Ancora una volta l’Alcantara abbraccia la cultura. Ancora una volta la sua culla ospita la letteratura, quella greca. Il fiume accetta nuovamente di farsi percorrere dai personaggi dell’Odissea. È, da anni, un accordo tra la natura e la conoscenza. Ognuno ha il proprio ruolo. La natura continua a svelare tutta la sua bellezza ed il suo fascino agli spettatori. Non risparmia loro alcun dettaglio. Gli spettatori gradiscono e accorrono alle Gole. La conoscenza si divulga attraverso la tradizione letteraria.
Nell’estate 2025 è il ritorno dell’Odissea di Omero, con la regia di Giovanni Anfuso. Il team collaudato della compagnia di Buongiorno Sicilia si muove a proprio agio su ogni pietra che circonda il flusso d’acqua. Il suo rumore è la cornice alla scena. I veterani del gruppo conducono gli altri attori nella rappresentazione.

Davide Sbrogiò protagonista dell’Odissea 2025
Davide Sbrogiò, Odisseo maturo, si alterna con sé stesso giovane, Eugenio Papalia. Liliana Randi, dea Atena, “ha il permesso” di camminare nel fiume. Poi appare tra il verde sporgente sulle acque. Omero, Luciano Fioretto, assiste ed interviene nella messa in pratica di ogni azione. Telemaco, Michele Carvello, applica la resilienza, capacità alla fine vincente. Penelope, Giovanna Mangiù, trova il modo, ragionato, di verificare l’identità dall’amato. Non si butta tra le sue braccia prima di esserne convinta. Pietro Casano dà vita al re degli dei.
Alcune parole dei personaggi rimbombano in modo particolare. “Un naufrago va accolto e soccorso sempre, per legge umana e divina”. Le pronunciano figure vestite d’altri tempi, (Riccardo Cappello ne cura i costumi). Sono incisive oltre le barriere temporali. Riguardano la realtà. Suscitano il pensiero di ognuno.
Ad una estremità del fiume, la nave di Ulisse è ferma. Sembra rispettosa dell’Alcantara. Di contro, regalano dinamismo alla scena tutti i compagni dell’eroe itinerante. In un dialogo agile con l’acqua ricordano il rumore improduttivo della guerra.
Gli attori si avvicinano al pubblico su tre linee. Quasi a toccarlo. Quasi a coinvolgerlo. Se non altro, con la riflessione. Ciurma, proci, sirene si muovono con i corpi di Gianmarco Arcadipane, Gaetano Bonanno, Alex Caramma, Roberto Carrubba, Tommaso Cernigliaro, Maria Lardaloro, Enrica La Rosa, Riccardo Leone, Lucio Rapisarda, Francesco Rotatore, Gloria Trischitta e Rocco Vella.
Suggestioni della scenografia naturale
Le luci proiettate sulla natura sono in simbiosi con essa. Il colore verde si ingloba in quello naturale (elementi scenici curati da Silver Ruggeri). Tra le coreografie di Fia Distefano e Federica Musumeci gli attori si muovono all’unisono. Le musiche di Nello Toscano abbracciano la rappresentazione. Nel suo insieme affidata a Simone Trischitta.
Da una parte all’altra della sponda ogni figura si muove. Converge al centro. Nel palco a cielo aperto si rivolge ai presenti. Poi torna sul letto del fiume e scompare dietro le “quinte naturali” della location (light designer Davide La Colla).
I suoni si diffondono nell’aria (sound designer Enzo Valenti). La brezza dell’acqua li accompagna.
Lo spettatore ripercorre il difficile viaggio di Odisseo. Ogni scena segue la sequenza temporale (con l’aiuto regista di Valeria La Bua e Lucia Rotondo). Altro messaggio, finale, per i presenti. “E voi che restate siate felici fino all’ultimo giorno della vostra vita”. Ne ricorda la preziosità. Il dovere del rispetto per essa. Per la propria e per l’altrui. Rimbomba tra la natura, arriva all’animo.
La rappresentazione, patrocinata dal Ministero della Cultura, dall’Ars, dell’Assessorato allo Spettacolo della Regione Siciliana, dalla Fondazione Federico II, dai Comuni di Motta Camastra e Castiglione di Sicilia e dal Parco Fluviale dell’Alcantara, debutterà giovedì 24 luglio.
Rita Messina
