Libri / “Amuri”, canti d’amore del popolo siciliano

0
287
Amuri, sezione copertina

Una serata dedicata alla poesia e alle tradizioni popolari ha avuto luogo alla Loggia comunale di Viagrande, dove Orazio Caruso e Salvatore Daniele hanno presentato “Amuri. Canti d’amore del popolo siciliano”. L’ evento culturale fa parte della rassegna letteraria “All’ombra del Campanile” arrivata alla sua terza edizione.

“Questa rassegna è stata creata per rilanciare gli incontri con gli autori – spiega Alfio Grasso, editore e direttore della rivista Anthos -. Vogliamo coinvolgere scrittori e editori locali ma anche realtà più distanti, per riscoprire il piacere della lettura, della socialità e della cultura condivisa”.

Orazio Caruso Salvatore Daniele
Orazio Caruso e Salvatore Daniele

“Amuri” è un’iniziativa editoriale che riporta alla luce l’anima poetica del popolo siciliano, con versi anonimi, metafore floreali e profondi struggimenti d’amore. C’è un patrimonio silenzioso che vive nella memoria collettiva della Sicilia. Un patrimonio fatto di parole cantate, sussurrate e tramandate di bocca in bocca, mai messe per iscritto.
Questa è la cosiddetta cultura anonima, una produzione poetica che esiste ai margini della letteratura “ufficiale” ma ne condivide l’essenza.

“Amuri”, non semplice ristampa ma lavoro filologico

A dare voce a questa tradizione orale è oggi la casa editrice ‘Nous’, con un libro che raccoglie e rielabora un insieme di canti popolari siciliani dell’Ottocento, originariamente raccolti dallo studioso acese Lionardo Vigo. Questa opera non è solo una semplice ristampa ma un lavoro filologico e culturale che si basa su un tema ben preciso: l’amore.
Le editrici del volume, Chiara Sicurella e Giuditta Busà, hanno selezionato tutti i componimenti amorosi presenti nell’ampia raccolta di Vigo, riportando così alla luce testi che rischiavano di cadere nell’oblio.

Giuditta Busà Chiara Sicurella
Giuditta Busà e Chiara Sicurella

Il risultato è una sorta di “fenomenologia dell’amore” raccontata dalla voce corale del popolo siciliano in tutte le sue sfumature: dalla passione all’assenza, dal desiderio al dolore, dall’attesa alla perdita.  I testi sono privi di autore come spesso accade nella poesia orale.
E proprio in questa mancanza di firma si rivela la forza di una cultura collettiva, capace di generare bellezza senza rivendicare paternità.
Tuttavia, la fragilità dell’oralità risiede nella sua natura effimera: ciò che non viene scritto si perde, si trasforma e si frammenta in mille versioni. Il lavoro di Vigo, e ora quello delle editrici di Nous, diventa quindi un atto di salvataggio. Un recupero di ciò che appartiene alla storia e all’identità di un popolo.

Un recupero culturale oltre il flolklore

Non si tratta solo di folklore. I componimenti: strambotti, stornelli, versi spesso endecasillabi con rime baciate o alternate, mostrano un’evidente affinità con la grande tradizione poetica italiana. Sono testi che, pur provenendo da autori spesso analfabeti o considerati tali, riecheggiano Petrarca, Dante, la Scuola Siciliana.
Un paradosso solo apparente: anche chi non ha mai letto un classico può assorbirne il linguaggio se questo circola nell’immaginario collettivo.

“Ciò che facciamo – spiegano le editrici – è restituire qualcosa che appartiene al popolo siciliano”. Una restituzione che arriva in un momento di crescente attenzione verso la lingua siciliana moderna, sempre più presente nei linguaggi artistici contemporanei.
Una lingua che non è solo dialetto, ma strumento espressivo pieno, capace di dire ciò che l’italiano, a volte, non riesce a tradurre senza perdere significato.

Alfio Grasso Giuditta Busà Chiara Sicurella
Alfio Grasso, Giuditta Busà, Chiara Sicurella

Perle di poesia

I canti amorosi raccolti nel libro sono ricchi di immagini potenti e simboliche: lo sguardo della donna paragonato ai fiori, l’usignolo che canta d’amore, il cuore tormentato, il desiderio mai appagato. Parole chiave come “cori”, “amuri”, “ciuri”, ricorrono con insistenza insieme a figure retoriche raffinate: metafore, anafore, allitterazioni, climax.
Non semplici versi popolari ma vere e proprie perle di poesia che confermano una verità antica: il siciliano è, da sempre, un poeta naturale.

Questa raccolta, dunque, non è solo un’operazione culturale ma anche politica, nella misura in cui restituisce dignità a una produzione letteraria dimenticata, riaffermando che anche la voce anonima del popolo può parlare con intensità universale. Un libro che fa risuonare le emozioni di ieri con parole ancora vive di oggi. Perché l’amore, in ogni lingua, in ogni epoca, resta sempre lo stesso.

 

                                                         Caterina Maria Torrisi