Dal 27 al 31 luglio, la Casa ODAR di Milo ha fatto da sfondo al Campo scuola di formazione spirituale, promosso dall’Ufficio Pastorale Scolastica della Diocesi di Acireale insieme al Centro Diocesano Vocazioni (CDV). Il tema di quest’anno è stato “InCammino… con Gesù che ci guarisce!”. Venti ragazzi di diverse parrocchie della Diocesi di Acireale hanno partecipato al campo scuola: un’intensa esperienza di crescita umana, relazionale e di fede.
A curarne l’organizzazione sono stati i referenti diocesani don Mario Camera e don Gaetano Pappalardo, insieme alle docenti prof.ssa Diletta Di Vita e prof.ssa Laura Spinello. Hanno strutturato un itinerario ricco e articolato, capace di toccare le diverse dimensioni della vita dei giovani.
Diocesi di Acireale / Il campo scuola sulle dimensioni della “guarigione”
Il concetto di guarigione è stato il filo conduttore del campo, proponendo ogni volta una declinazione differente. I partecipanti si sono confrontati con il valore della sofferenza, hanno vissuto la grazia della guarigione interiore nella Riconciliazione e hanno riflettuto sulla fragilità umana presente nelle corsie degli ospedali e nei luoghi di cura.
Il percorso si è arricchito anche del dialogo tra fede e mente, grazie all’intervento sul benessere psicologico curato dalla psicoterapeuta Maria Concetta Pappalardo e alla toccante testimonianza di don Alessandro Di Stefano, esorcista della Diocesi di Acireale. A custodire l’autenticità dell’esperienza sono stati i momenti di silenzio, gli spazi di deserto dedicati all’ascolto della Parola e la preghiera comunitaria, culminata nell’adorazione eucaristica animata dalla Comunità dell’Arca.
“Partecipo da diversi anni, credo sia la settima volta che faccio questo campo” condivide Salvatore. “È stata un’occasione, soprattutto in un momento un po’ difficile della mia vita, per meditare e riflettere sulla guarigione. La sua importanza nelle varie sfaccettature: quella fisica, quella mentale e quella spirituale”. Ciò che lo ha colpito maggiormente è stato che “anche la sofferenza e il dolore possono diventare occasione di cambiamento e di un nuovo inizio”.
Tra sentieri dell’Etna e vita di comunità
Oltre agli incontri di formazione, il campo è stato una vera esperienza di fraternità. Tra i momenti più suggestivi, l’escursione naturalistica sull’Etna lungo il sentiero “Monte Caliatu e Valle del Bove”, guidati dal professor Pippo Patti, docente di Scienze al Liceo Archimede di Acireale. “Ci tengo a inserire un’escursione nel programma del campo perché è lo specchio della vita. Un cammino condiviso in cui si rispetta il passo di ognuno, ci si sostiene a vicenda con lo sguardo rivolto alla meta e con qualcuno che ci guida. È una realtà di condivisione che è specchio del campo e della vita di tutti i giorni” commenta padre Gaetano Pappalardo.
La condivisione quotidiana ha permesso di stringere legami profondi tra i partecipanti. “Ci siamo divisi in turni per la cura e la pulizia degli ambienti, per la preparazione della liturgia e per la sistemazione della tavola. Così ciascuno di noi aveva un compito per il buon svolgimento delle attività” spiega una ragazza tra i giovani. “La sera poi abbiamo avuto la possibilità di conoscerci meglio attraverso dei giochi o delle conversazioni profonde nelle nostre stanze. Ci siamo divertiti un sacco ed è stato stupendo condividere questi giorni con persone che vivono la mia stessa fede”.
Un cammino che prosegue
Il campo si è concluso venerdì 31 luglio con la Celebrazione eucaristica, presieduta da Don Agostino Russo, Vicario generale della Diocesi di Acireale. A seguire, un importante momento di verifica e condivisione. L’esperienza di Milo non rimarrà infatti un evento isolato. Durante la mattinata conclusiva è già stato tracciato il calendario degli incontri mensili, con l’obiettivo di custodire e far fruttificare, lungo tutto il prossimo anno scolastico, i semi piantati in questi giorni.
“Da questo campo mi porto a casa tantissima energia, legami forti e una nuova luce per la mia fede. È stata un’esperienza bellissima che mi ha riavvicinata a Dio e mi ha arricchita tantissimo” esprime Marianna, giovane partecipante. “Torno con la voglia di mettere in pratica nella vita di tutti i giorni l’attenzione agli altri e lo spirito di gruppo che abbiamo vissuto qui”.
Sabrina Levatino
