Il Gran Premio di Siracusa è stato una celebre corsa automobilistica extra-campionato, riservata principalmente a vetture di Formula 1 e Formula 2, disputata per 16 edizioni dal 1951 al 1967 sul velocissimo circuito stradale della città siciliana. Pur non essendo valido ai fini del punteggio del Campionato Mondiale di Formula 1, l’evento attirava regolarmente le scuderie ufficiali e i migliori piloti del mondo, nonché tutti gli appassionati dei motori provenienti da tutta la Sicilia, fungendo spesso da prestigioso test primaverile prima dell’inizio della stagione europea.
La gara si svolgeva sul leggendario Circuito degli Aranci, un tracciato di 5,4 chilometri (poi esteso a 5,5 chilometri a partire dal 1953) non permanente ricavato dall’unione di strade statali e provinciali alla periferia di Siracusa. Il Circuito degli Aranci era caratterizzato da un disegno triangolare molto impegnativo per i piloti, che dovevano fare attenzione ai muretti bianchi ai bordi della carreggiata. Fra i tratti più iconici bisogna senz’altro ricordare il rettilineo di partenza, la curva a gomito della Madonnina, il curvone Carpentieri e la sopraelevata di Canicattini.
Storia del Gran Premio di Siracusa: il Circuito degli Aranci
Oggi, l’originale circuito cittadino del Gran Premio di Siracusa non ospita più le corse, poiché le strade pubbliche che lo componevano sono tornate ad essere utilizzate per la normale viabilità civile e urbana di Siracusa. Tuttavia, nonostante l’autodromo non ospiti competizioni ufficiali da moltissimi anni e sia rimasto a lungo una struttura fantasma – tanto da rischiare in passato la demolizione o la riconversione per edilizia civile – oggi va segnalato un importante tentativo, citato dai colleghi di Siracusa Oggi, di dare una certa continuità agonistica alla città dopo oltre un decennio di corse stradali.
Infatti, una cordata di investitori tramite un fondo estero ha presentato un’offerta di oltre 3 milioni di euro per rilevare l’intera area dal Libero Consorzio Comunale di Siracusa. L’ambizioso progetto degli acquirenti non riguarda solo la riattivazione della pista, bensì di trasformare l’area in un moderno “Motorsport Resort”: il piano prevede di affiancare alle attività in pista complessi alberghieri di lusso, servizi esperienziali per le aziende e club residenziali per gli appassionati di motori. Sebbene l’accordo preliminare sia stato accettato e la cauzione versata, l’atto definitivo di compravendita (inizialmente previsto per l’inizio del 2026) ha subito dei rallentamenti a causa di complessi passaggi burocratici e amministrativi legati alla liquidazione dell’ente provinciale. I privati mantengono comunque ferma la volontà di procedere con il progetto presentato.
Momenti storici e albo d’oro
Il dominio iniziale fin dai primi anni fu della Scuderia Ferrari, ma la corsa registrò storiche imprese anche da parte dei costruttori britannici. Al debutto nel 1951 la vittoria andò a Luigi Villoresi a bordo della Ferrari 375, mentre nel 1952 a trionfare fu Alberto Ascari su Ferrari 500, in un podio tutto monopolizzato dalla casa di Maranello.
Nel 1955, invece, il britannico Tony Brooks vinse a sorpresa battendo le vetture italiane a bordo della sua Connaught, da quel giorno ribattezzata in suo onore “Connaught Tipo Siracusa”. Nel 1961 Giancarlo Baghetti vinse all’esordio assoluto su Ferrari, battendo vere e proprie leggende del motorsport come Stirling Moss e Jim Clark.
Nell’ultima edizione del 1967, infine, la corsa si chiuse con un insolito arrivo in parata ex-aequo tra le Ferrari di Mike Parkes e Ludovico Scarfiotti: ciò avvenne sia per la scarsa precisione del cronometraggio a mano e della mancanza del fotofinish in quell’epoca, sia per un preciso accordo tra i due piloti deciso dalla Scuderia Ferrari, che intendeva ricompensare Parkes per il prezioso lavoro di collaudo e di sviluppo della monoposto e che allo stesso tempo ci teneva ad avere un vincitore italiano dopo la scomparsa di Lorenzo Bandini al Gran Premio di Monaco, avvenuta 11 giorni prima.
La Sicilia e la Formula 1: un legame storico e profondo
Pur non avendo mai ospitato un Gran Premio ufficiale per il Campionato Mondiale, la Sicilia ha dunque un legame storico e profondo con la massima competizione automobilistica, come dimostrato dallo storico Gran Premio di Siracusa, ma anche dal Gran Premio del Mediterraneo, un’altra grande gara extra-campionato disputata dal 1962 al 1965 sul velocissimo Autodromo di Pergusa (Enna) in cui hanno trionfato campioni del mondo del calibro di John Surtees, Jim Clark e Jo Siffert.
Pochi ma significativi sono i piloti nati in Sicilia capaci di raggiungere la griglia di partenza della Formula 1. Tra questi, menzioniamo Nino Vaccarella, originario di Palermo, soprannominato il “Preside volante” perché dirigeva una scuola privata a Palermo. Ha disputato 4 Gran Premi in F1 tra il 1961 e il 1965, guidando anche per la Scuderia Ferrari nel GP d’Italia del 1965. È celebre per i suoi successi nelle gare di durata come la Targa Florio e la 24 ore di Le Mans.
Anche Giovanni Lavaggi, nato ad Augusta in provincia di Siracusa e conosciuto nel circus come “Johnny Carwash” (traduzione ironica del suo cognome), ha disputato 7 Gran Premi tra il 1995 e il 1996 al volante di Pacific e Minardi. Infine, citiamo anche Domenico Schiattarella, nato a Parma ma di origini siciliane, che ha disputato 6 Gran Premi tra il 1994 e il 1995 con la scuderia Simtek.
Alessandro Puglisi
