Sicilia da scoprire / Virtù del comune di Oliveri, immerso nel calore del suo popolo

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Comune Oliveri Sicilia

Oliveri è un piccolo comune della città metropolitana di Messina, in Sicilia, situato alle pendici del monte Tindari e conta poco più di 2.200 abitanti. Il paesino è diventato simbolo di resilienza e solidarietà proprio grazie alla sua comunità, ristretta e concentrata, che ha conquistato la nostra attenzione con gesti quotidiani fatti di accoglienza e vitalità.

Sicilia da scoprire / Il comune di Oliveri: le radici storiche

Oliveri nasce dalle ceneri di Tyndaris, colpita da un terremoto nel I secolo d.C che l’ha completamente devastata. I sopravvissuti si rifugiarono in una zona sicura vicino ai Laghi di Marinello, fondando un insediamento legato alla pesca e al commercio. Nel 1088 Ruggero il Normanno dona il feudo ai monaci di Patti, che lo chiamano ‘Liveri’. Nel 1360 passa ai castellani aragonesi, successivamente nel 1724 il principe Ludovico Paratore Basilotta ne diventa proprietario, passando poi ai Martorana Bonaccorsi, nonché attuali eredi. Il comune moderno nasce tra il 1810 e il 1815, dopo dispute giudiziarie per la cessione delle terre feudali. Fino al 1960 domina l’economia della tonnara, una delle più grandi e produttive di Sicilia, fondata nel 1456 dal figlio del viceré di Palermo.

Sicilia da scoprire / Il comune di Oliveri e le sue antiche tradizioni: il cuore pulsante del piccolo borgo

Oliveri custodisce una forte identità marinara e contadina, ancora oggi sono visibili i simboli di queste antiche tradizioni: il castello arabo-normanno e una delle più antiche Tonnare della Sicilia. La devozione mariana storicamente radicata nella comunità di Oliveri è rivolta a Maria Santissima di Tindari, meta di pellegrinaggi e novene che legano il borgo al santuario vicino. La festa patronale del Comune è dedicata a San Giuseppe, celebrata il 19 marzo in uno dei momenti più sentiti dell’anno. La giornata prevede messa solenne seguita dalla processione del Santo per le vie del paese, con partecipazione popolare intensa e momenti di condivisione popolare. La festa è legata a tradizioni popolari radicate come il gioco delle pentolacce che si svolge poco prima della processione. Si tratta di una tradizione aggregativa che coinvolge grandi e piccoli in un clima festoso, rompendo pignatte appese con bastoni per conquistare dolcetti e risate. Gastronomicamente dominano le sfince di San Giuseppe: morbide frittelle fritte, ricoperte di zucchero a velo o farcite con ricotta e uva passa. Simboleggiano abbondanza e generosità, valori centrali della figura del Santo e della cultura siciliana.

Sicilia da scoprire / Il comune di Oliveri: il tramite per alcune delle bellezze della nostra Sicilia

Il paesino sorge ai piedi del promontorio di Tindari, su cui è costruito il santuario della Madonna Nera, accessibile da un piccolo sentiero che si arrampica sulla montagna. Si tratta di un sentiero molto frequentato dagli amanti del trekking, che unisce la splendida Oliveri al santuario. Oliveri è inoltre l’unico accesso via terra alla Riserva Naturale di Marinello. La caratteristica più suggestiva sono i laghetti salamastri: specchi d’acqua dolce o salata che cambiano forma e numero a seconda delle stagioni, delle maree e delle dinamiche costiere.

La riserva si raggiunge a piedi dal centro di Oliveri seguendo sentieri che costeggiano la spiaggia. Uno dei sentieri più celebri. La “Coda di Volpe”, tratto panoramico tra Marinello e il Santuario di Tindari che regala viste mozzafiato sul profilo del promontorio e sulle corsie d’acqua. Si promuove in questo modo il turismo ‘lento’, lontano dal caos cittadino, che permette non solo di ammirare gli splendidi paesaggi della nostra Sicilia, ma anche una totale immersione nella natura tra i magnifici scorci di Oliveri.

Sicilia da scoprire / Il comune di Oliveri: l’ecomuseo Labiri e la valorizzazione della cultura

L’ecomuseo Labiri è un progetto culturale nato a Oliveri per tutelare la memoria comunitaria e il legame con la cultura del luogo. Si estende come un museo a cielo aperto su tutto il territorio comunale, con lo scopo di raccontare la storia del piccolo borgo e di esaltarne la cultura. Tra le opere di spicco troviamo “Merletto”, un palazzo di tre piani trasformato in un gigantesco ricamo siciliano dall’artista NeSpoon. Troviamo ancora il “Muro della Sicilianità” dove vengono presentate piastrelle di ceramica decorate a mano con proverbi, scene quotidiane e volti che mantengono in vita il vissuto collettivo.

Tra le opere più dense di significato troviamo il murale dedicato a Peppino Impastato e a sua madre Felicia. L’opera ritrae Peppino sullo sfondo, mentre in primo piano Felicia lo cerca, affacciata a una finestra. Opera di grande impatto emotivo sottolinea la forza della resistenza e l’importanza simbolica della lotta operata da Peppino Impastato. Anche il museo Anfibio “Pietre e Parole – Nino Sottile”, unico nel suo genere, questo museo unisce terra e mare. Otto opere animano la piazza centrale, quattro riposano sul fondale della baia di Marinello, visibili in apnea. Volti che mescolano tradizione e provocazione, parlano di emancipazione, inquietudine e fragilità.

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Il comune di Oliveri: la realtà di un piccolo borgo e la resilienza dei cittadini

Oliveri è finalista al Solidarity Prize 2026 di The Immigrant Times, premio per le comunità più solidali d’Europa. “Qui l’integrazione non è un progetto politico, è la vita reale” scrive un visitatore. In un mondo diviso ci piace pensare che queste piccole realtà possano rappresentare un faro, dove chiunque possa sentirsi a casa. Il sindaco Francesco Iarrera si impegna a incarnare questa filosofia e diventa in qualche modo narratore, attraverso i suoi profili social, attraverso cui ci racconta di Oliveri.

Ci racconta anche della resilienza dei cittadini proprietari di attività. Attraverso un post esalta infatti i proprietari che nonostante le difficoltà, si impegnano ogni giorno per rimanere aperti, continuando ad alimentare così l’economia locale. Questa sorta di ‘rivoluzione silenziosa’ si oppone alla narrazione di borghi morenti e poco sviluppati, dimostrando a cittadini e visitatori che anche dal niente si può costruire qualcosa di grande.

Sofia Murabito