Green governance / Germanà: «L’Università trasformi la conoscenza in opportunità per i Nebrodi»

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Castello Gallego Sant'Agata di Militello

Portare l’Università dentro il territorio e, al tempo stesso, fare entrare le esigenze delle comunità nella ricerca. È lungo questa duplice direttrice che i Nebrodi possono diventare un laboratorio nel quale conoscenza scientifica, tutela ambientale e sviluppo sostenibile trovino una concreta sintesi.

A indicare questa prospettiva è il prof. Antonino Germanà, prorettore al Diritto allo Studio dell’Università degli Studi di Messina, tra i protagonisti del Seminario di Alta Formazione “La green governance delle aree protette tra diritto, storia e scienze sociali”. In programma sabato 12 settembre al Castello dei Principi Gallego di Sant’Agata di Militello.
L’appuntamento, promosso dalla Società Italiana del Dottorato di Ricerca (Sidri), riunirà Atenei, studiosi, amministratori e rappresentanti del territorio attorno alle prospettive future delle aree protette.

Germanà: ricerca, istituzioni e comunità locali

Prof Antonino Germanà
Prof Antonino Germanà

Per il prof. Germanà, il ruolo dell’Università non può esaurirsi nella produzione della conoscenza. «L’Università ha il compito di creare un collegamento concreto tra ricerca scientifica, istituzioni e comunità locali», sottolinea, richiamando la funzione dell’Ateneo quale «ponte tra sapere accademico e territorio. In un’area dal rilevante patrimonio ambientale come quella nebroidea, la ricerca può mettere competenze e progettualità al servizio delle comunità, contribuendo alla tutela della biodiversità, alla diffusione della cultura della sostenibilità e all’individuazione di risposte innovative alle sfide ambientali».

Il passaggio decisivo è proprio quello dalla conoscenza all’azione. Studi, progetti e occasioni di confronto possono favorire il dialogo tra i diversi attori e, nelle parole di Germanà, «trasformare la conoscenza scientifica in opportunità di crescita e sviluppo sostenibile».

Una relazione che coinvolge direttamente anche gli studenti. L’interdisciplinarità proposta dal seminario consente infatti di misurarsi con questioni ambientali che non possono essere affrontate attraverso un unico sapere. «Occasioni come questa offrono ai giovani la possibilità di confrontarsi con studiosi, istituzioni e realtà del territorio, collegando la formazione accademica all’esperienza concreta», evidenzia Germanà. Una formazione, dunque, che esce dalle aule e incontra i luoghi nei quali le conoscenze acquisite sono chiamate a misurarsi con problemi e prospettive reali.

Green governance / I Nebrodi dentro reti di ricerca più ampie

La presenza dell’Università assume anche un’altra valenza: rafforzare la capacità del comprensorio nebroideo di aprirsi verso l’esterno, facendo conoscere il proprio patrimonio ambientale, culturale e sociale e creando nuove collaborazioni.

Germanà considera infatti iniziative di questo genere importanti, non soltanto per consolidare il rapporto tra Ateneo e territorio. Ma anche per inserire i Nebrodi «in reti di ricerca e confronto di respiro nazionale e internazionale».

Salvatore Sanna assessore alla cultura
Salvatore Sanna, assessore alla Cultura

È una prospettiva che trova in Sant’Agata di Militello un luogo particolarmente significativo. La città si colloca tra la costa tirrenica e l’entroterra nebroideo. In tal contesto, il seminario pone al centro del confronto il rapporto tra patrimonio naturalistico e culturale, ricerca, istituzioni e sviluppo delle comunità. Anche la scelta del Castello dei Principi Gallego, quale sede dell’incontro, contribuisce a rendere visibile questa connessione tra cultura, paesaggio e territorio. Le stesse direttrici sulle quali si muovono le politiche culturali locali e rispetto alle quali l’assessore alla Cultura Salvatore Sanna, componente del Comitato scientifico dell’iniziativa, condivide il comune sentire istituzionale che accompagna l’appuntamento. La sua presenza nel Comitato scientifico è indicata nel programma dell’evento.

Bertolino: «Dalla tutela come vincolo alla tutela come opportunità»

Sul rapporto tra ambiente e prospettive di crescita interviene anche Tancredi Bertolino, consigliere nazionale Sidri e componente del Comitato organizzativo. Egli ha individuato uno dei nodi della green governance nel superamento di una concezione esclusivamente prescrittiva della protezione ambientale.

«Il punto focale è rappresentato dal concetto di tutela ambientale e, più nello specifico, dal passaggio da vincolo a opportunità – osserva Bertolino –. Le normative green non dovrebbero essere percepite soltanto come regole alle quali adempiere; bensì, diventare parte di una scelta consapevole di sviluppo futuro». Un cambiamento culturale prima ancora che amministrativo, che Bertolino sintetizza nel passaggio dall’adempimento a una «volontaria necessità».

E proprio la consapevolezza diventa uno dei presupposti, affinché tutela e crescita possano procedere insieme. In questo processo, secondo il consigliere nazionale, realtà associative come Sidri possono contribuire a creare occasioni di confronto e connessioni tra soggetti differenti.

Un ponte tra ricerca e Aree Interne

dott Tancredi Bertolino
Dott. Tancredi Bertolino

Il secondo asse individuato da Bertolino riguarda il rapporto tra mondo della ricerca e Aree Interne. L’esperienza maturata in Sidri, associazione che punta anche a costruire un «ponte fra accademia e mondo del lavoro», gli consente di evidenziare la necessità di superare collaborazioni episodiche e costruire invece rapporti stabili.

Da una parte, la ricerca è chiamata a individuare progettualità «pratiche» e innovative. Dall’altra, «le Aree Interne possono offrire alla comunità scientifica questioni, bisogni e ambiti di studio sui quali concentrare analisi e progettazione». Uno scambio reciproco, quindi, nel quale il territorio non è soltanto destinatario della ricerca, ma può diventare esso stesso generatore di conoscenza e innovazione.

È in questa direzione che Bertolino attribuisce un valore specifico all’appuntamento santagatese: «Momenti d’incontro come quello previsto per il prossimo 12 settembre 2026 diventano un’occasione fondamentale per perseguire tali obiettivi».

Il 12 settembre il confronto passa dalla teoria al territorio

Il seminario prenderà avvio alle 8.30 e vedrà, tra gli altri, gli interventi istituzionali del sindaco Bruno Mancuso, del presidente del Parco dei Nebrodi Domenico Barbuzza, dello stesso Antonino Germanà, del presidente e del vicepresidente Sidri Antonio De Lucia e Claudio Costantino, del direttore del Dipartimento Scipog Alessandro Morelli e del coordinatore del Dottorato Scipog Giovanni Moschella. Seguiranno la sessione scientifica e, dalle 11.45, la tavola rotonda “I Nebrodi tra parco e area interna”.

Tra gli interventi preordinati, si ricordano le relazioni delle professoresse Vittoria Calabrò, Antonietta Lupo ed Enza Pelleriti, dell’Università degli Studi di Messina. Ad arricchire ulteriormente il parterre accademico saranno i professori Jacopo Torrisi, dell’Università Kore di Enna, ed Enrico Lanza, dell’Università degli Studi di Catania.

Come partecipare al seminario

Il seminario “Green governance delle aree protette” è rivolto a laureati magistrali, dottorandi, dottori di ricerca e ricercatori accademici interessati ai temi affrontati. Per partecipare è possibile registrarsi scrivendo all’indirizzo: seminario.sidri@gmail.com, indicando la propria affiliazione accademica.
A sostenere l’impianto dell’iniziativa è un Comitato scientifico interdisciplinare, che riunisce docenti universitari, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e del territorio, affiancato da un Comitato organizzatore, composto in larga parte da giovani studiosi e dottori di ricerca.

Del Comitato scientifico fanno parte Antonio De Lucia, Claudio Costantino, Vincenzo Russo, Enrico Bocciolesi, Antonino Germanà, Antonietta Lupo, Carlo Colloca, Giuseppe Ciraulo, Enza Pelleriti, Daniela Novarese, Domenico Barbuzza, Sara La Rosa, Ignazio Digangi, Giuseppe Ferrarello, Bruno Mancuso, Salvatore Sanna e Luigi Di Cataldo. Il Comitato organizzatore è composto da Giulia Giacobbe, Luigi Provini, Emanuele Fiore, Luisa Trovato, Agostino Zito, Roberta Casagrande, Tancredi Bertolino, Francesco Armone, Carmelo Moschella e Federico Jelo di Lentini.

Alla conclusione dei lavori, il confronto proseguirà fuori dal Castello. È in programma, difatti, un momento conviviale sul lungomare e una visita guidata al patrimonio storico-artistico della città. È proprio il caso di dire: «dal territorio discusso al territorio vissuto», in una flânerie che incontra la filosofia dello slow living: attraversare, osservare e conoscere i luoghi secondo un ritmo lento, tra paesaggio, memoria e identità.

Ed è forse proprio questo il messaggio che, alla vigilia dell’appuntamento, accomuna le diverse voci: fare dei Nebrodi non soltanto un patrimonio da proteggere. Ma uno spazio nel quale ricerca, istituzioni e comunità possano costruire insieme nuove prospettive. Perché la green governance trovi concretezza occorre che la conoscenza esca dai propri confini, incontri i territori e torni a essi sotto forma di opportunità, progettualità e consapevolezza.

Luisa Trovato