Libri / “Il cognome delle donne”, simbolo di appartenenza e di cancellazione dell’identità femminile

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sezione Copertina il cognome delle donne

Il cognome delle donne è il romanzo d’esordio di Aurora Tamigio, eppure ha già la forza di un classico contemporaneo. Ambientato in Sicilia, attraversa quasi un secolo di storia italiana e familiare, raccontando la vita di cinque donne legate dal sangue, dall’amore, dal dolore e da un cognome che, pur essendo “degli uomini”, definisce e condiziona profondamente le loro esistenze.

Al centro del romanzo c’è Rosa Romito, detta la mammaranna, capostipite coraggiosa e determinata, che cerca di costruire un destino diverso da quello imposto dal patriarcato. Attorno a lei, e dopo di lei, si intrecciano le vite di Selma, ‘a mamà, Patrizia, Lavinia e Marinella: madri e figlie, sorelle e donne, ciascuna alla ricerca di una voce propria, in un mondo che spesso gliela nega o la condiziona.Il cognome delle donne, copertina

Il titolo stesso rappresenta una chiave di lettura fondamentale: il “cognome delle donne” è in realtà quello degli uomini. Un simbolo di appartenenza, ma anche di cancellazione dell’identità femminile. Con sensibilità e profondità, Tamigio riflette su come la trasmissione del nome, della memoria e del potere avvenga attraverso regole che le donne possono solo subire o, raramente, sovvertire.

La profondità dei personaggi femminili

Lo stile dell’autrice è fluido, evocativo, ma mai ridondante. Tamigio dosa sapientemente lirismo e realismo, dipingendo scene familiari intense, dialoghi autentici e atmosfere vivide. L’uso discreto del dialetto siciliano dona colore senza appesantire la narrazione, mantenendo un equilibrio tra oralità e letterarietà.

Uno dei maggiori pregi del romanzo è la profondità dei personaggi femminili: ciascuna protagonista ha una voce, un carattere, contraddizioni e fragilità proprie. Non sono eroine perfette, ma donne vere, segnate dalle ferite del loro tempo e, spesso, da quelle delle generazioni precedenti.

Il romanzo affronta temi universali: maternità, amore, sottomissione, libertà, identità. Lo fa con uno sguardo partecipe ma mai retorico, riuscendo a toccare corde emotive profonde. La dimensione storica, dalla prima metà del Novecento fino agli anni Ottanta, è ricostruita con rigore e sensibilità, senza mai risultare pedante.

Il cognome delle donne è un romanzo intenso, profondo, necessario. Racconta le donne senza idealizzarle, ma con amore e rispetto. È una lettura che invita a riflettere su ciò che ereditiamo – non solo nel nome – e su quanto coraggio serva per cambiare la propria storia.
Consigliato a chi cerca narrazioni familiari, storie di emancipazione e romanzi scritti con cura e passione.

Marcello Proietto