A Santa Venerina è presente, da molti anni ormai, l’Associazione comunità Giovanni XXIII. La responsabile di zona è Concetta Iabichino, che con il marito Alberto, fa parte di questa realtà da ventotto anni. I due si sono conosciuti nel 1998, grazie alla comunità e all’incontro con don Oreste Benzi, che ha dato loro un’importante direzione di vita. Significativa è stata anche la collaborazione con la realtà di Linera, frazione di Santa Venerina, curata e gestita dai coniugi Marco Lovato e Laura Lubatti.
Da questa esperienza, nel 2001 prende vita la Casa “Angeli Custodi” di Monacella (un’altra frazione dello stesso comune). Alberto, amante del legno, ha dato la sua disponibilità per avviare la cooperativa sociale, denominata Rò la Formichina.
Nel settembre 2004 si sposano, con la certezza sin da subito di volere continuare ad essere una famiglia aperta all’accoglienza. Concetta continua il suo percorso con la casa famiglia; il marito lavora nella cooperativa. Scelgono di abitare, come Marco e Laura, a Santa Venerina.

Intervistiamo la Iabichino per conoscere meglio la comunità di cui è responsabile.
“Il nostro desiderio di una famiglia più allargata, quale la Comunità Giovanni XXIII – racconta – nasce dall’incontro con don Oreste Benzi. Volevamo essere anche noi voce di chi non ha voce; essere famiglia di chi non ha famiglia; essere espressione di dignità lavorativa, per chi, lì fuori, nel mondo del lavoro, non avrebbe potuto trovare il suo posto, ed avere quella seconda o anche terza possibilità che ognuno dovrebbe avere nella vita”.
Quanti ragazzi ospitate?
Al momento in Casa Famiglia siamo in dodici: io, Alberto, una volontaria del Servizio Civile, 6 figlioli che il buon Dio ci ha mandato (di 44, 39, 43, 38, 30 e 15 anni) assieme a quattro figli nostri naturali.
Tanti sono passati per la nostra famiglia: chi per qualche giorno, chi per mesi, chi per anni. Anche la cooperativa ha visto una grande abbondanza di vita. Al momento sono in sei e due sono i volontari di servizio civile.
Quali sono i principali obbiettivi delle vostre attività?
La Casa famiglia di Monacella nasce dal bisogno di dare una famiglia a chi non ce l’ha; la cooperativa per dare dignità lavorativa ed educativa a tutti quei giovani fragili. Rò la Formichina è nata dall’ascolto del bisogno dei nostri figlioli, che crescevano nelle varie realtà di Case famiglie. Dopo il percorso scolastico, il territorio non era in grado di dare loro delle risposte.
Il Centro diurno, facente parte della stessa cooperativa, si occupa invece della educativa, che vede 17 dei nostri vari ragazzi inseriti, con diverse attività: motorie, teatrali, di lettura e scrittura, di musica, artistiche e tante, tante altre. Quattro di loro, ogni mattina, dal lunedì al venerdì, con grande gioia ed energia vanno al centro diurno. Questo è il luogo dove possono sentirsi cittadini attivi e mettere a frutto le proprie caratteristiche e doni naturali. Un altro di loro, ogni mattina va a lavorare in falegnameria.
Come si sentono i ragazzi di ritorno nella Casa Famiglia?
Ritornano a casa stanchi, ma felici di potere dare il loro contributo, di potersi esprimere, ognuno con le proprie capacità.
Quali tipi di laboratori sono presenti in cooperativa?
I lavori in cooperativa sono davvero tanti, oltre quelli specifici per il centro educativo. Vi è la falegnameria con la lavorazione del legno e la creazione di varia oggettistica, laboratori di liuteria, laboratorio delle ostie…e altro ancora. La scelta delle attività nasce molte volte dall’ascolto delle capacità e caratteristiche dei nostri figlioli, dai loro bisogni, che sono sempre in movimento ed evoluzione.

Mi parli di loro…
Ognuno dei nostri ragazzi ha delle grandi sofferenze che portano con loro sin da piccoli, ferite che, forse, con il tempo e affetto possono un po’ alleviarsi. Sono ragazzi semplici, con tanta voglia di vivere e stare con gli altri, curiosi ed energici, sempre pronti ad accogliere gli stimoli che diamo. Hanno bisogno di appartenenza, di sicurezza, di qualcuno che stia loro accanto, per accompagnarli in ciò che la vita mette davanti.
Qual è la missione delle Comunità Giovanni XXIII volute da Don Oreste Benzi?
La caratteristica delle realtà di accoglienza volute da Don Oreste Benzi è sicuramente il mettere la propria vita coi poveri che il Signore ci fa incontrare. Non ad ore, ma ogni giorno, a casa nostra, coi nostri figli, dove il posto di lavoro assume un valore ancora più alto, che porta con sé la voglia davvero del riscatto: anche io posso dare qualcosa, qualcosa di grande ed importante
Come vi si può contattare per conoscere i vostri prodotti artigianali?
Riferimenti della cooperativa sono Alberto 340 0612508; Marco 348 2488157; Vincenzo 349 8066907, oltre che il nostro sito web: Rò La Formichina.
Adele Maugeri
