Ambiente / Non dimenticare i devastanti effetti del ciclone Harry che hanno messo in ginocchio la Sicilia

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Buona parte della Sicilia centro-orientale è stata colpita nelle scorse settimane da fenomeni piuttosto consistenti, venti impetuosi e criticità tra accumuli piovosi e mareggiate lungo la costa jonica. Il ciclone “Harry” ha provocato danni ingenti ai locali nei giorni 19-20-21 Gennaio, distruggendo abitazioni, attività e luoghi di ritrovo, segnando così la vita di migliaia di cittadini che adesso non possono fare altro se non aspettare i fondi stanziati dal governo.

Le misure d’emergenza adottate dalla Sicilia

La Protezione Civile Sicilia aveva individuato l’arrivo di questo ciclone e, già dalla settimana precedente, aveva avvisato la popolazione di questa situazione di massima emergenza. I lavori di preparazione per l’allerta rossa hanno portato all’evacuazione, il 19 gennaio, di circa 190 abitanti lungo la costa ionica. In questo contesto si inseriscono centinaia di volontari della Protezione Civile, impegnati a supporto dei comuni, che cercavano di mitigare i rischi connessi al forte vento e alle precipitazioni intense che già si stavano generando.

Ad Acireale, per esempio, il sindaco Roberto Barbagallo aveva disposto l’allontanamento di 95 residenti nelle frazioni costiere di Capomulini, Santa Maria la Scala e Riposto. Inoltre, circa 200 comuni della Sicilia hanno tempestivamente attivato il COC (Centro Operativo Comunale) ossia l’organismo responsabile della direzione dei soccorsi a livello comunale in caso di emergenza o calamità naturale. Ad un primo impatto, leggendo queste informazioni, potremmo pensare che le autorità avessero adottato tutte le misure necessarie per prevenire un’eventuale catastrofe. Tuttavia, come spesso accade, alcuni cittadini hanno minimizzato la questione, pensando che si trattasse di un semplice acquazzone, trovandosi dunque impreparati di fronte all’impetuoso ciclone.

L’impetuosa crescita di Harry

I danni provocati nelle località di mare

La sua evoluzione è stata seguita ora dopo ora dalla Protezione Civile Regionale. Harry non è rimasto una semplice perturbazione stagionale: in meno di ventiquattr’ore ha sviluppato un repentino calo della pressione atmosferica e ha innescato venti di tempesta che hanno sferzato l’isola, superando in molte zone i limiti di sicurezza delle infrastrutture urbane. Gli esperti sottolineano come la rapidità con cui il vortice ha acquisito energia sia un segnale d’allarme per la gestione del rischio idrogeologico, rendendo sempre più complessa la previsione dei tempi di allertamento per la popolazione residente nelle aree rosse.

ciclone harry stazzoLa combinazione tra onde di mareggiata e l’effetto “storm surge” ha impedito ai fiumi e ai canali di scolo di defluire correttamente. Hanno così causato esondazioni interne che hanno paralizzato interi borghi marinari. A Marzamemi, Pozzallo, Torre Archirafi e lungo la costa ionica messinese, la forza d’urto del mare ha divelto pavimentazioni storiche. Ha altresì distrutto i presidi di difesa costiera, penetrando per decine di metri all’interno dei centri abitati. Le attività produttive legate al turismo e alla pesca sono in ginocchio. Le banchine portuali hanno subito cedimenti strutturali e molte flotte pescherecce hanno riportato danni irreparabili alle attrezzature. La Protezione Civile, attraverso i suoi primi rilievi, ha confermato che il ciclone Harry ha modificato permanentemente la geomorfologia di ampi tratti di costa.

Le soluzioni provvisorie

L’Amministrazione comunale di Acireale, guidata dal sindaco Roberto Barbagallo, ha ufficializzato l’avvio di una mobilitazione collettiva per rispondere ai danni strutturali causati dal passaggio del ciclone Harry. Le prime settimane di febbraio hanno segnato un punto di svolta per il ripristino della normalità, con centinaia di volontari al fianco di tecnici, che hanno avviato una massiccia operazione di pulizia e sgombero degli immobili invasi dai detriti e dal fango. Non si sono tirati indietro associazioni, gruppi organizzati e singoli cittadini ad aiutare, nel rispetto delle indicazioni operative fornite sul posto e le norme di sicurezza previste. Serve però mantenere ora altissima l’attenzione sulle procedure amministrative, la rapidità e la trasparenza, a vantaggio di una ripresa per tutti.

Francesca Di Mauro