Calcio Catania / Il Parma chiude il sogno Coppa: al Tardini finisce 2-0

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Il sogno Coppa Italia del Catania si ferma al Tardini. Il Parma vince 2-0 grazie alla doppietta di Simone Lontani, a segno al 19′ e al 35′ del primo tempo, e conquista la qualificazione al turno successivo.

Un risultato che probabilmente dice anche qualcosa sulla differenza esistente oggi tra una squadra di Serie A e un Catania ancora in costruzione, ma che non può cancellare quanto di buono i rossazzurri avevano mostrato appena sei giorni prima a Vicenza.

Lì la squadra di Emilio Longo, pur dentro una situazione societaria complicata dalla vicenda fideiussione e con possibilità di scelta ridotte, aveva mostrato personalità, organizzazione e soprattutto la volontà di giocarsela fino alla fine, guadagnandosi ai rigori proprio la prestigiosa trasferta di Parma.

Stavolta il livello si è alzato

Longo parte ancora dal suo 4-3-3.

Davanti a Rinaldi trovano spazio Pagliai, Ierardi, Allegretto e Donnarumma; a centrocampo Corbari, Quaini e Jiménez; davanti Bruzzaniti e Cicerelli ai lati di Leonardi.

Il Parma risponde con una formazione giovane ma ricca di qualità e riesce soprattutto nel primo tempo a far pesare la categoria superiore. È Lontani a rompere l’equilibrio al 19′. Lo stesso attaccante trova il raddoppio sedici minuti più tardi.

Due gol in sedici minuti e partita indirizzata prima dell’intervallo.

Ed è probabilmente proprio questo il dato sul quale Longo dovrà lavorare maggiormente: quando il ritmo si alza, gli errori vengono puniti con una velocità completamente differente. Non è una bocciatura. È una fotografia.

Longo prova a cambiare qualcosa

Nella ripresa il tecnico interviene immediatamente inserendo Raimo e Liguori al posto di Donnarumma e Corbari.

Successivamente arrivano anche Di Tacchio e Caturano per Quaini e Leonardi, mentre nel finale trova spazio anche Perrotta al posto di Allegretto.

Segnale evidente della volontà di utilizzare la partita anche per allargare le verifiche su una squadra che non può ancora essere considerata definitiva.

Ed è proprio questo uno degli aspetti da non dimenticare.

Il Catania visto a Parma non sarà necessariamente quello che affronterà tutta la stagione.

Il mercato è ancora aperto, alcuni nuovi arrivati devono entrare completamente nei meccanismi dell’allenatore e la società deve ancora definire diverse situazioni sia in entrata sia in uscita.

(Photo by Luca Diliberto/LaPresse)
Quel concetto della “migliore versione”

Alla vigilia Longo aveva dato alla partita un significato preciso.

Aveva parlato di merito, del lavoro svolto dal gruppo e della necessità che ogni calciatore provasse quotidianamente a essere la migliore versione di se stesso. Parma, nelle parole del tecnico, era quasi un premio conquistato dal gruppo dopo il lavoro iniziato a Catania e proseguito nel ritiro di Norcia.

È un concetto coerente con quanto Longo aveva detto fin dal giorno della sua presentazione.

Il nuovo Catania deve essere costruito attorno a umiltà, ambizione, lealtà, cura e coraggio. E soprattutto deve provare a sviluppare un calcio propositivo, senza pensare che il solo nome del Catania sia sufficiente per vincere le partite.

Parma, da questo punto di vista, è stato probabilmente il test migliore che potesse capitare.

Perché contro un avversario tecnicamente superiore emergono pregi e difetti molto più chiaramente che durante un’amichevole estiva.

Tra Vicenza e Parma il primo Catania di Longo

Le prime due partite ufficiali consegnano quindi due fotografie differenti.

Vicenza aveva mostrato il carattere. Parma ha mostrato il lavoro che resta da fare. Non c’è contraddizione. Fa parte della costruzione di una squadra nuova.

Il vero errore sarebbe stato considerare la qualificazione ottenuta contro il Vicenza come la dimostrazione che tutto fosse già pronto oppure, all’opposto, trasformare adesso il 2-0 contro una formazione di Serie A in un ridimensionamento delle ambizioni rossazzurre. La verità probabilmente sta nel mezzo.

Questo Catania ha qualità interessanti, un’identità che Longo sta cercando di costruire e diversi calciatori che possono ancora crescere all’interno del nuovo sistema. Ma non è ancora un prodotto finito.

Adesso niente più alibi

La Coppa Italia finisce qui. E forse, considerando quale sia il vero obiettivo della stagione, non è necessariamente una cattiva notizia.

Da questo momento Longo potrà concentrare il lavoro sulla Serie C, mentre Fortunato Varrà avrà ancora il compito di completare e razionalizzare la rosa. C’è però un’altra partita che il Catania deve chiudere rapidamente: quella societaria.

La vicenda fideiussione ha già condizionato l’avvicinamento alla gara di Vicenza e ha creato inevitabile tensione attorno ad un progetto che, sul piano tecnico, sta invece provando a ripartire con idee differenti.

A questo punto bisogna mettere Longo e i suoi calciatori nelle condizioni di parlare esclusivamente attraverso il campo.

A Vicenza il Catania ha dimostrato di avere carattere. A Parma ha scoperto quanto ancora deve crescere.

Dal prossimo impegno, però, cambia tutto. Non ci sarà più il fascino della Coppa, non ci sarà più una squadra di Serie A dall’altra parte e non basterà più parlare di indicazioni positive. Arriveranno i punti.

E per un Catania costruito con l’ambizione di stare davanti a tutti, sarà quello il momento nel quale cominceranno davvero a contare risultati, continuità e capacità di trasformare le idee di Longo in vittorie.

La Coppa finisce a Parma. Il campionato, e il vero Catania di Longo, devono ancora cominciare.

Giovanni Rinzivillo