Italvolley / I segreti di un movimento che dall’Italia si conferma al vertice della pallavolo mondiale

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Il movimento della pallavolo in Italia è una delle realtà sportive più vincenti, radicate e organizzate dell’intero panorama nazionale e globale. Disciplinato dalla Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV), fondata nel 1946, conta centinaia di migliaia di tesserati (con una netta predominanza femminile) e milioni di praticanti amatoriali. Vediamo quali sono i pilastri fondamentali sui quali poggia l’intero movimento del volley in Italia, caratterizzato da investimenti su infrastrutture e vivai.

Il movimento della pallavolo in Italia

Gli investimenti nei vivai: i giovani al centro

L’investimento nei vivai giovanili e lo scouting sul territorio rappresentano la vera formula magica del miracolo pallavolistico italiano, garantendo il continuo ricambio generazionale per le nazionali. La Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) gestisce questo settore non più solo come un’attività promozionale, ma attraverso una strategia finanziaria strutturata per blindare e valorizzare i giovani talenti.

Alla fine degli anni ’90, l’attuale commissario tecnico della Nazionale femminile italiana Julio Velasco ha ideato il Club Italia, una sorta di cantera federale che funge da accademia permanente d’élite. Nell’ottica di questo progetto, la FIPAV individua le atlete più promettenti del Paese, le riunisce in un unico team e consente loro di allenarsi con uno staff federale di primissimo ordine; il progetto richiede un impegno finanziario stimato di circa 700.000 euro a stagione.

Per stimolare la crescita reale ed evitare che i giovani talenti rimangano relegati a competizioni solo giovanili, il Club Italia partecipa direttamente ai campionati nazionali di Serie A. Per la stagione in corso, il roster (composto da atlete giovanissime nate tra il 2008 e il 2009) gioca le proprie gare interne al PalaRaschi di Parma nel campionato di Serie A2. Questo modello ha già sfornato pilastri storici della Nazionale, tra cui Paola Egonu, Alessia Orro e Anna Danesi.

nazionale pallavolo femminile nations league 2024Incentivi diretti e meritocrazia per i club

La Federazione eroga contributi economici sostanziosi per le società private che dimostrano di puntare sui giovani talenti. La FIPAV ha, infatti, stanziato un fondo specifico che distribuisce tra i 20.000 e i 30.000 euro ciascuno ai 20 club italiani storicamente più attivi e vincenti nella crescita dei settori giovanili. Per combattere il fenomeno delle “panchine d’oro” – caratteristica peculiare, per esempio, del calcio, in cui spesso si vedono giocatori il cui valore di cartellino supera talvolta anche i 100 milioni sedere comodamente in panchina – i club di serie nazionale che schierano i giovani indicati dal settore tecnico federale in almeno il 70% delle partite stagionali ricevono robusti incentivi finanziari diretti. L’obiettivo del presidente federale Giuseppe Manfredi è chiaro: fare in modo che i giovani siano i veri protagonisti in campo e non solo terze opzioni.

Le regole per tutelare gli investimenti economici riguardano anche le piccole società dilettantistiche, cioè le ASD di provincia che scoprono i talenti. Sono stati, infatti, introdotti i premi di tesseramento e di compensazione, per cui quando un grande club di SuperLega o Serie A1 preleva un giocatore cresciuto in un piccolo vivaio locale, è obbligato a pagare un contributo economico alla società d’origine. In questo modo, i soldi spesi per crescere un atleta ritornano alla base del movimento, che può continuare a finanziare palestre, attrezzature e tecnici per i bambini del territorio.

simone giannelliInfrastrutture: ammodernamento e riqualificazione urbanistica

Il capitolo infrastrutture rappresenta una delle priorità assolute per la FIPAV. Per colmare la storica carenza di impianti idonei e sostenere la crescita del movimento della pallavolo in Italia, sono stati avviati progetti strategici supportati da solidi impegni finanziari. Al fine di promuovere la riqualificazione urbana, la Federazione ha siglato una partnership istituzionale vincolante con Invimit SGR: l’obiettivo è quello di individuare e riconvertire aree urbane pubbliche dismesse e sottoutilizzate su tutto il territorio nazionale per trasformarle in palazzetti e centri polifunzionali moderni, pensati su misura per il volley e per la comunità locale.

Inoltre, nel corso del 2026, la FIPAV ha stretto un accordo operativo con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) per lanciare un modello infrastrutturale standardizzato e replicabile, chiamato Volley Box. Si tratta di un modulo architettonico ecosostenibile, flessibile e a basso impatto energetico, progettato appositamente per le esigenze delle periferie: grazie a questo modello, anche le società dilettantistiche hanno la possibilità di costruire una palestra da zero, garantendo al contempo standard tecnici perfetti per il gioco (per esempio l’altezza del soffitto o i materiali della superficie di gioco) senza dilatare eccessivamente i tempi di costruzione.

Alessandro Puglisi