Acireale / Simona Postiglione: “La figura di santa Venera continua ad affascinare”

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Simona Postiglione

Nella ridente cittadina di Acireale, il sacro si intreccia al quotidiano, in un dialogo costante tra memoria e presente. Qui, il passato si protende verso il futuro, riflettendo la sacralità di figure emblematiche come Santa Venera, elevata a Santa Patrona del luogo.

Ella rappresenta, con consenso unanime, molto più di un riferimento spirituale collettivo. E’ simbolo identitario profondo, matrice unificante che lega, da capo a capo, l’intera comunità. È faro di resilienza e speranza, entrambe aspettative vive e tangibili in ogni autentica manifestazione di fede.

Icona di Santa Venera
Icona di Santa Venera

La storia di Santa Venera è intessuta di luminescenza, misticismo e una tenacia incrollabile. Le sue origini affondano nel II secolo dopo Cristo, dando vita a un connubio unico di leggenda, prodigio e martirio, che ancora oggi risuona potente nel cuore di Acireale.

Secondo le fonti agiografiche, Santa Venera nacque da genitori cristiani dopo una lunga e fiduciosa attesa, vissuta nella preghiera. Fin dalla giovinezza, scelse di dedicare la propria esistenza alla predicazione del Vangelo, sfidando le convenzioni del suo tempo, che non ammettevano per le donne ruoli pubblici o di guida spirituale.

In un contesto fortemente ostile, Venera perseverò nella fede con coraggio straordinario, affrontando persecuzioni, torture e minacce. Sopravvisse miracolosamente a supplizi indicibili: fuoco, olio bollente, violenze fisiche. Fino a giungere al martirio per decapitazione, sigillo finale della sua testimonianza di amore per Cristo.

Il suo culto, ricco di spiritualità e ammirazione popolare, si è trasmesso nei secoli, radicandosi profondamente nella città di Acireale, che la riconosce come Santa Patrona. Il busto reliquiario, custodito nella Basilica Cattedrale, è ancora oggi meta di devozione costante visitato da fedeli e pellegrini mossi da fede e gratitudine.

La figura di Santa Venera, ensemble e sintesi luminosa di spiritualità e coraggio, è oggi al centro di una riflessione più ampia: come custodire, valorizzare e trasmettere un’eredità che è religiosa, culturale e sociale al tempo stesso?

A dare voce a questa visione è Simona Postiglione, (nella foto sotto e, in quella seguente, con don Mario fresta, arciprete parroco della Cattedrale)) consigliere comunale e presidente della Commissione cultura del comune di Acireale, già presidente della Deputazione della Reale Cappella dedicata alla Santa Patrona.Simona Postiglione 2

Il suo impegno, radicato nel tempo e nel territorio, si è tradotto in azioni tangibili e condivise. Come il recente accordo con le antiche corporazioni dei cerei, custodi della tradizione delle candelore. Un gesto significativo, simbolo della volontà di rafforzare il legame tra istituzioni e comunità, tra passato e futuro, tra fede e cittadinanza attiva.

Consigliere Postiglione, lei è da tempo impegnata nella promozione del patrimonio religioso e culturale della città. Cosa ha rappresentato per lei diventare consigliere e ricevere l’incarico di presidente della commissione consiliare Cultura, in una città profondamente legata alla figura di Santa Venera?

Essere stata eletta dai cittadini come consigliere comunale, dopo aver ricoperto il ruolo di presidente della Deputazione della Reale Cappella di Santa Venera è per me motivo di grande orgoglio da un lato e, nel contempo, un’assunzione di grande responsabilità nei confronti della Città e di chi ha riposto in me tante aspettative e fiducia, che mi auguro di non disattendere. L’incarico di presidente della commissione Cultura, di cui ringrazio il Consiglio comunale per la nomina, è certamente gratificante, poiché affine alle mie attitudini.

La narrazione agiografica di Santa Venera è ricca di elementi profondi e spirituali, ma anche di forte modernità. Secondo lei, quale aspetto correlato alla figura sacra, rende Santa Venera particolarmente attuale, anche riguardo al ruolo femminile nella società?

Venera, come tutte le altre sante martiri, patrone siciliane, rappresentano esempi di eroismo, di virtù esemplare in difesa della Fede. Donne che sono state perseguitate e uccise per non aver rinnegato il loro credo e la loro missione. Esse assumono un ruolo preminente nell’intermediazione tra cielo e terra, un contatto tra l’uomo e Dio. E con le loro opere sono testimonianza di una umanità esemplare. Venera è più che mai una figura attuale e si identifica in quelle donne e quegli uomini che, oggigiorno, hanno il coraggio di essere testimoni di fede attraverso il loro operato quotidiano, proteso verso l’altro.Simona Postiglione 3

Di recente è stato siglato un importante accordo tra il Comune e le antiche corporazioni delle candelore. Può raccontarci come si è arrivati a questo risultato e quale significato ha per la città e per la tradizione?

Come ha poc’anzi anticipato, è stato stipulato un accordo di collaborazione tra il Comune di Acireale e le associazioni dei Cerei, da poco costituite, per disciplinare le modalità di concertazione delle attività legate alle candelore, in un’ottica di valorizzazione delle stesse. Gli antichi cerei artigiani rappresentano da un lato una componente folklorico-devozionale legata ai festeggiamenti di Santa Venera, molto sentita. Dall’altro, rappresentano dei beni culturali, di proprietà del Comune, che vanno tutelati e valorizzati.

Per questo passo significativo ringrazio il sindaco Barbagallo, l’assessore Di Mauro. Ricordo altresì la dott.ssa Torrisi dell’ufficio cultura, che mi ha affiancata nelle procedure. I portatori degli antichi cerei artigiani da tempo avevano espresso l’intenzione di volersi costituire in associazione. Ciò al fine di acquisire una propria fisionomia giuridica, sulla scorta dell’esempio della vicina Catania e di altre realtà.

Con la stipula dell’accordo si va a legittimare la funzione e l’identità delle associazioni dei cerei e i compiti di ciascuna delle parti firmatarie. Da un lato, l’affido dei cerei da parte del Comune alle associazioni per periodi ben precisi, con un piccolo rimborso spese. Dall’altro, l’assunzione di responsabilità da parte delle associazioni che si occuperanno della piccola manutenzione, garantendo i giri devozionali in accordo con l’Ente e con la Deputazione della Reale Cappella, quale tramite.

Tra gli obiettivi futuri, vi è l’intenzione di rendere Acireale un centro attrattivo anche per il turismo religioso e culturale. In che modo le festività patronali in particolare quelle di luglio e novembre possono contribuire a questa visione?

L’Amministrazione Barbagallo sta lavorando proprio per rendere Acireale sempre più attrattiva dal punto di vista del turismo religioso e culturale. In tal caso, la prova tangibile è la stessa programmazione tematica dell’Amministrazione, in raccordo nonché condivisa con la Diocesi, che dedica ogni mese ad un ambito differente, puntando ad eventi che abbiano un alto spessore culturale e una risonanza anche nazionale.
In questo scenario si inseriscono a pieno titolo i festeggiamenti religiosi della Santa Patrona e anche di altri santi, con le diverse attività culturali connesse.

Quali iniziative culturali o artistiche legate al culto di Santa Venera sono previste nei prossimi mesi o sono in fase di progettazione?

Come lei ben sa, i festeggiamenti patronali di Santa Venera sono in corso e arricchiscono il folto programma di attività culturali dell’estate acese. Il 23 luglio ci sarà il Galà delle Candelore in Piazza Duomo, il 24 luglio il tradizionale Concerto delle Cantate dedicato alla Santa, che ospiterà anche il Premio Iustus ut Palma florebit in collaborazione con il CSVE (Centro di Servizio per il Volontariato Etneo), legato alla sfera del volontariato. Il 25 luglio  il Giubileo dei sindaci, organizzato in occasione dell’anno giubilare. Il 26 luglio, giornata culmine dei festeggiamenti, il solenne pontificale, il giro “nobile” del Busto reliquiario sull’argenteo fercolo per le vie principali della città. E per concludere il tradizionale spettacolo piromusicale in Piazza Duomo.

Lei è stata anche presidente della Deputazione della Reale Cappella. Che rapporto personale ha con Santa Venera e come vive oggi, da amministratrice pubblica, questo legame?

La sua figura e il suo culto mi hanno affascinata da quando vivo ad Acireale, ancor prima di avere l’incarico in Deputazione. A tutt’oggi, Santa Venera continua ad affascinarmi, avvolta nel suo alone di spiritualità e misticismo. Oggi non sono più componente della Deputazione, lasciata circa due anni e mezzo fa per scelte di vita ormai note. Ma nonostante il cambiamento, mantengo sempre vivo il mio rapporto con Venera e con tutto ciò che le ruota intorno. Cercando di dare il mio piccolo apporto positivo, collaborando con la Deputazione, con il suo Cappellano, canonico don Mario Fresta, il Circolo Santa Venera, i portatori e tutta la Comunità della Basilica Cattedrale.

In una società sempre più veloce e frammentata, quanto è importante investire nella memoria collettiva e nelle tradizioni religiose per rafforzare il senso di comunità locale?

In una società protesa al futuro come quella in cui esistiamo, è fondamentale vivere il presente preservando la memoria storica e le tradizioni locali. Contribuendo a mantenere viva e rafforzando l’identità di comunità al fine di lasciare traccia alle nuove generazioni.

Conclusione

Le parole del consigliere Postiglione ci conducono con mano verso la figura luminosa della Santa Patrona di Acireale. Esse raccontano un impegno quotidiano e partecipato che travalica il semplice ruolo istituzionale, configurando, de facto, un disegno collettivo in cui il culto si rinnova e si evolve, trasformandosi in azione civile, memoria viva e visione proiettata nel futuro.

Nel contesto contemporaneo, Santa Venera si impone come tessera centrale di un ampio mosaico composto di devozione, arte, socialità e resilienza urbana. Un patrimonio culturale che non appartiene soltanto agli acesi, ma che si propone come modello virtuoso di comunità e spiritualità, capace di ispirare territori, generazioni e contesti diversi.

È questa la vera eredità: un esempio di religiosità dinamica e condivisa, in cui fede e territorio si intrecciano nella costruzione di una bellezza collettiva, nutrita di identità, storia e senso.

 

Luisa Trovato