Etna e viticoltura / Menzione speciale Wima per Federico Graziani e il suo progetto che coniuga innovazione e sostenibilità

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Federico Graziani

In contesti di siccità ci si può affidare ad algoritmi per la gestione dell’irrigazione. Un crescente numero di cantine in tutto il mondo utilizza Somelia, capsule sensorizzate per offrire una tasting experience unica ed innovativa per i clienti più esigenti. E ancora software e satelliti per una viticoltura di precisione. Vengono usati per piantagioni geometriche di barbatelle, predire possibili malattie o condizioni meteo avverse, solo per fare qualche esempio. La vigna intelligente è già realtà, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la viticoltura, dalla vigna in cantina. Accade anche sull’Etna. Il Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards assegna una menzione speciale a Federico Graziani per il suo progetto che coniuga innovazione e sostenibilità.

Federico Graziani  viticoltore del futuro, custode della tradizione e interprete dei datiMenzione per Federico Graziani

Non mancano gli ostacoli: i costi di investimento rimangono elevati e rischiano di rallentare la diffusione delle tecnologie.  La sfida non è soltanto tecnologica, ma culturale. I giovani viticoltori sono cresciuti passo dopo passo con l’”Internet of things” ma gran parte delle aziende vinicole italiane non ha ancora accesso ad una formazione adeguata. Il viticoltore del futuro dovrà essere al tempo stesso custode della tradizione e interprete dei dati. Il rischio? Che senza politiche inclusive la digitalizzazione accentui le distanze tra grandi realtà e piccole aziende. Su questi temi il Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards (WIMA) si sofferma e fornisce alcuni spunti di riflessione, riconoscendo e premiando al tempo stesso anche alcune realtà vinicole che si distinguono nel campo della tecnologia.
Alla settima edizione c’è anche la Sicilia e l’Etna tra le protagoniste.

Menzione speciale per un’azienda vinicola dell’Etna Federico Graziani 2

Menzione speciale per Federico Graziani e il suo progetto “Alchimia e sperimentazione sulla montagna di fuoco”, nella categoria produzioni agricole di montagna. L’iniziativa coniuga innovazione, sostenibilità e valorizzazione del territorio. L’azienda agricola di Graziani valorizza così la viticoltura di montagna sull’Etna attraverso pratiche agricole sostenibili e sistemi innovativi di tracciabilità NFC applicati alle etichette dei vini. La giuria ha evidenziato come questo approccio integra ricerca, tecnologia e comunicazione e rafforza il legame tra prodotto, territorio e consumatore. Ogni anno il Winning Ideas Mountain Awards, premio ideato da Stefano Illing con la partnership di BPER Banca Private Cesare Ponti, premia le idee più innovative e sostenibili legate alla montagna. Le stesse rimangono in mostra nella omonima località sciistica vicino Cortina d’Ampezzo.

Federico Graziani, instancabile protagonista della viticoltura etnea 

Da quasi vent’anni Federico Graziani coltiva le sue vigne sui pendii del versante nord dell’Etna, in territorio di Castiglione di Sicilia. Dopo una carriera professionale da sommelier accanto a grandi chef internazionali approda sul vulcano e inizia a produrre vini oggi esportati in tutto il mondo. Piccola produzione di appena 20mila bottiglie la sua, attento custode della tradizione vinicola etnea e, oggi, convinto sostenitore del vigneto “smart”. L’uomo e l’Etna, un legame che ha radici profondissime. È proprio vivendo in simbiosi con il vulcano e adattandosi alla forza e all’imprevedibilità dei suoi elementi che qui, da oltre 2000 anni, si coltiva la vite in piccoli fazzoletti di terra strappati alla montagna. Un lavoro lento e antico, fatto a mano con fatica, passione e rispetto.  E Federico Graziani, come lui tanti altri produttori etnei, ne è un instancabile protagonista. Ha ricevuto la menzione speciale per il suo progetto che innova la viticoltura di montagna. A lui è stato riconosciuto, si legge nelle motivazioni del riconoscimento, “il valore di alchimia e sperimentazione sulla montagna di fuoco, dedicato all’innovazione e alla valorizzazione del territorio etneo”.

                                                                                       Domenico Strano