Libri / “Le assaggiatrici” di Rosella Postorino, storia di donne che ogni giorno sfidavano la morte

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sezione di copertina Le assaggiatrici

Le assaggiatrici, (Feltrinelli, 2018) scritto da Rosella Postorino, è un romanzo intenso e coinvolgente che affronta uno dei periodi più oscuri della storia europea attraverso una prospettiva originale e poco conosciuta. Ispirato alla testimonianza di Margot Wölk, l’unica donna ad aver raccontato pubblicamente di essere stata una delle assaggiatrici di Adolf Hitler, il libro narra la vicenda di Rosa Sauer, una giovane berlinese che, durante la Seconda guerra mondiale, venne costretta insieme ad altre nove ragazze ad assaggiare ogni giorno il cibo destinato al Führer per verificare che non fosse avvelenato.

Fin dalle prime pagine emerge il talento di Rosella Postorino nel trasformare un episodio storico poco noto in un racconto di straordinaria forza emotiva. La protagonista non possiede qualità eroiche né ambizioni particolari. E’ una donna qualunque, travolta dagli eventi, costretta a confrontarsi con una realtà che le sottrae ogni possibilità di scelta. La sua esistenza è scandita dall’attesa, dalla paura e da una quotidianità in cui perfino il gesto più semplice, sedersi a tavola, può significare la morte.Le assaggiatrici

L’autrice costruisce un personaggio complesso, ricco di sfumature e contraddizioni. Rosa vive sospesa tra il desiderio di sopravvivere e il senso di colpa che accompagna ogni boccone ingerito. Sa di essere vittima del regime, ma allo stesso tempo è consapevole che la propria sopravvivenza dipende dalla tutela della vita dell’uomo che ha provocato il conflitto e la devastazione dell’Europa. È proprio questa ambiguità morale a rendere il romanzo particolarmente efficace: non esistono risposte semplici, ma soltanto esseri umani chiamati a compiere scelte impossibili.

Una scrittura elegante ed evocativa

La scrittura di Postorino è elegante, misurata e profondamente evocativa. L’autrice evita ogni forma di enfasi, preferendo affidarsi a una prosa limpida che lascia parlare le emozioni senza mai forzarle. Il ritmo narrativo alterna momenti di apparente quiete a improvvise impennate di tensione, mantenendo costante il coinvolgimento del lettore. Anche quando l’azione rallenta, il peso dell’angoscia non diminuisce mai, perché il vero conflitto si consuma soprattutto nella mente dei personaggi.

Di grande interesse è anche il rapporto che si sviluppa tra le assaggiatrici. Inizialmente unite soltanto dalla paura, le donne imparano a conoscersi condividendo un destino che nessuna avrebbe scelto. Tra loro nascono amicizie sincere, incomprensioni, gelosie e rivalità, ma anche una solidarietà silenziosa che diventa uno degli strumenti indispensabili per affrontare l’assurdità della loro condizione. Ognuna reagisce in modo diverso alla violenza della guerra e del potere, offrendo al lettore un mosaico di caratteri e sensibilità che arricchisce la narrazione.

Uno degli aspetti più significativi del romanzo è la riflessione sul rapporto tra vittime e carnefici. Postorino evita ogni semplificazione, mostrando come la guerra annulli spesso i confini netti tra responsabilità e necessità. Le protagoniste sono costrette a partecipare, loro malgrado, al meccanismo di protezione del dittatore, pur essendo esse stesse oppresse dal regime. Questa condizione genera un conflitto etico permanente che attraversa l’intera opera. E invita il lettore a interrogarsi sul significato della libertà, della colpa e della sopravvivenza.

Di grande precisione l’ambientazione nella Germania nazista

La ricostruzione storica rappresenta un ulteriore punto di forza. L’ambientazione nella Germania nazista è resa con grande precisione, senza indulgere nella spettacolarizzazione degli eventi. Le privazioni quotidiane, la fame, i bombardamenti, il clima di sospetto e il controllo esercitato dal regime emergono attraverso dettagli concreti che restituiscono un quadro credibile e immersivo. Il lettore percepisce il peso della guerra non soltanto nei grandi eventi, ma soprattutto nelle piccole rinunce e nelle paure che scandiscono la vita delle persone comuni.

Il romanzo affronta inoltre il tema del corpo come luogo del potere. Le assaggiatrici non possono decidere del proprio destino.  Il loro stesso organismo viene trasformato in uno strumento politico, sacrificabile per garantire la sicurezza del Führer. Il cibo, simbolo universale di nutrimento e condivisione, perde ogni valore rassicurante e si trasforma in una minaccia quotidiana. Mangiare significa rischiare la morte, mentre sopravvivere comporta il peso di un compromesso morale difficile da accettare.

Il successo de Le assaggiatrici deriva anche dalla sua capacità di parlare al presente. Pur raccontando una vicenda ambientata oltre ottant’anni fa, il romanzo affronta questioni ancora attuali: il rapporto tra individuo e potere, la perdita della libertà, la forza dell’istinto di conservazione e la difficoltà di mantenere intatta la propria coscienza in situazioni estreme. Sono temi universali che superano il contesto storico e continuano a interrogare il lettore contemporaneo.

Con questo libro Rosella Postorino dimostra come la narrativa possa riportare alla luce storie dimenticate senza rinunciare alla profondità psicologica e alla qualità letteraria. Le assaggiatrici è molto più di un romanzo storico: è una riflessione sulla vulnerabilità dell’essere umano, sulla complessità delle scelte morali e sulla sottile linea che separa il coraggio dalla paura. Una lettura intensa, capace di emozionare e di far riflettere, destinata a lasciare un segno ben oltre l’ultima pagina.

 

                                                                              Marcello Proietto