Domenica 25 ottobre la comunità di Aci Platani ha avuto la gioia di accogliere padre Orazio Barbarino, che ha presieduto una Santa Messa di ringraziamento in occasione del 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale.
È stato un momento speciale di preghiera, comunione e gratitudine al Signore per il dono del ministero sacerdotale di don Orazio. Un’occasione preziosa per ritrovarsi insieme e condividere la gioia di questo importante traguardo, ricordando i quindici anni trascorsi ad Aci Platani. Un cammino fatto di esperienze, relazioni e momenti significativi, nella consapevolezza che una comunità è autenticamente tale quando sa custodire la propria memoria. Quando sa riconoscere le proprie radici e rileggere il proprio passato come parte essenziale della propria storia.
Nato a Piedimonte Etneo, padre Orazio Barbarino è stato ordinato sacerdote il 9 ottobre 1976, mediante la preghiera consacratoria e l’imposizione delle mani di mons. Giuseppe Costanzo. Dopo una breve esperienza come vicario nella parrocchia di San Giovanni Battista ad Acitrezza, ha guidato la comunità di Aci Platani dal 1984 al 1999. Successivamente è stato nominato parroco della parrocchia di San Paolo in Acireale.
Per tredici anni, fino al settembre 2023, ha poi svolto il ministero di arciprete parroco a Linguaglossa, guidando la chiesa Madre di Santa Maria delle Grazie e la comunità di Sant’Egidio Abate.

La grande consapevolezza che si ebbe nei primi anni della sua permanenza ad Aci Platani è che ancora una volta la parrocchia veniva visitata dalla speranza. Con padre Orazio si aprì un altro straordinario capitolo nella lunga storia della comunità. Furono anni nei quali si è sperimentato il dono del vivere in comunione. Nella gioia del salmista che dice: «Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme».
Padre Barbarino favorì anche lo sviluppo culturale della comunità di Aci Platani
Nel corso del suo ministero nacquero numerose iniziative, attività ed eventi che contribuirono in maniera significativa alla crescita culturale, sociale e religiosa non solo di Aci Platani, ma di tutto il territorio acese. Momenti che, in molti casi, hanno continuato a vivere nel tempo, divenendo parte integrante della storia della comunità. Un patrimonio custodito anche grazie all’impegno e alla dedizione di tanti giovani e dei sacerdoti che, negli anni, si sono succeduti alla guida della parrocchia.
Quella trascorsa come parroco della frazione rurale di Aci Platani possiamo, quindi, considerarla una delle tappe più significative della sua lunga azione pastorale. Don Orazio ha concepito la parrocchia non solo come luogo di crescita spirituale. Ma anche come centro di emancipazione sociale e riscatto culturale per una frazione da troppo tempo emarginata.
In quegli anni, la comunità platanese divenne sede di numerosi incontri culturali che portarono ad Aci Platani esponenti della cultura e della musica leggera italiana. Come i cantautori Vincenzo Spampinato, Franco Battiato e il poeta catenoto Michele Pricoco. Allo scopo di promuovere una maggiore partecipazione alla vita sociale e politica della frazione, si tennero diverse assemblee comunitarie ed incontri-dibattito sulle più urgenti problematiche che ancora oggi, purtroppo, affliggono la popolosa frazione acese.
Come non ricordare gli incontri con l’architetto Paolo Portoghesi, con il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana on. Rino Nicolosi. Con il giudice Gianbattista Scidà, presidente del Tribunale dei Minori di Catania. Con la Giunta comunale di Acireale di quegli anni, presieduta dal sindaco prof. Alfonso Sciacca, e con i diversi sindaci ed amministratori della nostra Città che si sono succeduti nel tempo.
Il suo impegno nel sociale
Ma l’impegno sociale e culturale ispirato da padre Orazio Barbarino continua ancora oggi attraverso molteplici iniziative di solidarietà. Tra le tante, desideriamo ricordare quella promossa tra il 2025 e il 2026 grazie al prezioso sostegno della Comunità Tra i Tempi di Acireale. Si tratta di una grande raccolta fondi collettiva che ha coinvolto associazioni cattoliche, aziende locali e istituti bancari.
L’iniziativa ha permesso di acquistare e donare una nuova ambulanza di soccorso alla Fraternità Misericordia di Acireale. Un altro lodevole gesto di solidarietà portato avanti in questi ultimi mesi, grazie al suo impegno, riguarda la raccolta di fondi per aiutare i tanti bambini rimasti orfani a causa della devastante guerra a Gaza.
In occasione dei festeggiamenti per il suo 50º anniversario di sacerdozio, celebrato il 9 ottobre 2026 nella gremita Basilica di San Sebastiano ad Acireale, alla presenza del vescovo mons. Antonino Raspanti, don Orazio ha ripercorso il proprio impegno pastorale, richiamando le sue origini familiari.
Figlio di un contadino e di una madre appartenente a una famiglia di pescatori, ha descritto la propria azione sacerdotale all’interno della Chiesa come la sintesi di due culture: quella del contadino e quella del pescatore.
La cultura del contadino rappresenta il lavoro silenzioso e costante all’interno della comunità. Cioè coltivare la fede, prendersi cura delle anime e ricomporre pazientemente le fratture del tessuto sociale e parrocchiale.
La cultura del pescatore, invece, richiama il gesto di gettare le reti, incarnando lo spirito che dovrebbe animare ogni processo di evangelizzazione. Oggi, infatti, il cristiano è chiamato a uscire dai confini fisici della parrocchia per raggiungere chi è più distante dalla fede. Per don Orazio, la Chiesa non deve ripiegarsi su sé stessa. Deve saper gettare le proprie reti nel mare aperto del mondo contemporaneo, sempre più lontano dall’esperienza cristiana.
Giovanni Centamore
