Libri / “La legge della musica” svela come funziona il music business

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La legge della musica

Cosa significa davvero firmare un contratto discografico? Qual è la differenza tra un editore musicale e una casa discografica? Chi possiede i master? E come funzionano il diritto d’autore, le royalties, le licenze, la distribuzione, il booking e il live?
È per rispondere a queste (e a molte altre) domande che Paolo Catalano ha scritto “La legge della musica – Contratti, diritti e business nell’industria musicale moderna”, il nuovo volume edito da Egea e dal 4 settembre in libreria.

Come riporta una nota stampa – avvocato specializzato in diritto d’autore e music business, Catalano si rivolge soprattutto ad artisti, autori, producer, giovani professionisti e aspiranti addetti ai lavori, ma anche a chiunque voglia comprendere meglio gli “spartiti” dell’industria che si muove dietro ogni canzone.

Oggi più che mai, infatti, la musica non è soltanto passione, creatività e spettacolo, ma anche e soprattutto un’industria globale nella quale convivono interessi artistici, economici e giuridici. Catalano la racconta attraverso i suoi tre pilastripublishing, discografia e musica dal vivo – e le molte figure che vi operano. Dalle basi dell’editoria musicale ai contratti discografici, dagli accordi per il live alle nuove dinamiche dello streaming, il volume offre una visione d’insieme dei ruoli e dei diritti. E delle relazioni che accompagnano una canzone dalla scrittura al palco, passando per la pubblicazione e la distribuzione.

La legge della musica / Un linguaggio chiaro che accompagna una canzone dalla scrittura al palcoLa legge della musica

Le regole del music business prendono così forma attraverso casi celebri e spesso sorprendenti. Dalla scelta di Taylor Swift di registrare nuovamente gran parte del proprio catalogo per recuperare di fatto il controllo commerciale delle sue canzoni, dopo che i master erano passati nelle mani di Scooter Braun. Alla controversia editoriale nata dalle somiglianze tra Get Free di Lana Del Rey e Creep dei Radiohead.
E poi la campagna Levi’s costruita intorno a Levii’s Jeans di Beyoncé e Post Malone, i tour di Olly e dei Club Dogo ampliati dopo una domanda molto superiore alle previsioni e persino i cosiddetti rider, le liste di richieste tecniche, logistiche e di accoglienza che gli artisti consegnano agli organizzatori dei concerti: dagli M&M’s senza quelli marroni dei Van Halen fino alla replica del Duomo di Milano che, secondo il racconto riportato nel volume, Kanye West avrebbe voluto per il concerto mai realizzato a Campovolo.

Il libro nasce dall’incontro tra la competenza legale dell’autore e la sua conoscenza diretta di studi di registrazione, artisti, autori e producer. Utilizzando un linguaggio chiaro, Catalano rende accessibili concetti che spesso appaiono distanti dal mondo creativo.
Non un manuale per giuristi, né un sostituto del confronto con un professionista specializzato.
La legge della musica” è una guida per capire che cosa si cela dietro le clausole. Quali conseguenze può avere una firma e quali domande porre prima di prendere le decisioni che contano.

“Ho sempre pensato che chi vuole fare della musica il proprio lavoro debba conoscere a fondo la materia. Se vuole ottenere il meglio per sé e le persone attorno a sé”, scrive Catalano. Spero che questo libro sia un primo passo in quella direzione. Soprattutto, spero che aiuti a chiarire che la musica è una cosa seria e non per forza un passatempo. E’ un’industria ramificata, solida e globale, che muove miliardi di dollari e offre opportunità concrete a chi le sa cogliere”.

L’autore Paolo Catalano

Paolo Catalano, avvocato esperto di tematiche legate alla proprietà intellettuale, si occupa di diritto d’autore e music business. Assiste artisti, autori, produttori, manager, editori e imprese dell’industria musicale nella negoziazione e gestione dei rapporti contrattuali del settore. Svolge inoltre attività di docenza e formazione sui temi del diritto della musica e del music business.