Donne che fanno imprese, protagoniste del cambiamento sociale del territorio, il tema della VII edizione del Premio per l’Imprenditoria Femminile “Maria Cannizzaro” celebrata il 24 ottobre al Museo del Mare di Giardini Naxos a cura della locale sezione della Fidapa presieduta da Lucia Leotta.
Conferito in occasione dell’inaugurazione dell’anno sociale 2026 a Simona Gullotta, imprenditrice e fashion designer, arricchita dalla prolusione di Francesco Pira, professore associato presso UNIME.
Introdotti i lavori dalla presidente Lucia Leotta, a illustrazione dello spirito e delle finalità del premio, sono seguiti i saluti istituzionali del sindaco Bosco e la presentazione di alcune nuove socie di prossimo ingresso.
La trasformazione del ruolo femminile e in tale contesto, l’imprenditrice come agente di cambiamento e valore assicurato per l’intera comunità, il focus della relazione quindi illustrata da Francesco Pira. Che la colloca in una dimensione attuale segnata da una società in sofferenza nelle relazioni umane; al punto che si preferisce sempre più interloquire con le macchine piuttosto che con altri esseri umani.
La relazione di Francesco Pira

In tale contesto il ruolo della donna imprenditrice assurge a fattore decisivo per un cambiamento destinato a riproporre i rapporti umani, nell’esplicazione delle sue competenze, al centro della società. In tali dinamiche la donna può rivelare e deve esprimere la sua unicità. Sul profilo della formazione; sul profilo della progettazione; sul profilo della organizzazione; sul profilo della attuazione.
La donna che conduce un’azienda, trasforma infatti lo spazio che occupa, con una visione e una profusione di una leadership che, ancor prima che strutturalmente, è ontologicamente diversa da quella dell’uomo.
Ciò è dato rilevare dalle esperienze sempre più significative per entità e finalità, di donne alla guida di imprese, la cui incidenza nel loro novero complessivo, è preponderante nella fascia degli under 35. Se il dato statistico è confortante, ciò non toglie che molto resta ancora da fare. In primis sul piano normativo, ma ancor prima culturale, della predisposizione di sinergie che consentano alla donna imprenditrice di non abdicare alle altre proprie prerogative da coltivare; ad esempio in sede familiare.
In tale ottica si auspica che l’Intelligenza Artificiale possa contribuire a una sua piena realizzazione.
La presidente Leotta illustra il significato del Premio intitolato a Maria Cannizzaro

Introducendo la seconda parte del convegno la presidente Leotta ha rivisitato il significato di un premio intitolato a Maria Cannizzaro, ricordandone la poliedricità, pure in ambito del sodalizio stesso. Nel cui alveo la donazione dai familiari di un premio, la cui destinazione sia coerente al suo vissuto. Quanto mai ascrivibile alla prescelta di quest’anno, Simona Gullotta, peculiare figura imprenditoriale.
In risposta ai quesiti della presidente, la vincitrice ha ripercorso i passi che l’hanno portata al successo. E così, prima lasciare la Sicilia per perfezionare in Romagna l’arte sartoriale coltivata sin da bambina. Poi rientrare per ragioni legate alla sua famiglia, di cui ha custodito e sviluppato il retaggio artistico.

E’ proprio qui in Sicilia che la sua esperienza artigianale e quindi imprenditoriale, ha potuto prendere corpo secondo degli stilemi stilistici che ha mutuato dalla sua terra, dal mare e dall’Etna; e che le hanno consentito di raggiungere traguardi sempre più prestigiosi, ben oltre gli ambiti isolani; al punto che oggi Simona Gullotta è una figura di riferimento per le altre donne che vogliano cimentarsi in un’impresa, non solo sul piano artistico, ma imprenditoriale tout court, nell’hinterland jonico etneo. E ciò, senza mai relegare a margine il fattore umano, nella sua progettualità e nelle sue realizzazioni. Per tali motivazioni il premio, quanto mai meritato, consegnato dai familiari di Maria Cannizzaro.
Alla sempre più affermata imprenditrice, l’augurio del raggiungimento di mete sempre più ambite e alla presidente della Fidapa, il plauso per l’iniziativa condotta e l’arrivederci alla prossima edizione.
Giuseppe Longo
