Aci Sant’Antonio / “Semi di memoria, passi d’impegno”: un incontro per trasformare il ricordo in responsabilità

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Manifestazione pro legalità

La memoria come seme da custodire e l’impegno come strada da percorrere insieme. È questo il significato più autentico di “Semi di Memoria, passi d’impegno”, l’iniziativa promossa dall’AGESCI Zona Galatea e dal Settore Giustizia, Pace e Nonviolenza (GPN) con il supporto di Libera delle Aci, in collaborazione con la Comunità Capi AGESCI del Gruppo Aci Sant’Antonio 2 e con il patrocinio del Comune di Aci Sant’Antonio.

L’appuntamento è in programma venerdì 10 luglio alle ore 19.30, in piazza Monsignor Salvatore Sciuto 9/11, a Lavinaio ( frazione di Aci Sant’Antonio). Al Carrubo della Memoria e dell’Impegno, simbolo di forza, resistenza e speranza. Per ricordare le vittime delle stragi mafiose del 1992 e riflettere sul valore della legalità.

“Semi di memoria e passi d’impegno” in ricordo delle vittime della mafiaLibera

Il momento sarà dedicato al ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina ed Emanuela Loi. Donne e uomini che hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro la mafia

Ad arricchire la serata saranno le testimonianze di don Cesare Rattoballi, assistente ecclesiastico dell’AGESCI Sicilia nel 1992. E parente di Vito Schifani, agente della Polizia di Stato ucciso nella strage di Capaci. Di Antonio Zangara, figlio di Salvatore Zangara, vittima di mafia, della dirigente scolastica Alfina Bertè e del magistrato Pietro Curró.

L’iniziativa affonda le proprie radici in un percorso iniziato nel 2020. A ripercorrerne la storia è Giovanni Mannino, membro della Pattuglia Giustizia Pace e Nonviolenza e tra gli organizzatori dell’evento.

«Il primo incontro è nato il 19 luglio 2020 nella parrocchia di San Giovanni Evangelista, ad Acireale, grazie alla sensibilità di padre Andrea Cutuli. Dopo le stragi di mafia del 1992 il Corpo Forestale donava dei carrubi, simboli di forza e resistenza alla mafia. Nel 1993 la Comunità Capi dell’AGESCI Acireale 1 piantò proprio un carrubo davanti alla chiesa di San Giovanni Evangelista. Da allora quell’albero, con la sua chioma, ha fatto da custode ai racconti e alle testimonianze di tanti ospiti che negli anni hanno preso parte agli incontri. Dopo il primo appuntamento del 2020, organizzato in pieno periodo Covid, abbiamo scelto di anticipare la data agli inizi di luglio, mantenendo vivo lo stesso spirito».

Perchè la commemorazione non sia semplice memoria, ma impegno di legalitàAgesci zona Galatea

Spiega il significato più profondo dell’iniziativa  Paola Ruggeri, capo scout in servizio nella Zona Galatea come incaricata del Settore GPN e tra le promotrici dell’evento.
«L’iniziativa nasce grazie al lavoro sinergico tra il Settore Giustizia, Pace e Nonviolenza e il Comitato di Zona. Il nostro obiettivo è unire il ricordo delle vittime di mafia alla riflessione sull’impegno quotidiano che da quel ricordo deve necessariamente nascere. Abbiamo scelto luglio perché è il mese dell’anniversario della strage di via D’Amelio, una ferita ancora aperta per la nostra terra. Vogliamo che la memoria non resti una semplice commemorazione. Ma diventi azione concreta e consapevolezza, attraverso le testimonianze di chi la legalità la vive ogni giorno.»

Il titolo stesso dell’evento racchiude il messaggio che gli organizzatori desiderano affidare ai partecipanti. «”Semi di Memoria, passi d’impegno” significa proprio questo: trasformare il ricordo delle vittime di mafia in un cammino concreto verso la giustizia e la nonviolenza. Attorno al Carrubo della Memoria e dell’Impegno ascolteremo le storie di don Cesare Rattoballi, Antonio Zangara, Alfina Bertè e Pietro Curró. Le loro parole saranno i semi che desideriamo piantare nei cuori di chi parteciperà, affinché possano germogliare in scelte quotidiane di responsabilità, legalità e impegno civile».

Più che una commemorazione, dunque, quella di venerdì sarà un’occasione per interrogarsi sul valore della memoria e sul ruolo che ciascuno può svolgere nella costruzione di una società più giusta. Perché il sacrificio di Falcone, Borsellino e di tutte le vittime innocenti della mafia continua a parlare alle nuove generazioni, chiedendo non solo di essere ricordato. Ma soprattutto di essere tradotto in gesti concreti, quotidiani e condivisi.

 

                                                                                     Federica Leonardi