Libri / Alla scoperta, con Corrado Rubino, dell'”Antico convento del Carmine”

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Presentazione libro su antico convento del Carmine

Al centro di Catania c’è un monumento ricco di storia, che rispecchia diversi cicli culturali, è: “L’antico convento del Carmine”,  al quale  Corrado Rubino  ha dedicato un libro dal titolo omonimo. Il volume è stato presentato nella Basilica Santuario di Maria SS. Annunziata al Carmine.
All’incontro hanno partecipato mons. Adolfo Longhitano, prof. Ordinario emerito della facoltà teologica di Sicilia, il priore  Antonio Mascali,    il vicario generale dell’Arcidiocesi di Catania, don Vincenzo  Branchina,  il prof. Salvatore Maria Calogero in rappresentanza della Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale, la prof.ssa Marilisa Spironello, capo delegazione del FAI di Catania e docente di Storia  dell’arte Moderna (Disum- Unict ), il tenente colonnello  Marco Marziano, comandante del Reparto attività territoriale dell’Esercito (ubicato nell’ex convento del Carmine) di Catania.  Ha svolto le funzioni di moderatore il giornalista Daniele Lo Porto.

Daniele Lo Porto e Corrado Rubino
Da sx: Daniele Lo Porto e l’autore Corrado Rubino

Il prof Corrado Rubino è stato colonnello dell’Esercito, ha conseguito la laurea in Lettere e Filosofia, è anche archeologo, ed ha partecipato tra l’altro agli scavi ai Fori imperiali di Roma ed in altri siti. Abbiamo parlato con lui per saperne di più sul suo libro.

Come è nata l’ idea di scrivere un libro su questo argomento?

Più che una idea è la conseguenza logica del fatto che io sono un ufficiale dell’Esercito, ho svolto servizio presso l’ex convento del Carmine. In quanto archeologo mi è sembrato doveroso documentare un monumento quasi completamente sconosciuto, una tomba romana, che è all’interno dell’ex convento del Carmine. Per scriverne, inevitabilmente, ho dovuto studiare tutta l’architettura del convento e della chiesa.presentazione libro L'antico convento del Carmine locandina

Quindi il libro ha una impostazione architettonica, archeologica e anche storica?

Questo libro ha una impostazione storica ed anche politica perché  abbraccia gli avvenimenti della città. Questo convento ha cinquecento anni di vita, abbraccia diversi periodi storici della città. Tra l’altro qui sono sepolti personaggi di altissimo rango delle famiglie catanesi, i Carcaci ed anche i Biscari.

Come si snoda il libro?

Il libro racconta la storia della nascita del convento ed io con questo termine intendo  sia la chiesa che il convento. Parlo dell’arrivo dei Carmelitani, un particolare ordine religioso che nasce dagli eremiti del Monte Carmelo in Palestina,  e ne descrivo anche tutta la storia che li ha visti protagonisti a Catania. In particolare, racconto il ritrovamento di questa tomba di stile  romano imperiale,  in merito alla quale avevo già scritto un libro.  Questo mio saggio, invece, abbraccia un po’ tutto.

In che senso? 

Abbraccia sia il convento, di cui non ha parlato mai nessuno, perché essendo attualmente  una caserma vi si può entrare soltanto se si è autorizzati, e sia la chiesa. Questa Basilica  è inserita in un quartiere che avrebbe bisogno di essere rivalutato. La  chiesa è molto sacrificata per la  presenza del mercato. Senza nulla togliere alla necessità del mercato  che si svolge  nella piazza,  questo, però  penalizza la Basilica  che  è una delle più grandi di Catania ed abbraccia un lungo periodo storico.

La caserma a chi appartiene?

 La caserma è stata requisita con l’unità di Italia, però la metà della caserma era già borbonica. Il convento  è caserma dal 1866.

omandante Marco Marziano
Comandante Marco Marziano

Il comandante Marco Marziano  ha  invitato chiunque lo desiderasse a visitare la caserma, previo appuntamento. Ha ringraziato poi Corrado  Rubino perché col suo libro ha dato la possibilità di parlare di luoghi interessanti. La caserma all’interno della quale c’è la tomba romana, è di chi vuole venire a visitarla, perché  è  un bene prezioso. Infine, ha concluso il comandante,  “piazza Carlo Alberto potrebbe essere una delle piazze più belle di Catania”.

Nel suo intervento il priore della Basilica Santuario di Maria SS Annunziata al Carmine, padre Antonio Mascali (ordine carmelitano), ha sottolineato che, grazie all’incontro con il colonnello Rubino, con il quale  ha instaurato  un bellissimo rapporto di amicizia, ha potuto conoscere tanti aspetti  storici. Il priore ha dichiarato che, pur essendo di Randazzo, quando all’epoca veniva al distretto  per fare il militare, non sapeva che quella del Carmine fosse una chiesa carmelitana. L’ha scoperto dopo negli anni perché è entrato nel convento dei Carmelitani a Firenze.  Padre Mascali è stato parroco della comunità catanese, che presenta tante bellezze ma  ha tante difficoltà. Soprattutto nella piazza esterna, piazza Carlo Alberto, che di mattina è una realtà molto vivace con i tanti operatori e commercianti.

La prof.ssa Marilina Spiranello ha messo in luce che  le giornate del FAI sono una grande festa di piazza e un’ occasione per scoprire beni monumentali nascosti, o semisconosciuti alla città.

Santuario Carmine CT Wikipedia
Basilica del Carmine – Fonte Wikipedia

Per la Società di Storia Patria  ha preso la parola il prof. ing. Salvatore Maria  Calogero  che ha  ringraziato  Corrado  Rubino che ha chiesto  al Consiglio direttivo  della Società di  dare  il patrocinio per il libro.  Ha ringraziato poi l’autore per avere fornito l’ occasione di far conoscere la Società di Storia Patria della Sicilia Orientale che è una delle più antiche, essendo stata fondata nel 1904.
L’associazione ha sede in piazza Stesicoro, nello storico Palazzo Tezzano, quindi chiunque può conoscere la sua preziosa biblioteca.

Monsignor Adolfo Longhitano che  ha pubblicato numerosi testi su Sant’Agata, ha  scritto la prefazione del libro. “Se immaginiamo la storia come un grande mosaico, in cui ogni tessera ha un  preciso significato e valore, – ha detto – dobbiamo interrogarci  sul significato e l’importanza del grande mosaico della storia di Catania. Importante il ruolo svolto dall’antico Convento del Carmine;  i Carmelitani hanno dato un contributo non indifferente a definire l’identità dei catanesi. Infatti la personalità di un uomo o di una donna non è un problema esclusivamente  biologico perché si forma  man mano interagendo  con l’ambiente naturale e culturale  in cui vive. Per cui anche eventi  apparentemente  marginali lasciano tracce indelebili in una  persona e nel popolo”.

“Pensiamo – ha continuato – alle  diverse etnie che nel corso dei secoli sono passate da Catania, la città prima fece parte  della cultura greca, poi di quella latina, per ritornare  poi  alla lingua greca dei bizantini .  Catania durante la dominazione romana accolse la religione cristiana in dipendenza dal vescovo di Roma. Con l’impero bizantino passò al cristianesimo di rito greco soggetta al patriarca di Costantinopoli”.

                                                                                             M.C.