Innovazione / Presentata AcutisAI, piattaforma di intelligenza artificiale

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Don Davide Imeneo, direttore ufficio diocesano per le comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, ha presentato la nuova piattaforma di intelligenza artificiale “AcutisAi”. Attraverso un video su un canale YouTube della CEI introduce la piattaforma educativa sviluppata con degli studenti di una scuola secondaria di primo grado.
Mi stupisce la facilità di dialogo che contraddistingue i bambini: le cose imprevedibili che sanno chiedere alle intelligenze artificiali, spesso sono relative ai loro desideri e ai loro progetti. Le intelligenze artificiali sono una leva capace di sollevare l’attenzione dei ragazzi” dichiara Don Davide.

Intelligenza artificiale sviluppata da studenti delle medie

Gli sviluppatori, supportati dallo stesso Don Davide e dalla redazione del settimanale diocesano Avvenire di Calabria, sono gli studenti della scuola secondaria di primo grado Maria Ausiliatrice di Reggio Calabria. All’interno del laboratorio sul giornalismo denominato “AulaG”, i ragazzi hanno maturato interrogativi etici fondamentali sulla vita, che spesso finivano per intrecciarsi con la questione dell’uso della tecnologia nella condivisione della conoscenza. Domande cocenti e stimolanti che sembravano trovare risposta diretta proprio nelle pagine del Vangelo. “Cos’è il talento e come si può riconoscere una vocazione?” si chiedono alunni di prima e seconda media, intervistati nello stesso video. Ma anche “quale ruolo hanno la scuola e l’intelligenza artificiale” nel guidarci alla scoperta di noi stessi e della nostra strada?

Fiducia in un progresso tecnologico a servizio dell’uomo

Gli studenti sono così riconosciuti in un percorso comune che sempre più li ha resi uniti e che vede nel progresso tecnologico uno strumento prezioso al fianco dell’uomo. Un’ottica di fiducia inedita in uno scenario, quello dell’IA, minacciato dallo spettro di uno sviluppo incontrollato, non monitorato, né programmato secondo un sistema di valori organico e affidabile. Le numerose incertezze degli adulti, che rischiavano di allontanarli dalla generazione dei figli, trovano una prospettiva di incontro funzionale e incoraggiante nel dialogo coi più giovani. Essi si dimostrano capaci (e realmente motivati) a spiegare e coinvolgere i genitori nella comprensione degli strumenti tecnologici. Si pongono infatti obiettivi concreti rivolti a un uso virtuoso dell’IA. Perché il cambiamento non va subìto, ma gestito. E quello in atto oggi rappresenta una sfida preziosa in ottica pastorale.

Strumenti sviluppati sulla base di principi condivisi

Il principale risultato è lo sviluppo di una serie di assistenti virtuali tematici (basati per lo più su ChatGPT) individuati e “addestrati” dagli studenti del Maria Ausiliatrice sulla base di solidi principi condivisi durante le ore di laboratorio. Questi intendono una tecnologia a servizio di un uomo responsabile, solidale, consapevole di sé stesso e dalla sua comunità. Gli strumenti sono già disponibili agli studenti, ai genitori, agli insegnanti e aperti praticamente a tutti perché accessibili sul sito del progetto acutisai.it. Annoverano un correttore di bozze, dato che l’iniziativa è nata all’interno di un laboratorio di giornalismo e innovazione.
Inoltre, la piattaforma di intelligenza artificiale AcutisAi prevede dei social mentor dedicati alla creazione di post per la condivisione di articoli sui principali social media. Ma anche, una chatbot pensata per lo sviluppo di comunicati stampa, basata su informazioni essenziali fornite dall’utente o presenti sul manifesto di un evento. La chiave, secondo don Davide, è “la collaborazione tra i ragazzi“. Lo spirito di lavoro in gruppo grazie al quale “non c’è più una competizione, ma si collabora per raggiungere insieme un risultato“. Viene meno la stessa ottica incentivante (o demotivante, a seconda dei casi) del voto scolastico, in vista di “un traguardo da raggiungere”.
Daniele Greco