Ricordo / Don Castiglione, “Riccu, santu e binidittu” era il suo saluto

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“Riccu, santu e binidittu”, era questo il saluto abituale che don Vincenzo Castiglione rivolgeva a quanti si accostavano a lui. Queste parole mi sono subito risuonate nell’apprendere la notizia della sua morte, avvenuta la sera del 3 settembre scorso., presso l’OASI “Maria SS.ma Assunta”, dove negli ultimi anni aveva deciso di vivere.

Era nato a Randazzo il 25 febbraio 1931. Randazzo, allora fiorente cittadina, era fucina di vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa (ha donato alla famiglia salesiana più di 100 sacerdoti). Guidato da uno dei più prestigiosi arcipreti della Diocesi, mons. Birelli, entrò nel seminario diocesano e, 70 anni fa, il 7 agosto 1955 fu ordinato sacerdote da sua eccellenza mons. Salvatore Russo.

don Castiglione e mons-Russo
Mons. Agostino Russo e padre Castiglione con la torta augurale per il 70esimo di sacerdozio

Iniziò il ministero sacerdotale come vicario parrocchiale di S. Maria in Randazzo, accanto a mons. Birelli e contemporaneamente insegnava lettere alla scuola media del seminario.
A seguito della morte del compianto sacerdote Vincenzo Sozzi fu Rettore del Santuario di Loreto e successivamente arciprete-parroco della Matrice di S. Venerina.
Trasferito ad Acireale fu nominato arciprete-parroco della parrocchia di S. Maria Odigidria e successivamente in quella di S. Michele Arcangelo.

Un ictus mise in serio pericolo la sua vita

Colpito, negli anni ’90 da ictus cerebrale (si temette seriamente per la sua vita), ripresosi lasciò la parrocchia, per dedicarsi con zelo encomiabile ad un ministero pastorale ad ampio raggio. Promosse l’adorazione eucaristica perpetua nella chiesa di San Vincenzo Ferrer ad Acireale. Seguì per anni il gruppo di preghiera “Mater Dei”, fu canonico della basilica di San Sebastiano e, successivamente del Capitolo Cattedrale. In un momento delicato assunse l’oneroso compito di amministratore della Basilica di San Sebastiano.

Nonostante i seri malanni con zelo e impegno ha esercitato il ministero sacerdotale rendendosi disponibile per il sacramento della riconciliazione e l’accompagnamento spirituale. Anche all’OASI riusciva a coinvolgere gli anziani in momenti di preghiera.Padre Vincenzo Castiglione

Incontrarlo era un arricchimento spirituale e umano

Andarlo a trovare nella sua stanza era un arricchimento spirituale e umano, non faceva mai pesare le sue condizioni e dialogava serenamente, anche con tono scherzoso, di tutto. A motivo della venerabile età era diventato il decano del Presbiterio diocesano.

Lo scorso 7 agosto era tutto pronto per la celebrazione del suo 70° anniversario di sacerdozio, ma egli non volle celebrarlo per rispetto a mons. Giuseppe Malandrino, vescovo emerito d Noto e già di Acireale, che era deceduto qualche giorno prima (il 3 agosto ndr). “Tutto rinviato – mi disse – non è il momento di fare festa”. Nel giorno del trigesimo della morte di mons. Malandrino il Signore lo ha chiamato a sé, per introdurlo nel gaudio senza fine dell’eternità beata.

Grazie Padre Vincenzo per una vita interamente donata a servizio di Cristo e della  Chiesa; grazie per un ministero sacerdotale pienamente vissuto; grazie per la sua vita donata. Dal cielo continui a vegliare su noi e chieda all’Onnipotente di renderci tutti: santi, ricchi e biniditti! A – Dio.

Don Roberto Strano