Vaticano / Lo IOR e i principali protagonisti della finanza vaticana

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La finanza in Vaticano si muove oggi all’interno di un sistema strutturato di regole, trasparenza e vigilanza. Anche quest’anno è stato pubblicato in totale trasparenza il Rapporto annuale dell’Istituto per le opere di religione, in passato spesso considerato erroneamente la Banca del Vaticano. Prima di entrare nei dettagli dell’Istituto cerchiamo di fare chiarezza fra le varie istituzioni finanziarie ed enti di controllo del Vaticano. I principali “protagonisti” sono lo IOR, l’APSA, l’ASIF, e il consiglio per l’Economia.

Finanza in Vaticano / Cos’è lo IOR

Lo IOR è un ente finanziario che ha lo scopo di offrire servizi finanziari e di pagamento destinati esclusivamente alla Chiesa Cattolica nel mondo. Possono aprire un conto solo particolari categorie fra i quali Enti della Santa Sede, Enti Religiosi, Membri del clero, sacerdoti, parrocchie, diocesi, dipendenti o residenti nella città del Vaticano. Di fatto lo IOR oggi non è una banca commerciale che offre servizi al pubblico, ma un istituto finanziario al servizi della Chiesa Cattolica con forti vincoli e stringenti regole.

APSA, ASIF e Consiglio per l’Economia

L’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) rappresenta una sorta di “Banca centrale” Vaticana che gestisce ed amministra i fondi pubblici, i beni immobiliari e gli investimenti sovrani. Di fatto oggi l’APSA ha centralizzato tutti i fondi e gli investimenti Vaticani. La differenza principale fra le due istituzioni è importante, in quanto mentre l’APSA ha la gestione del patrimonio dello stato del vaticano, lo IOR è il braccio operativo dove avvengono le transazioni finanziarie gestite dall’APSA.

L’ASIF Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria è l’organismo di vigilanza e controllo finanziario del Vaticano (una sorta di  Banca d’Italia), con potere ispettivi presso lo IOR. E traccia le linee guida sulle normative e le procedure anti riciclaggio a cui deve attenersi anche  L’APSA.  Di recente Papa Leone XIV ha riorganizzato la governance dell’ASIF cambiandone anche lo Statuto con l’obiettivo di incrementare l’efficienza operativa.

In ultimo il Consiglio per L’Economia il quale è l’organo supremo di indirizzo e supervisione delle politiche economiche e finanziarie della Santa Sede, una sorta di Ministero del Tesoro che oltre a determinare la strategia finanziaria approva le spese e vigila sulle attività di IOR e APSA.

I numeri del bilancio

Fatte queste doverose premesse, atte a capire meglio il contesto finanziario dove si muove Lo IOR, torniamo al Rapporto pubblicato di recente. Innanzi tutto cominciamo a dare qualche numero sull’istituto, che ha circa 5,9 miliardi di euro di risorse in gestione, circa 12.000 clienti sparsi in 112 nazioni differenti, 115 dipendenti il quale ha chiuso l’ultimo bilancio con un utile complessivo di 51 milioni di euro. Il suo motto è “Al servizio della Chiesa Cattolica nel Mondo”. Cosa fa in pratica lo IOR? A parte gli investimenti finanziari scelti con rigorosa aderenza ai principi etici della Chiesa Cattolica, lo IOR si occupa anche di “opere di carità spiccia” come citato da Mons. Ricca (prelato dell’Istituto) fra le quali: “rispondere alle richieste di bisogno di pagamenti per pagamenti di affitti arretrati, visite mediche specialistiche, aiuto alle persona con varia dispabilità, pagamento di bollette luce e gas”.

La svolta della trasparenza

Nella relazione il presidente del consiglio di sorveglianza (dott. De Franssu) cita la trasformazione dell’istituto avvenuta negli ultimi dodici anni, fra le quali l’introduzione di un chiaro sistema di governance e di controllo sotto la supervisione dell’ASIF e dei revisori esterni. Il recepimento delle procedure anti riciclaggio ai quali l’istituto si è conformato ricevendo da Moneyval un punteggio di compliance elevato. La chiusura di accordi fiscali con vari paesi per garantire la massima trasparenza e la chiusura di migliaia di conti correnti che non soddisfacevano i criteri di ammissibilità.

Fine dell’era opaca: circuito SEPA, finanza etica e recupero dei fondi

Ma soprattutto è stato posto fine in modo decisivo all’era dello IOR come paradiso Fiscale. Oggi lo IOR è entrato nel sistema SEPA (sistema di pagamento paneuropeo che gli permette di collaborare in efficienza con le principali banche mondiali). L’istituto del Vaticano si è dotato di un sistema di investimento trasparente e rigoroso fondato sui principi della fede cattolica (quindi solo investimenti di finanza etica). Produce anche un report di sostenibilità. Negli anni è riuscito a recuperare ingenti somme da terzi che in passato avevano abusato finanziariamente dell’istituto e sta continuando presso le aule dei tribunali a recuperare quanto dovuto. Oggi lo IOR si configura come un braccio operativo moderno al servizio degli obiettivi della Chiesa Cattolica nel Mondo.

Gianfranco Castro