La finanza può essere al servizio della persona, dell’ambiente e del bene comune. È questo il messaggio che emerge dal Rapporto di Sostenibilità 2025 pubblicato dall’Istituto per le Opere di Religione (IOR), che fotografa un anno di crescita economica, rafforzamento patrimoniale e consolidamento di un modello di investimento fondato sui principi della Dottrina Sociale della Chiesa.
I numeri raccontano un Istituto in crescita. Lo IOR nel 2025- recita il comunicato stampa diffuso dall’ente – ha generato un valore economico di 67,6 milioni di euro, in netto aumento rispetto ai 50 milioni dell’anno precedente, chiudendo l’esercizio con un utile netto di 51 milioni di euro.
Una crescita che non rappresenta soltanto un risultato finanziario, ma anche uno strumento per sostenere la missione della Chiesa. Oltre un terzo del valore creato è stato destinato direttamente al Santo Padre. Mentre una parte significativa è stata investita nel personale, nei fornitori e nel rafforzamento del patrimonio dell’Istituto, garanzia della sua stabilità nel lungo periodo.
Il cuore del Rapporto resta però la sostenibilità. Lo IOR conferma, infatt,i la propria scelta di integrare pienamente i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nella gestione degli investimenti, adottando un approccio ispirato ai più avanzati standard internazionali di rendicontazione, dai GRI alla Corporate Sustainability Reporting Directive europea.
Gli investimenti seguono criteri etici

La selezione degli investimenti continua a seguire rigorosi criteri etici. Nessun capitale è destinato ad aziende coinvolte in attività incompatibili con la tutela della vita umana, dell’ambiente, della società o dei principi di buona governance. Una strategia che nel 2025 ha dato risultati concreti. Tutte le linee di gestione patrimoniale, infatti, hanno registrato rendimenti lordi positivi mantenendo il pieno allineamento ai valori etico-cattolici.
La gestione dei patrimoni affidati allo IOR ha inoltre prodotto circa 142,5 milioni di euro di valore, contribuendo al sostegno delle attività della Chiesa universale e confermando la capacità dell’Istituto di coniugare rendimento e responsabilità.
La sostenibilità, tuttavia, non si misura soltanto nei bilanci. Grande attenzione è stata dedicata anche alle persone. Nel corso dell’anno sono state erogate oltre 2.700 ore di formazione al personale, con percorsi specialistici dedicati a compliance, risk management e audit, affiancati da momenti di approfondimento religioso. Parallelamente, circa 300 clienti hanno preso parte a un programma di educazione economico-finanziaria pensato per diffondere una cultura degli investimenti coerente con i valori della responsabilità sociale e dell’etica cattolica.
Anche sul fronte ambientale il percorso prosegue. Lo IOR ha accelerato la digitalizzazione dei processi grazie allo sviluppo della piattaforma di internet banking IORPortal e alla completa dematerializzazione degli archivi, riducendo del 37% gli acquisti di carta. Il programma di efficientamento energetico, l’impiego di fonti rinnovabili e il recupero integrale dei rifiuti prodotti completano una strategia orientata alla diminuzione dell’impronta ambientale dell’Istituto.
Il Rapporto di Sostenibilità 2025 restituisce così l’immagine di uno IOR sempre più orientato a coniugare solidità economica e responsabilità sociale. Un modello che punta a dimostrare come la finanza possa generare valore senza rinunciare ai principi etici, mettendo al centro la persona, la dignità umana e il bene comune. In un contesto in cui la sostenibilità è ormai una leva strategica per il sistema finanziario globale, l’Istituto rivendica la propria identità: fare banca, sì, ma secondo una visione che considera il profitto uno strumento al servizio della missione della Chiesa e non il suo fine ultimo.
Maria Trigila
