Campomaggiore Vecchio / I Ruderi della città dell’utopia

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Campomaggiore Vecchio

Tra le campagne della Basilicata, tra le Dolomiti Lucane, esiste un luogo che porta l’esempio di innovazione, uguaglianza e un destino tragico. Parliamo dei Ruderi di Campomaggiore Vecchio, un luogo in cui tempo si è fermato, ed conosciuto in tutta Italia come la Città dell’Utopia, in provincia di Potenza, in Basilicata.

I Ruderi della città di Campomaggiore Vecchio

La storia del borgo ha inizio nel 1741, quando il feudo passò nelle mani del conte Teodoro Rendina. In un’epoca dominata dalla violenza e dall’avidità, il conte immagina un modello di convivenza diverso, influenzato dalle teorie sociologiche e utopistiche di Tommaso Campanella e Robert Owen. Questo borgo fu costruito per garantire una vita quotidiana a tutti i suoi abitanti, prima che la natura ne segnasse la fine. A ogni famiglia venivano assegnati un lotto di terreno e il legname necessario per costruire la propria abitazione. Nel borgo vigeva un codice etico avanzato per l’epoca, in cui era vietato mendicare, era proibito l’uso delle armi ed era garantita un’assistenza agli anziani e agli orfani.

La tragedia del Conte Cutinelli

Fu il nipote di Teodoro, il conte Conte Cutinelli Rendina, a governare negli anni successivi la città dei Ruderi di Campomaggiore Vecchio. Un uomo visionario e benvoluto dalla comunità, continuò ad ampliare il paese dotandolo di una grande piazza e potenziando le infrastrutture. Tuttavia, un evento scosse la comunità ed è ricordato ancora oggi dalla memoria popolare come il primo presagio negativo sulla città. Durante una battuta di caccia o un’ispezione dei possedimenti, il conte Cutinelli perse il controllo del suo cavallo, e la sua caduta fu fatale da causarne la morte sul colpo.

ruderi di Campomaggiore

La scomparsa improvvisa del suo mecenate lasciò il borgo sgomento e privo della sua guida più carismatica, gettando un’ombra di inquietudine sul futuro dell’utopia lucana. La storia di Campomaggiore finì in seguito alla frana del 2 febbraio 1885, preceduta da intense scosse sismiche e prolungate precipitazioni che destabilizzarono il fragile terreno argilloso su cui sorgeva l’abitato. L’intero versante collinare iniziò a scivolare lentamente verso il fiume Basento. Il lento movimento della terra consentì a tutti i cittadini di evacuare in tempo, salvando la vita ma perdendo ogni bene. Gli abitanti abbandonarono per sempre le loro case perfette e rifondarono il paese più in alto, dove oggi sorge Campomaggiore Nuovo. In poche settimane, la Città dell’Utopia si trasformò in un borgo fantasma.

I resti dei Ruderi della città di Campomaggiore Vecchio

Esplorando il sito si incontrano i resti del Palazzo Baronale, antica dimora dei Rendina di cui si conservano le imponenti mura perimetrali e gli archi della facciata, per poi arrivare  alla Piazza Grande, il centro su cui un tempo affacciavano i servizi pubblici e la chiesa di Santa Maria del Carmine. Camminando tra i sentieri si incrociano delle vecchie scacchiere abitative, concreta testimonianza dell’esperimento contadino, mentre durante la stagione estiva il sito prende vita con gli spettacoli della Città dell’Utopia, svolti su un parco scenografico all’aperto che trasforma le rovine con luci, eventi multimediali e rappresentazioni dal vivo per far rivivere la storia del conte e dei suoi abitanti.

Castelmezzano

Le Dolomiti Lucane, tra Pietrapertosa e Castelmezzano

Le Dolomiti Lucane, un rilievo montuoso situato nel cuore della Basilicata che deve il suo nome alle guglie e creste rocciose che ricordano i celebri picchi alpini. Le origini risalgono a ben oltre 15 milioni di anni fa, e queste imponenti vette di roccia arenaria modellata dagli agenti atmosferici avvolgono il paesaggio con forme insolite, alle quali la tradizione popolare ha attribuito nomi evocativi come l’Aquila Reale o l’Anudata.

Incastonati in questo scenario fiabesco sorgono i borghi di Pietrapertosa e Castelmezzano, arrampicati direttamente sulla nuda roccia e riconosciuti tra i più belli d’Italia. Oltre ad offrire panorami mozzafiato e sentieri immersi nella natura come il Sentiero delle Sette Pietre, le Dolomiti Lucane sono oggi famose in tutto il mondo per il Volo dell’Angelo, un’adrenalinica zip-line che permette di sfrecciare tra le due vette sospesi a oltre 400 metri d’altezza.

Alessio Piro