Canto al Vangelo domenica 20 settembre (Cf. At 16,14b)
Alleluia, alleluia. Apri, Signore, il nostro cuore e accoglieremo le parole del Figlio tuo. Alleluia
Vangelo domenica 20 settembre (Mt 20,1 – 16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Parola del Signore
Riflessione sul vangelo di domenica 20 settembre
La Liturgia di questa Domenica, presenta il brano del vangelo di Matteo in cui Gesù racconta una parabola ai suoi discepoli per evidenziare quanto Dio è misericordioso e generoso.
In questa parabola si racconta di un padrone che chiama a lavorare nella sua vigna degli operai. Alcuni li chiama all’alba, altri li chiama lungo il corso della giornata.
Al momento della paga il padrone da a tutti un denaro, cioè la somma con la quale si era accordato con gli operai. M gli operai che erano stati chiamati all’alba, mormoravano contro il padrone perché aveva dato loro la stessa paga di chi era andato a lavorare nella sua vigna soltanto per un’ora. Il padrone sentendo le lamentele, ad uno di loro disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Con questa parabola Gesù ci fa notare che la mentalità di Dio è diversa dalla logica umana.
La logica umana guarda al profitto e alla quantità di ciò che si dà, la logica di Dio invece guarda alla dignità dell’uomo e all’amore con la quale si opera.
Gesù inoltre ci esorta a non essere invidiosi dei doni che Dio concede agli altri, ma bisogna gioire del bene che i fratelli ricevono. Il cristiano deve sempre meglio convertirsi alla logica di Dio che è amore.
Come si prega nel Canto Alleluliatico di questa Domenica: “ Apri, Signore, il nostro cuore e accoglieremo le parole del Figlio tuo”.
Letizia Franzone
