Teatro Città / “Un traditore in giallo” per ridere e riflettere con gli attori dell’Upgc

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gli interpreti con il regista Alfio Vecchio

Nell’ambito della rassegna “Teatro Città”, organizzata dal Comune di Acireale e ospitata nella piazza Alfio Grassi, si sono esibiti gli attori del Laboratorio di Teatro della Università popolare Giuseppe Cristaldi. I quali hanno rappresentato la commedia brillante in due atti “Un traditore in giallo“, liberamente tratta dal testo di Camillo Vitti “La Rosa gialla“.

La compagnia ha voluto aderire al nuovo progetto dell’Amministrazione comunale, che ha offerto uno spazio importante alle realtà teatrali locali, cercando di valorizzare l’impegno e il lavoro che questi attori portano avanti. La rassegna costituisce un valido contributo per mantenere viva la tradizione teatrale, in modo particolare, quella acese.

Rita Giadone Carmen D'Anna Lella Costa Anna Cavallaro
Rita Giadone, Carmen D’Anna,Lella Costa e Anna Cavallaro

Questa rassegna ha rappresentato, anche, un’occasione per il pubblico di conoscere le compagnie teatrali locali. Gli attori che hanno interpretato “Un traditore in giallo“ sono stati: Saro Bella, Pietro Cami, Anna Cavallaro, Lella Costa, Carmen D’Anna, Terenzio Falcotti, Rita Giadone e Mario Liggeri. Direttore di scena Saro Bella; direttore del palcoscenico Lella Costa; scenotecnico Gaetano Torre. Coordinatrice generale Rosa Barbagallo. Aiuto regista Carmen D’Anna. Regia di Alfio Vecchio.

L’opera “Un traditore in giallo” è una commedia che prova a darci una lezione sulla fragilità del giudizio umano e sui pregiudizi. Sappiamo che il teatro, da sempre, è cultura perché riesce a descrivere, attraverso lo svolgersi delle vicende dei suoi protagonisti, i vizi e le virtù presenti in tutte le società. Anche con lo scorrere del tempo e cambiando usi e costumi, l’uomo, in fondo, rimane sempre uguale a sé stesso.Laboratorio di teatro Università popolare Cristaldi

Questo accade in tutti gli ambiti sociali. “Un traditore in giallo”, infatti, viene collocato in un ambiente, un condominio, assolutamente rispettabile, ma che si lascia coinvolgere nel giudizio, prima, e nel pettegolezzo, dopo. Una donna cresce un bambino, apparentemente, da sola e senza un padre. Le signore del condominio hanno sempre gli occhi e, soprattutto la lingua, puntati verso di lei fino a quando, la sfortunata madre non riesce ad insinuare un dubbio sulla paternità, puntando il dito su ognuna delle condomine e sui rispettivi mariti.

Da qui il sospetto e gli equivoci che fanno ribaltare la situazione e, da indagatrici, le signore diventano protagoniste dello “scandalo”. Alla fine, come solo il teatro sa fare, si scioglie il bandolo della matassa e ogni cosa si rimette al posto giusto. Il tutto tra battute leggere ed esilaranti.

Al pubblico non rimane che chiedersi se sia sempre il caso di giudicare e condannare senza prima conoscere il vero svolgersi degli eventi.
Gli interpreti del Laboratorio di Teatro della Università popolare Giuseppe Cristaldi sono stati bravi a tenere la scena. E fino all’ultimo hanno saputo tenere il pubblico con il fiato sospeso fino allo svelarsi della verità.

 

 Mariella Di Mauro