La Via del barocco / Presentato “Coppole e cappelli”, portavoce di cultura e legalità

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Presentazione Coppole e Cappelli Vecchio e Scudero

Un cappello non è mai un semplice accessorio, può infatti diventare il simbolo di un’imposizione a cui sottomettersi o il segno di una scelta libera e coraggiosa. È a partire da questo oggetto quotidiano che l’albo illustrato “Coppole e cappelli” apre una riflessione sul valore dell’autonomia e sul rifiuto di ogni forma di oppressione. L’incontro per la presentazione del libro è avvenuto nel suggestivo cortile del Collegio Santa Venera di via Dafnica ad Acireale. Ed è inserito all’interno del programma “La Via del Barocco”, manifestazione giunta alla  quinta edizione e nata dalla sinergia delle associazioni cittadine per valorizzare il centro storico e le radici della comunità acese.Presentazione Coppole e cappelli

Giuseppe Vecchio, direttore de La Voce dell’Jonio, ha aperto l’evento ripercorrendo la storia della testata fondata dal padre nel 1958.
Ne ha ricordato la natura indipendente ma vicina alla Chiesa e alla gente, sostenuta dal volontariato e attiva online dal 2018. Da circa un decennio il giornale si è strutturato anche come casa editrice con la medesima missione. Quella di dare spazio agli autori locali e promuovere il territorio tramite pubblicazioni capaci di suscitare l’attenzione su temi d’interesse acese e generale.
Vecchio ha poi posto l’accento sul valore educativo del testo, scritto da Pippo Scudero e illustrato da Tiziana Musmeci. E sottolineato come affronti l’argomento della mafia senza mai citarla esplicitamente. Con l’auspicio che possa entrare nelle scuole come strumento di formazione civile.

Giuseppe Vecchio e Pippo Scudero
Giuseppe Vecchio a sx e Pippo Scudero

Sul valore pedagogico della narrazione è intervenuta Barbara Sgroi, maestra in pensione con quarant’anni di esperienza. E ha ribadito che ai bambini si possono proporre argomenti complessi purché si utilizzi un linguaggio concreto e adeguato. L’allegoria del copricapo permette infatti di trasmettere l’importanza del pensiero critico, il diritto alla diversità e la necessità di opporsi al conformismo imposto con la sopraffazione.

L’autore Pippo Scudero ha illustrato la trama del racconto, ambientato in un paese battuto dai venti dove un Re impone a tutti l’obbligo di indossare un identico copricapo nero – ribattezzato “copricapo popolare”, da cui la contrazione “coppola” – e di salutarsi con la formula “baciamo le mani”. L’arrivo di uno strano cappellaio con un carretto di coppole colorate risveglia nei cittadini il desiderio di cambiamento e di libertà. Fino al definitivo allontanamento del sovrano e all’approvazione di un’unica legge basata su onestà e felicità.Via del barocco presentazione Coppole e cappelli

Successivamente, l’assessore Francesco D’Ambra ha espresso gratitudine per il lavoro svolto dalle diverse associazioni sul territorio. E ha evidenziato come il rilancio del quartiere sia un obiettivo indispensabile per riaccendere i riflettori su cultura, bellezza e tradizioni del luogo.

In chiusura, l’ex docente Mariagrazia Pennisi ha richiamato l’attenzione sul valore della coesione sociale. E invitato a stimolare nei più giovani il piacere della lettura su carta per ritrovare momenti di pausa al riparo dagli schermi digitali.

Attraverso la chiarezza dei disegni e il potere dell’immaginazione, l’iniziativa consegna al pubblico un messaggio chiaro sull’opera Coppole e cappelli”. Cioè insegnare a riconoscere la prepotenza e a coltivare il coraggio fin da piccoli, sono la via maestra per formare cittadini liberi.

                                                                                      Barbara Messina