoltre a rendersi conto della presenza della malavita nel territorio, a cui neppure Pietro, suo marito, è del tutto estraneo. Insieme alle donne e all’intera comunità, Maria resiste e si ribella a un sistema fondato sulla prepotenza. Durante questa crisi, le donne assumono un ruolo più centrale nella gestione della casa e del lavoro agricolo. Ma, purtroppo, senza ottenere reali progressi in termini di emancipazione negli anni successivi.

Maria decide anche di aderire alla Federazione delle Seminatrici di Coraggio, un’associazione di donne che offrono sostegno morale ai soldati al fronte. Diventa così madrina del soldato Marcello, con cui intrattiene una corrispondenza fatta di lettere inviate e ricevute. Ma la Federazione fa molto di più: sostiene numerose famiglie indigenti. Maria riesce ad aprire una scuola e sceglie di tornare a essere la maestra che era prima di sposare Pietro.

Il racconto del disagio sociale 

Lutti, povertà e una profonda disgregazione sociale colpirono non solo il borgo, ma l’Italia intera. Nel testo emerge chiaramente come la crisi agricola e l’abbandono delle terre, causati dallo spopolamento, abbiano portato carestie e diffuso malcontento.
L’autrice riesce a trasmettere il senso di unione che si crea tra le donne, mettendo in risalto l’importanza della sorellanza, che dona forza e coraggio per continuare a lottare, sostenendosi a vicenda.
Questa unione e questa forza si rivelano fondamentali non solo nella vita quotidiana, ma anche nelle manifestazioni a cui le donne e i bambini del borgo scelgono di partecipare. Manifestazioni per la pace, contro i soprusi, contro la violenza, la mafia e la fame.

Non si può che apprezzare e consigliare un libro così: scorrevole, travolgente, emozionante. Emerge chiaramente la volontà della scrittrice di dare voce a chi, per troppo tempo, è stato messo a tacere. Ambientato in una Sicilia del 1914, intrisa di pregiudizi, il romanzo si svolge in un periodo storico buio, violento e ingiusto.
È un pugno nello stomaco che coinvolge profondamente il lettore, grazie a descrizioni rese scorrevoli con una scrittura fluida ma tutt’altro che leggera. Capace di emozionare senza mai cadere nella banalità. Una penna che trasmette paura, forza, determinazione e rinascita.
La seminatrice di coraggio di Antonella Desirée Giuffrè è un romanzo da non perdere.

Grazia Pagano