Consitalia / Etna in eruzione: urge potenziare il sistema aeroportuale della Sicilia Orientale

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L’Associazione dei Consumatori rilancia la proposta di un piano permanente Catania-Comiso e apre un’altra questione: «Quando un rischio è conosciuto e si ripete negli anni, occorre comprendere perché determinate soluzioni strutturali non siano state ancora realizzate. Eventuali anomalie, omissioni, conflitti d’interesse o intrecci non conosciuti dall’opinione pubblica meritano, se ne ricorrono i presupposti, gli opportuni approfondimenti delle autorità competenti»

L’Etna continuerà a eruttare. La vera questione è capire se la Sicilia debba continuare, ogni volta, a comportarsi come se non fosse mai successo prima. È da questa considerazione che Consitalia – Associazione dei Consumatori d’Italia intende partire per promuovere un’iniziativa sulla continuità operativa del sistema aeroportuale della Sicilia orientale, raccogliendo e sostenendo anche proposte provenienti da cittadini, utenti, lavoratori, associazioni e categorie economiche.

Il tema non riguarda soltanto SAC o l’Aeroporto di Catania. Riguarda Regione Siciliana, ENAC, sistema aeroportuale, compagnie aeree, trasporto ferroviario e su gomma, Protezione Civile, enti territoriali e, più complessivamente, tutti i soggetti pubblici e privati che hanno responsabilità nella programmazione e nella gestione della mobilità di milioni di cittadini e turisti.

Ma Consitalia ritiene che sia arrivato il momento di aggiungere al dibattito una domanda ulteriore.
Se il problema è conosciuto da decenni, perché continuiamo ad affrontarlo prevalentemente come un’emergenza?

L’Etna è imprevedibile nei tempi, non nell’esistenza del rischio

Nessuno può pretendere di stabilire con largo anticipo giorno e ora della prossima eruzione capace di interferire con il traffico aereo.
Ma nessuno può neppure sostenere di ignorare l’esistenza del rischio. È questa distinzione che, secondo Consitalia, deve finalmente entrare nella programmazione pubblica.

L’attività dell’Etna e le possibili ricadute sulla navigazione aerea costituiscono una realtà conosciuta e monitorata. Di conseguenza autobus sostitutivi, collegamenti ferroviari straordinari, aeroporti alternativi, assistenza ai passeggeri e protocolli di comunicazione non dovrebbero essere inventati quando migliaia di persone sono già in difficoltà. Devono esistere prima.

Catania e Comiso: due aeroporti o un vero sistema?

Il primo interrogativo riguarda il rapporto tra Catania e Comiso. Da anni si parla di sistema aeroportuale della Sicilia orientale.
Ma un sistema è tale soltanto quando i suoi componenti possono realmente sostituirsi e supportarsi nelle situazioni di criticità.
Se Fontanarossa viene limitato dall’attività vulcanica, Comiso dovrebbe poter assorbire immediatamente una quota significativa e programmata del traffico.
Per farlo servono piazzole, personale, handling, infrastrutture, collegamenti terrestri e accordi preventivi con i vettori.

Consitalia chiede quindi che gli investimenti programmati per Comiso vengano ricondotti a un Piano pubblico di continuità aeroportuale Catania-Comiso, accompagnato da obiettivi, cronoprogramma, risorse impiegate e responsabilità chiaramente individuate.

Non basta sapere quanto si spende. Dobbiamo sapere quanto costa non fare nulla

Ogni interruzione significativa del traffico aeroportuale produce conseguenze che vanno molto oltre il perimetro dell’aeroporto.
Alberghi, ristorazione, autonoleggi, commercio, escursioni, servizi turistici, trasporto, business travel e intere filiere economiche possono subirne gli effetti.
Consitalia propone pertanto uno studio economico indipendente capace di quantificare il costo annuale delle interruzioni e delle limitazioni operative riconducibili al rischio vulcanico.
Il risultato dovrebbe essere pubblico. Perché soltanto confrontando il costo dell’inazione con quello della prevenzione sarà possibile stabilire quanto convenga realmente investire.

Un protocollo automatico prima dell’emergenza

Aeroporto di Catania
Aeroporto di Catania

Il secondo intervento dovrebbe essere un protocollo permanente e graduato. Quando gli organismi tecnico-scientifici competenti segnalano condizioni potenzialmente capaci di incidere sul traffico aereo, il sistema dovrebbe entrare progressivamente in funzione.
Preallerta dei vettori. Verifica immediata della capacità di Comiso. Pre-posizionamento dei mezzi. Predisposizione dei collegamenti alternativi. Informazione preventiva ai passeggeri. E, quando necessario, trasferimento programmato di una parte dei voli.

Non una riunione convocata per capire cosa fare, ma procedure già scritte che stabiliscano chi deve fare cosa, quando e con quali risorse.

Autobus e treni devono essere disponibili prima che servano

Consitalia propone accordi quadro preventivi con operatori ferroviari e società del trasporto su gomma per garantire collegamenti straordinari tra Catania, Comiso e Palermo.
Capacità, tariffe, modalità di attivazione e responsabilità economiche dovrebbero essere stabilite preventivamente.
Il passeggero con un volo cancellato o trasferito dovrebbe ricevere automaticamente, insieme alla comunicazione della compagnia, le istruzioni per raggiungere l’aeroporto alternativo e, quando previsto, il relativo voucher di viaggio.
Il cittadino non può essere trasformato nel coordinatore della propria emergenza.

Una sola cabina informativa

Altrettanto importante è la comunicazione. Durante una crisi aeroportuale devono esistere informazioni univoche e verificabili.
Consitalia propone una piattaforma digitale unica, multilingue e aggiornata in tempo reale, collegata ai diversi soggetti del sistema.
Il passeggero deve poter sapere immediatamente: il mio volo parte? Da dove? Come raggiungo l’altro aeroporto? A che ora? Chi sostiene il costo? A chi devo rivolgermi?

Domande elementari alle quali un sistema moderno deve poter rispondere senza costringere migliaia di persone a cercare informazioni frammentarie tra siti internet, social network e call center.

Ma c’è un’altra questione: perchè non è stato fatto prima?

Ed è proprio qui che Consitalia ritiene necessario compiere un passo ulteriore.
Se il rischio è conosciuto; se gli episodi sono ricorrenti; se le conseguenze economiche possono essere rilevanti; se esistono strumenti tecnologici e organizzativi capaci almeno di attenuarne gli effetti, allora diventa legittimo chiedere:
perché determinate soluzioni strutturali non sono state ancora realizzate o pienamente attuate?

La domanda non contiene un’accusa. Ma non può neppure essere liquidata come una semplice polemica.
Occorre comprendere se nel corso degli anni siano esistiti ritardi, inefficienze, sovrapposizioni di competenze, decisioni non attuate o eventuali anomalie amministrative.

E occorre anche verificare, ove emergessero elementi concreti, se possano essere esistiti interessi, conflitti o intrecci economici e societari non conosciuti dall’opinione pubblica, capaci eventualmente di avere inciso sulle scelte riguardanti lo sviluppo coordinato degli aeroporti siciliani e dei relativi sistemi di collegamento.
Sono interrogativi. E proprio perché sono interrogativi devono essere affrontati attraverso documenti, dati e atti amministrativi, non attraverso sospetti.

Un segnale anche agli organi di controllo

Consitalia ritiene che la trasparenza rappresenti la migliore tutela tanto per i cittadini quanto per gli amministratori e gli operatori che hanno agito correttamente.
Per questa ragione l’Associazione auspica che, qualora dalla ricostruzione degli atti dovessero emergere circostanze meritevoli di approfondimento, gli organi amministrativi, contabili e, ove ne ricorrano i presupposti, l’Autorità giudiziaria possano compiere le verifiche di rispettiva competenza.

Non spetta a un’associazione di consumatori formulare anticipatamente giudizi di responsabilità penale. Spetta però alla società civile segnalare problemi, chiedere documenti e pretendere risposte. Ed esiste una ragione ulteriore per farlo adesso.

Dopo anni di eventi vulcanici e ripetute ripercussioni sull’operatività aeroportuale, la conoscenza del problema costituisce ormai un dato pubblico. Da questo momento in avanti sarà sempre più difficile sostenere che il rischio organizzativo non fosse conosciuto o conoscibile.
Ciò non significa automaticamente responsabilità giuridica o penale, che può essere accertata esclusivamente dagli organi competenti e caso per caso.
Significa però che nessuno potrà seriamente affermare che il problema non fosse stato posto.

Domani non si possa dire: “non sapevamo”

È questo il messaggio istituzionale che Consitalia vuole consegnare anche agli enti competenti. Non una minaccia. Non un’accusa.
Ma una presa d’atto.

Il problema esiste ed è conosciuto. Esistono eventi ricorrenti. E conseguenze per migliaia di passeggeri. Esistono ripercussioni economiche sul territorio. Esistono possibili soluzioni organizzative.

Da oggi esiste anche una richiesta pubblica affinché queste soluzioni vengano valutate e affinché siano ricostruite le ragioni per le quali, fino ad oggi, non sia stato realizzato un sistema strutturale sufficientemente efficace.

Per questo, qualora in futuro dovessero emergere fatti aventi rilevanza amministrativa, contabile o penale, non dovrebbe essere possibile ridurre tutto alla formula: “non sapevamo”, “non immaginavamo”, “non pensavamo che potesse accadere”.

Naturalmente la conoscenza generale di un problema non equivale alla conoscenza di un illecito, né può da sola fondare una responsabilità. Ma impone almeno una cosa: verificare, programmare e documentare ciò che viene fatto.

Consitalia propone un osservatorio permanente

Consitalia propone quindi l’istituzione di un Osservatorio permanente sulla continuità aeroportuale e sulla tutela degli utenti della Sicilia orientale, aperto alle associazioni dei consumatori, alle categorie produttive, ai rappresentanti dei lavoratori e agli altri soggetti interessati.
L’Osservatorio dovrebbe monitorare:

  • episodi di limitazione o chiusura degli aeroporti;
  • voli e passeggeri coinvolti;
  • tempi di ripristino;
  • funzionamento dei trasporti alternativi;
  • investimenti programmati e realizzati;
  • finanziamenti pubblici destinati alle infrastrutture;
  • tempi di attuazione degli interventi;
  • reclami e disservizi segnalati dagli utenti.

I risultati dovrebbero essere periodicamente pubblicati.

Consitalia è inoltre disponibile a sostenere e coordinarsi con altre iniziative analoghe promosse da associazioni, cittadini, organizzazioni sindacali, categorie economiche e realtà territoriali, affinché una questione di queste dimensioni non venga trasformata in una battaglia di appartenenza.

Prima della prossima eruzione

L’obiettivo non è impedire all’Etna di eruttare.
È impedire che ad ogni eruzione significativa corrisponda automaticamente una crisi dei trasporti.
Catania e Comiso devono diventare concretamente un sistema.
I trasporti alternativi devono essere contrattualizzati prima dell’emergenza.
L’informazione deve essere centralizzata.
I passeggeri devono essere assistiti.
Gli investimenti devono essere monitorati.
Le responsabilità organizzative devono essere individuate.

E laddove documenti e fatti facessero emergere anomalie, ciascuna autorità dello Stato dovrà esercitare le proprie competenze senza zone d’ombra.
Consitalia non formula accuse e non anticipa conclusioni che spettano esclusivamente agli organi competenti.
Formula però una richiesta molto precisa:
aprire gli atti, ricostruire le decisioni, verificare gli investimenti, individuare ciò che non ha funzionato e costruire finalmente un sistema permanente di prevenzione.

Perché la prossima eruzione arriverà. E quando arriverà, una cosa almeno dovrà essere chiara: questa volta nessuno potrà dire che il problema non era conosciuto. 

 

Fabio Micalizzi
presidente Consitalia